Individuate all’Elba sei nuove specie di frutti antichi da tutelare

«Alcune varietà censite, a serio rischio di estinzione, sono state oggetto di iscrizione ai Repertori Regionali della Toscana»

[22 dicembre 2017]

Sono sei le nuove specie di frutti antichi che sono state ufficialmente inseriti dalla Commissione tecnico-scientifica delle specie legnose da frutto della Regione Toscana negli appositi repertori regionali, in modo da poter essere tutelati dal concreto rischio di estinguersi. A comunicarlo è il Parco nazionale dell’arcipelago toscano, dando conto dell’ampia documentazione fornita da Fabiano Camangi e Agostino Stefani per giungere a tale importante risultato.

«Alcune varietà censite, a serio rischio di estinzione – dice Stefani – e che hanno dimostrato una comprovata presenza sul territorio, sono state oggetto di iscrizione ai Repertori Regionali della Toscana, per una loro puntuale salvaguardia. Queste varietà sono legate a una pregressa attività agricola, alla storia e all’economia del territorio e sono espressione della tradizione popolare locale. Nello specifico sono state proposte sei varietà: Pero ‘Angelica dell’Elba’; Fico ‘Nerucciolo dell’Elba’; Fico ‘Popone dell’Elba’; Pesco ‘Sanguigno settembrino dell’Elba’; Pesco ‘Sanguigno ottobrino dell’Elba’; Pesco ‘’Spiccicaiolo dell’Elba’».

Come spiegano dal Parco, Camangi e Stefani hanno potuto censire e caratterizzare 73 varietà di fruttiferi attraverso due progetti territoriali: il primo, ‘Censimento, caratterizzazione e valorizzazione del patrimonio frutticolo autoctono dell’Isola d’Elba’ , si è svolto dal 2011-2013 ed è stato finanziato dalla Regione Toscana; il secondo, ‘Censimento, caratterizzazione e valorizzazione del patrimonio frutticolo, orticolo e cerealicolo legato al territorio dell’Arcipelago Toscano’, si è svolto dal 2014 al 2017 ed è stato finanziato dal Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano. Entrambi i progetti sono stati condotti dai laboratori BioLabs dell’Istituto di Scienze della Vita della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa in collaborazione con diversi Enti e partner locali.

Per valutarne l’autoctonia delle specie individuate «è stata necessaria – argomenta Stefani – un’accurata ricerca archivistica/documentale come la consultazione di lavori settoriali sul germoplasma frutticolo, antiche Pomone e pubblicazioni specialistiche.

La loro autoctonia è confermata ad es. dalla relazione del medico austriaco Koestlin che fece in visita all’Elba nel lontano 1780, il quale riferì di […] aver visto una grande distesa di fichi d’india lungo la strada da Portoferraio a Rio, numerosi melograni e sorbi, sempre a Rio, fragole selvatiche a Marciana e, ovunque, fichi di molte qualità – tra cui il brugiotto, il sardese, il nerucciolo, il bianco, il dattero, il popone e il corso – e poi noci, mandorli, pesche – gialle, sanguigne, spiccicaiole – marasche, susini, albicocchi, peri, gelsi bianchi e neri e molti agrumi Agli inizi dell’Ottocento (1808), la Principessa Elisa Bonaparte Baciocchi, sorella di Napoleone e governatrice del Principato di Lucca e Piombino, ricevette da Pisa a Piombino, molte piante da frutto e fra queste figura […] la pera angelica. La presenza  e la vetustà di queste varietà è documentata anche da diversi Autori tra questi ricordiamo P. A. Mattioli, nei suoi Discorsi (1568). Ulisse Aldrovandi (1668), Pier Antonio Micheli (1707-1736), Ottaviano Targioni Tozzetti (1858) e Giorgio Gallesio (1817-1839)., e sono raffigurate anche nelle tele di Bartolomeo Bimbi (1696 – Palazzo Pitti, Firenze)».

Ma dove si trovano questi frutti al giorno d’oggi? «Queste varietà – prosegue Stefani – che sono state riprodotte per innesto, talee ecc., sono conservate nel ‘Campo catalogo’ dell’Orto dei Semplici Elbano, sito presso l’Eremo di S. Caterina a Rio nell’Elba, ma anche molti privati ed aziende le hanno reintrodotte nei loro terreni, orti e giardini. La pera Angelica è presente in pochi esemplari, matura alla fine di giugno, il frutto di buon sapore non si mantiene a lungo per un veloce ammizzimento con una tipica colorazione marrone a livello del torsolo. I Fichi, il Nerucciolo è endemico dell’Elba e i frutti maturano alla fine di agosto e vengono consumati freschi e essiccati, la varietà è richiesta per la possibilità di essere coltivata in vaso Il fico Popone sussiste in pochi esemplari il frutto è buono e matura a settembre ma, forse, non coltivato per la sua stranezza e poca produttività. Le tre varietà di pesche sono diffuse in pochi esemplari molto particolari le loro caratteristiche, buon sapore, non alta conservabilità  ma varietà rustiche per cui resistenti alle malattie e si propagano anche tramite semi conservando i caratteri della pianta madre La maturazione del frutto avviene a settembre per la Spiccicaiola e la Sanguigna settembrina, mentre da metà ottobre in poi per la Sanguigna ottobrina perdurando fino a Dicembre».