Individuato il bracconiere che ha abbattuto l’aquila reale nelle Marche

Wwf e Lipu si costituiranno parte civile nel futuro processo

[31 agosto 2017]

Grazie alle scrupolosi indagini dei Carabinieri forestali delle stazioni di Fabriano e Sassoferrato,  è stato individuato e deferito all’autorità giudiziaria il bracconiere che il 19 agosto ha ferito una giovane aquila reale vicino a  Fabriano (AN).  Esulta il Wwf: «E’ un’ottima notizia. Il fatto che rispetto ai “crimini di natura” ci siano risposte tempestive è fondamentale non solo per punire chi si è macchiato di reati contro animali rari ma anche in funzione di deterrente per il futuro».

La scorsa settimana il Wwf aveva proceduto alla significazione di parte offesa, «una procedura propedeutica alla costituzione di parte civile nel futuro processo »,  spiegano al Panda, e « continuerà la propria attività legale affinché chi si è macchiato di questo crimine di natura nei confronti di un animale così raro e prezioso venga punito in maniera esemplare. Inoltre proprio per contrastare il bracconaggio nei mesi scorsi il Wwf aveva chiesto, anche con la messa a punto di un apposito disegno di legge, che venissero razionalizzati i controlli dei reati a danno della fauna selvatiche e inasprite le pene: il provvedimento, purtroppo, è ancora in attesa di essere discusso dal Senato».

Da parte sua la Lipu/BirdLife Italia ricorda che «Il ferimento di un’aquila reale è un gesto di estrema gravità, non solo in quanto reato ma perché colpisce una specie molto delicata dal punto di vista biologico, visto che è uno degli animali all’apice della catena alimentare. Si tratta inoltre di una specie estremamente rara, soprattutto nell’Appennino, la cui conservazione è legata alla sopravvivenza di ogni singolo individuo».

Anche il presidente della Lipu, Fulvio Mamone Capria, annuncia:  «Ci costituiremo parte civile nel processo a carico dell’autore del ferimento  ricordiamo che l’aquila è una specie particolarmente protetta ai sensi della legge 157/92 ed inserita nell’allegato 1 della Direttiva “Uccelli” e quindi per la cui conservazione devono essere previste speciali misure di conservazione. Un grande ringraziamento e plauso va ai carabinieri forestali delle Stazioni di Fabriano e Sassoferrato che con grande professionalità hanno condotto le difficili indagini che hanno portato all’individuazione del colpevole».

Intanto al Wwf sottolineano che «Le condizioni della giovane aquila, che è stata curata e accudita dai volontari del Cras Wwf Parco della Gola Rossa a Frasassi, migliorano di giorno in giorno, tanto da far pensare ad una sua prossima remissione in natura».