Invasioni biologiche: un nuovo progetto contro il biofouling delle navi (VIDEO)

La GloFouling Partnerships per impedire il trasporto di specie acquatiche invasive

[13 settembre 2017]

Forte del successo registrato dal progetto GloBallast,  Global environment facility (Gef)  ha dato il via libera alla Building Partnerships to Assist Developing Countries to Minimize the Impacts from Aquatic Biofouling  (GloFouling Partnerships), un nuovo progetto che punta a ridurre al minimo il trasferimento di specie acquatiche invasive.

La GloFouling Partnerships, frutto di un collaborazione tra Gef, United Nations development programme (Undp) e International maritime organization (Imo), affronterà il problema del trasferimento delle specie acquatiche invasive attraverso il  biofouling, cioè l’accumulo di organismi acquatici sulla parte immersa dello scafo delle navi. Il progetto si concentra sull’applicazione delle direttive dell’Imo per il controllo e la gestione del biofouling  delle navi per ridurre il trasferimento delle specie acquatiche invasive.

L’Imo spiega che «Le invasioni biologiche marine hanno delle considerevoli ripercussioni ambientali e socioeconomiche che nuocciono, tra l’altro, all’industria della pesca e della maricoltura e alle infrastrutture costiere, minacciano così i mezzi di sussistenza delle comunità costiere-

GloFouling  prende spunto da successo di GloBallast, un altro progetto di Gef, Undp e Imo, che ha permesso di sostenere l’applicazione della Convenzione Ballast water management (Bwm) dell’Imo attraverso attività di rafforzamento delle capacità. La Convenzione Bwm punta a ridurre il trasferimento di organismi acquatici nocivi e di genti patogeni nelle acque di zavorra delle navi.

L’Imo sottolinea che «Questo nuovo progetto rafforzerà l capacità dei Paesi in via di sviluppo in vista della riduzione del trasferimento transfrontaliero delle specie acquatiche invasive attraverso il biofouling».

Secondo il direttore della Divisione ambiente maino dell’Imo, Stefan Micallef, «L’Imo è all’avanguardia negli sforzi internazionali che mirano ad ostacolare il trasferimento di specie acquatiche invasive attraverso le navi. Tentare di risolvere il problema del biofouling degli scafi delle navi è essenziale se vogliamo proteggere la biodiversità marina. Inoltre, questo presenta il vantaggio di ridurre le emissioni di gas serra, perché l’attrito della nave è minore».

La collaborazione tra Gef, Undp e Imo ha già dato buoni frutti grazie a “Glo-X”, il suo modello esecutivo in tre tappe che ha permesso di condurre un certo numero di riforme giuridiche e istituzionali, di implementare attività di capacity-building  e di favorire il trasferimento  di tecnologie grazie alla messa in atto di partenariati pubblici globali, regionali e nazionali. Tra questi successi figurano il progetto GloBallast, dhe è terminqato quest’anno, e il progetto GloMEEP che ha l’obiettivo di sostenere l’adozione e la messa in opera di misure relative all’efficienza energetica delle navi.

GloFouling è finanziato dal Gef a maggio con un investimento da 6,9 milioni di dollari che sarà concesso solo dopo una fase preparatoria  condotta dal segretariato dell’Imo, che ha invitato gli Stati membri interessati ad informarlo prima possibile delle loro intenzioni di partecipare al nuovo progetto.

Andrew Hudson, direttore del Water & Ocean governance programme dell’Undp, è convinto che « GloFouling Partnerships srà un eccellente mezzo per affrontare uno dei principali vettori che permettono ancora oggi il trasferimento di specie acquatiche invasive, i cui effetti sull’economie e i mezzi di sussistenza sono considerevoli. GloFouling s’inscrive nella continuità del programma GloBallast Partnerships».

Chris Severin, senior environmental specialist del Gef, conclude: «La messa in opera del progetto GloFouling sarà decisive per combattere le specie acquatiche invasive. Permetterà  non solo di assicurare la buona salute e la solidità degli ecosistemi marini, ma avrà anche un’incidenza positiva sulle possibilità economiche e i mezzi di sussistenza di diversi milioni di persone in tutto il mondo. Sono convinto che si tratterà di un ulteriore successo di questa collaborazione fruttuosa che esiste tra Gef, Undp e Imo»

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  • Protecting the oceans from invasive aquatic species