Isola di Budelli: troppo allarmismo (e fughe in avanti) sul futuro dell’area protetta

Legambiente: «Rimane tutelata con rigore, a prescindere di chi sia la proprietà»

[30 ottobre 2015]

Parco Nazionale La Maddalena

Non cessano le polemiche e le voci sul futuro dell’Isola di Budelli, nel Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena. Il 27 ottobre un comunicato del ministero dell’ambiente  informava su un incontro a Roma tra l’Ente Parco della Maddalena, presenti il Presidente e una delegazione del Consiglio direttivo, e gli avvocati del ricchissimo imprenditore neozelandese Michael Harte: «Si è discusso dell’isola di Budelli, riassegnata a Harte a seguito della sentenza del tribunale di Tempio Pausania che, secondo quanto stabilito dal Consiglio di Stato, ha revocato il trasferimento dell’isola al Parco – si legge nella nota – E’ stato il ministero dell’Ambiente a promuovere il confronto tra le parti, tenendo cosi alta e costante l’attenzione sul rispetto delle prerogative ambientali nell’isola, secondo il rigoroso rispetto dei criteri individuati nella disciplina di tutela. Gli avvocati di parte privata hanno illustrato ai rappresentanti del Parco l’idea di Harte di costruire un osservatorio della biodiversità, che opererà attraverso un’apposita fondazione e hanno chiesto all’Ente di entrare a far parte della istituenda Fondazione che gestirà i progetti sull’isola. Il Parco ha evidenziato la necessità di assicurare una tutela dell’isola che sia conforme alle esigenze di salvaguardia della peculiare biodiversità esistente e della vulnerabilità degli ecosistemi presenti. Le parti hanno definito di incontrarsi nuovamente nelle prima decade di novembre all’esito degli approfondimenti sulle proposte».

Tutto a posto quindi, visto che Harte si è impegnato far conoscere meglio la biodiversità e la bellezza selvaggia di Budelli? Non proprio, visto che Legambiente Sardegna interviene nuovamente per dire che «Sorprendono le tante e inutili polemiche nate intorno alle prospettive dell’isola di Budelli, che rimane privata sì, ma come lo è stata negli ultimi decenni e risulta tutelata con rigore sia dalla normativa vigente che ancora di più dal Piano in corso di redazione, stando alle dichiarazioni del Direttore del Parco e alle recenti deliberazioni del Consiglio Direttivo»

Infatti il presidente del Parco Nazionale dell’Arcipelago de La Maddalena,  Giuseppe Bonanno, in un recente comunicato  sulle polemiche sul piano del Parco, scrive: «Le attività economiche, devono trovare compimento sull’isola madre e potranno giovarsi di offrire servizi di accompagnamento e visita a un territorio intonso. Questa  è stata l’impostazione del Piano sul quale la Regione ha formulato le sue osservazioni ma non certo sui livelli di tutela di Budelli che ripeto è un gioiello naturalistico incastonato a nord del nostro magnifico Arcipelago e che deve rimanere così per tutte le generazioni future. I Parchi sono nati per questo». .

Vincenzo Tiana presidente, regionale del Cigno Verde sardo, e Antonio Nicoletti, responsabile nazionale aree protette e biodiversita di Legambiente, sottolineano: «C’è dunque un Piano del Parco in itinere, cui è deputato il compito di graduare i livelli di tutela su tutto il territorio dell’arcipelago. Dopo 5 anni dall’avvio della procedura di redazione del Piano e a 20 anni dall’istituzione del Parco, questo è un momento di estremo impegno e di delicata valutazione in cui tutti gli sforzi devono essere diretti alla messa a punto di un Piano efficace per la tutela del territorio parco e alla comprensione profonda dei suoi dispositivi, per evitare allarmismi che non possono che fare danno a un processo non privo di difficoltà».

Secondo i due esponenti ambientalisti, «In questo frangente, desta perplessità l’iniziativa del Ministero dell’Ambiente di promuovere un incontro presso gli uffici dello stesso Ministero tra la nuova proprietà dell’isola di Budelli e i dirigenti del Parco Nazionale: incontro che, se corrispondesse a quanto riportato dalla stampa, sarebbe stato inopportuno nella forma, perché si inserisce nella fase di redazione dello strumento di pianificazione del Parco nazionale, ma sarebbe sbagliato anche nella sostanza perché i proprietari hanno presentato i loro progetti, seppur di massima, precorrendo i tempi della pianificazione che non contempla e non contemplerà nessun intervento per Budelli. Rimane un fatto: il Piano del Parco, e non i proclami a mezzo stampa o gli incontri estemporanei, è la cifra con cui dovranno misurarsi le proposte del privato, di qualsiasi natura siano. Il privato ha sempre saputo che Budelli è assoggettata ad una rigorosa normativa di tutela, e così continuerà ad essere.

Legambiente conclude dicendosi «pronta a svolgere il proprio ruolo quando il Piano sarà noto nella sua complessità e completezza, perché si dimostri adeguato alla propria funzione».