«Bisogna ampliare anziché ridurre l’area protetta, coniugando accoglienza sostenibile e tutela dei valori naturalistici ed ambientali»

Isola di Zannone, nuovo attacco al Parco Nazionale del Circeo. Per farci un resort di lusso?

Legambiente: no ad ogni ipotesi di commissariamento dell’area protetta

[12 ottobre 2016]

zannone

Il Senatore di Forza Italia Claudio Fazzone  ha presentato un’interrogazione – che Legambiente definisce inquietante –  indirizzata ai ministeri dell’ambiente e a quello delle politiche agricole, alimentari e forestali, per chiedere il commissariamento del Parco Nazionale del Circeo.

Secondo Legambiente, «Il pretesto è la vicenda dell’isola di Zannone in merito alla quale il primo cittadino di Ponza, Piero Vigorelli, lo scorso luglio aveva sporto denuncia nei confronti di Parco e Forestale per le condizioni in cui versava l’isola. Una polemica inutile e strumentale già allora, dal sapore quasi di un’autodenuncia, dal momento che riferita a rifiuti abbandonati sull’isola e mai rimossi dimenticando, o volutamente ignorando, che gli Enti Parco non hanno alcuna competenza in materia di smaltimento dei rifiuti, che di contro risulta essere invece di pertinenza delle amministrazioni comunali».

Antonio Nicoletti, responsabile nazionale aree protette e biodiversità del Cigno Verde dice che «Non solo sono fuori da ogni logica le richieste di commissariamento e di sottrazione dell’Isola di Zannone al Parco del Circeo in quanto destituite di ogni fondata motivazione, ma in più occorre dare segnali al contrario di lungimirante e rispettosa gestione delle vocazioni territoriali che, nel caso specifico, non possono che essere riferite ad un aumento degli strumenti di tutela e di valorizzazione delle emergenze naturalistiche ed ambientali custodite in questa importante area protetta. Per questo motivo rilanciamo, e proponiamo che non solo il Parco Nazionale del Circeo non si privi di questa importantissima isola, ma in più che si ampli il territorio del parco ad un’altra perla fra le isole del Tirreno, Palmarola con la possibilità di creare anche una vera e propria Area Marina Protetta in grado di giungere a tutelare anche gli importanti posidonieti che si estendono lungo i fondali della parte costiera dell’attuale Parco. Il tutto poi coniugato anche alla possibilità di ulteriori allargamenti ad altri territori vicinali, come già Legambiente propone da anni, come ad esempio a comprensori quali l’area litorale di Torre Astura e del Bosco di Foglino, un lembo di foresta planiziaria dunque altamente assimilabile alla foresta demaniale del Circeo».

Insomma, nonostante la pasticciata offensiva del senatore di Forza Italia e del Sindaco di Ponza, la posta in gioco sembra chiara e Roberto Scacchi, presidente di Legambiente Lazio, sottolinea come «Il Parco Nazionale del Circeo, che rappresenta l’unico effettivo Parco Nazionale presente nella regione Lazio se si eccettuano sconfinamenti territoriali marginali di altre aree protette, rappresenta un punto nodale della rete ecologica regionale; occorrono pertanto decisi segnali di inversione di tendenza nei confronti dei diversi attacchi perpetrati ai suoi danni negli ultimi anni, e soprattutto amministratori e rappresentanti delle istituzioni, che hanno ben precise responsabilità, dovrebbero per primi esprimere orgoglio per quei territori che hanno il privilegio di essere inclusi in aree protette di tale pregio, privilegio che molti altri territori invidiano; si mettano da parte polemiche, attacchi pretestuosi, si lavori invece in sinergia per garantire uno sviluppo sostenibile e duraturo di un territorio che merita sicuramente molta più attenzione e accortezza nelle scelte strategiche che riguardano il suo futuro e quello delle comunità locali che lo abitano».

Anche i circoli della Legambiente Larus di Sabaudia (Larus) e Arcobaleno Pontino di Latina-Sezze, sono preoccupati per un possibile conflitto istituzionale, in un momento particolarmente delicato che vede l’Ente Parco in una fase di rilancio della suaattività. Secondo Stefano Raimondi, presidente del circolo Larus, «Alle incaute richieste di restituzione dell’isola di Zannone a Ponza rispondiamo che non c’è nulla da restituire, essendo il Comune già titolato ad intervenire in tutti gli ambiti di pertinenza per quelle che sono le sue prerogative che la legge gli affida, tra cui appunto la competenza territoriale in materia di smaltimento dei rifiuti. L’amministrazione comunale faccia valere piuttosto queste sue prerogative dando, in questo modo, un segnale di disponibilità e di operosità che sicuramente aiuterebbe a rasserenare un clima di proficua collaborazione, e soprattutto abbandoni idee assurde che sono state paventate come la realizzazione di resort di lusso su di un’isola di così piccole dimensioni, completamente avulsi dal contesto territoriale, in favore invece di progetti che non svendano l’economia locale ma che puntino piuttosto sul coinvolgimento dell’imprenditoria locale e del mondo produttivo isolano, tramite azioni in favore di cooperative e giovani del posto, puntando su un’accoglienza sostenibile e ben integrata con lo straordinario valore naturalistico ed ambientale dei luoghi».