Ispra: la biodiversità è accerchiata, ma la via di fuga è il monitoraggio

Presentate le schede di tutte le specie e gli habitat italiani di interesse comunitario

[20 ottobre 2016]

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E’ noto che l’Italia è particolarmente ricca di biodiversità, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) dice che «La fauna italiana è stimata in oltre 58.000 specie, di cui circa 55.000 di Invertebrati e 1.812 di Protozoi, che insieme rappresentano circa il 98% della ricchezza di specie totale, nonché 1.258 specie di Vertebrati (2%), ma aggiunge che «Agricoltura, alterazione e perdita degli habitat, introduzione di specie esotiche, inquinamento, cambiamenti climatici e sovrasfruttamento delle risorse» sono «Le principali minacce alla biodiversità, che è uno dei nostri beni più preziosi. Per seguirne lo stato e intervenire nel modo più efficace al fine di tutelare questa ricchezza, è necessario un attento monitoraggio delle specie e degli habitat.  La tutela della biodiversità richiede al nostro Paese un impegno tecnico-scientifico particolarmente gravoso, anche alla luce degli obblighi derivanti dalle norme comunitarie. In particolare, la Direttiva Habitat impone un’attenta analisi dello stato di conservazione delle specie e degli habitat tutelati dalla norma, una costante valutazione dei trend delle diverse popolazioni e una verifica dei fattori di minaccia che ne influenzano le prospettive future. Valutazioni che prevedono una raccolta capillare e standardizzata di dati ambientali e complesse analisi, che determinano sfide tecniche non indifferenti».

Per questo, oggi e domani, l’Ispra presenta alla Conferenza nazionale “Verso un piano nazionale di monitoraggio della biodiversità a  Roma le schede di monitoraggio di tutte le specie e gli habitat italiani di interesse comunitario, che rappresentano uno strumento operativo per la redazione del 4° Rapporto per il periodo 2013 – 2018, che è stato reso possibile dal contributo finanziario del ministero dell’ambiente.

All’Ispra sottolineano che «Complessivamente sono state prodotte 489 specie di monitoraggio, relative alle specie animali e vegetali e agli habitat tutelati dalla Direttiva. Tutte le schede sono state elaborate da Ispra  in coordinamento con ministero dell’ambiente, Regioni e Province autonome e con il supporto dei maggiori esperti, afferenti alle principali Società scientifiche nazionali: Associazione italiana ittiologi delle acque dolci, Associazione teriologica italiana, Comitato scientifico per la fauna d’Italia, Società botanica italiana, Società italiana scienza della vegetazione, Societas herpetologica italica, Unione zoologica italiana».

Un lavoro così corposo da dover essere diviso in tre manuali tematici: specie vegetali, specie animali e habitat.

Il volume Specie animali  contiene 151 schede, che descrivono sinteticamente tecniche e protocolli di monitoraggio per tutte le 215 specie animali di interesse comunitario presenti in Italia (62 invertebrati, 30 pesci d’acqua dolce, 71 anfibi e rettili e 52 mammiferi). All’Ispra sottolineano che «Tutte le schede sono state riviste ed integrate dai tecnici delle Regioni e Province Autonome del Paese, che sono gli enti responsabili del monitoraggio ai sensi della Direttiva Habitat, ed in questo dialogo Ispra  ha anche assicurato un costante contatto con il ministero dell’ambiente».

Il volume Specie vegetali  contiene 118 schede e descrive tecniche e protocolli di monitoraggio per tutte le specie vegetali italiane di interesse comunitario (107 piante vascolari, 10 briofite, 1 lichene). «La conservazione della diversità vegetale  – sottolineano all’Ispra – è una garanzia di salvaguardia degli equilibri ecosistemici nel futuro e della sopravvivenza di batteri, funghi, animali e dell’uomo. Infatti, le piante stanno alla base del funzionamento degli ecosistemi e, nell’ottica di un continuo cambiamento climatico, geomorfologico e anche di uso del suolo da parte dell’uomo, solo il mantenimento della straordinaria varietà e variabilità delle specie oggi esistenti può rispondere alle sfide future. Questo Manuale costituisce un ulteriore passo avanti, proponendo dati inediti e fornendo una nuova definizione, messa a punto a livello nazionale, di protocolli di monitoraggio dello stato di conservazione delle specie, in accordo con quanto richiesto dalla Direttiva Habitat».

Il volume Habitat  contiene 124 schede, che descrivono sinteticamente tecniche e protocolli di monitoraggio per tutti i tipi di habitat naturali di interesse comunitario presenti in Italia (21 Habitat costieri e dune, 15 Habitat d’acqua dolce, 16 Arbusteti e macchie, 15 Formazioni erbose, 8 Torbiere e paludi, 10 Habitat rocciosi, 39 Habitat forestali). «Il valore aggiunto di questo lavoro – conclude Ispra – sta nella rete di dialogo e collaborazione tra i vari soggetti coinvolti, elemento essenziale affinché le competenze tecnico-scientifiche forniscano un reale supporto alle attività di monitoraggio e tutela delle specie e degli habitat».