Il Jurassic Park delle falene e farfalle: sono più antiche dei fiori

Un ritrovamento sconvolge la teoria della coevoluzione con le piante da fiore. Potrebbero essere più resilienti al cambiamento climatico di quanto si credesse

[11 gennaio 2018]

Un team internazionale di scienziati guidati da Timo van Eldijk e Bas van de Schootbrugge dell’università di Utrecht hanno scoperto i più antichi resti fossili di falene e farfalle fino ad ora conosciuti fino ad oggi e hanno pubblicato la loro scoperta su Science Advances nello studio “A Triassic-Jurassic window into the evolution of Lepidoptera”

Si tratta di resti fossili risalenti a più di 70 milioni di anni prima dei  più antichi fossili di piante da fiore e gettano quindi nuova luce sulla presunta co-evoluzione tra le piante da fiore e gli insetti impollinatori. Infatti, queste micro-falene vivevano quando le piante da fiore non si erano ancora evolute,

I risultati dello studio suggeriscono anche che l’evento di estinzione di massa del Triassico di 201 milioni di anni fa non abbia colpito i lepidotteri – falene e  farfalle – ma che, al contrario di quanto accaduto ai dinosauri, «è probabile che l’evento abbia innescato la loro espansione».

I resti fossili, le squame delle ali e del corpo dei Lepidotteri sono stati isolati da un nucleo di roccia sedimentaria scavato a Schandelah, in Bassa Sassonia, nella Germania settentrionale, e che si è formato proprio a cavallo dell’evento di estinzione di massa.

Il principale  autore dello studio, van Eldijk, ha spiegato che «L’evento di estinzione di massa si è verificato alla fine del Triassico ed è stato associato a un elevato vulcanismo quando il super continente Pangea ha iniziato a sfaldarsi. Di conseguenza, la biodiversità sulla terra e negli oceani ha subito una battuta d’arresto con l’estinzione di molte specie triassiche chiave, tra cui molti rettili primitivi. Tuttavia, un grande gruppo di insetti, il Lepidoptera delle falene e delle farfalle non ne risentì. Invece, questo gruppo si è diversificato durante un periodo di turnover ecologico».

Il paleontologo van de Schootbrugge, aggiunge: «I resti fossili contengono squame scure distintive e forniscono prove evidenti di un gruppo di falene con organi boccali succhiatori, che è correlato alla stragrande maggioranza delle falene e farfalle viventi».

Le farfalle moderne sono famose per il loro strettissimo legame con le piante da fiore e la loro proboscide è stata a lungo considerata un importante adattamento per nutrirsi proprio sulle piante da fiore, ma i ricercatori olandesi, tedeschi e statunitensi dicono che «Le nuove evidenze  indicano che i primi Lepidotteri erano associati a piante da seme non fiorite (gimnosperme), il gruppo vegetale ecologicamente dominante durante il Giurassico. Le prime falene proboscidate (Glossata) probabilmente usavano il loro apparato boccale succhiatore per nutrirsi delle goccioline di impollinazione zuccherine secrete da diversi gruppi di gimnosperme«.

Van Eldijk conclude: «Questa evidenza ha trasformato la nostra comprensione della storia evolutiva delle falene e delle farfalle e la loro capacità di resilienza  all’estinzione. Studiando come gli insetti e la loro evoluzione siano stati influenzati dal drammatico riscaldamento da gas serra all’inizio del Giurassico, speriamo di fornire informazioni su come gli insetti potrebbero rispondere alle sfide del cambiamento climatico provocate dall’uomo che affrontiamo oggi».