In Sudafrica continua la guerra contro i bracconieri di rinoceronti

Kenya: «Giù le mani dai nostri elefanti». Moratoria internazionale sul commercio di avorio

[6 settembre 2013]

La first lady del Kenya, Margaret Kenyatta, ha fatto appello alla comunità internazionale perché attui una moratoria sul commercio di avorio, per salvare gli elefanti.

La Kenyatta ha avviato una campagna contro il bracconaggio intitolata “Hands off our Elephants”  che ha l’obiettivo di informare i keniani e tutto il mondo della necessità di salvaguardare gli elefanti per le generazioni future e che chiede anche al resto del mondo di aiutare il Kenya a salvare gli elefanti.

Intervenendo ad un’iniziativa organizzata dal David Sheldrick Wildlife Trust a Nairobi, la first lady del Kenya ha detto che «Regolare il problema del bracconaggio necessita di un’azione mondiale e noi chiediamo ai nostri amici  di aiutarci, in particolare a quelli che hanno una domanda di avorio ed un mercato interno dell’avorio».

Nel 2011 I bracconieri in Kenya hanno abbattuto almeno 289 elefanti, nel 2012 ne hanno uccisi 384. Ma secondo il Kenya Wildlife Service (Kws).anche i leoni sono sotto tiro, non solo in Kenya, ma in tutta l’Africa. dlife Service (KWS).

Margaret Kenyatta ha anche adottato un piccolo di elefante ed ha sottolineato che «Il bracconaggio non è solo  problema per la preservazione, ma colpisce anche la stabilità economica, la prosperità e la sicurezza del Kenya. Gli elefanti sono anche una delle maggiori attrattive turistiche del Kenya, generando per il Paese entrate annuali che rappresentano in totale 1,34 miliardi di dollari. Il traffico di avorio minaccia più di 300.000  posti di lavoro nel Paese e milioni di altri beneficiari diretti ed indiretti del turismo».

Per questo per il Kenya è urgente che la comunità internazionale, ed in particolare i Paesi importatori di avorio come la Cina, prenda la testa della guerra contro il contrabbando di avorio che ormai si combatte in Africa. Per i Keniani è essenziale proteggere i loro circa 38.000 elefanti è un imperativo sia economico che ecologico, ma il Kenya è stato anche identificato come una delle principali rotte di transito del contrabbando di avorio dall’Africa verso l’Asia e negli ultimi mesi sono aumentati gli scontri a fuoco con i bracconieri e la scoperta di carcasse di pachidermi.

Il Kws stima che dal 2009 dal Kenya siano uscite almeno 8  tonnellate di avorio grezzo o lavorato ed è certo che «La richiesta di avorio dell’Estremo Oriente (leggi Cina, ndr) abbia attirato in Kenya dei cartelli criminali che alimentano questa domanda insaziabile».

La first lady keniana ha detto che “Hands off our Elephants” è «Una campagna molto importante perché gli elefanti sono una delle maggiori attrazioni del turismo nazionale ed internazionale. Un mondo senza elefanti sarebbe inimmaginabile. Per proteggere gli elefanti è necessaria una grande quantità di spazio, il che significa che altre specie ne beneficiano. La mia campagna ha ricevuto un massiccio sostegno dai media e da altre parti interessare. La mia speranza è quella di riuscire ad eradicare il bracconaggio, non solo  in  Kenya ma anche nell’Africa ingenerale».

E’ quello che sta tentando di fare molto più  sud il più potente Pase del continente, il Sudafrica, dove le forze dell’ordine hanno intensificato le operazioni contro il bracconaggio dei rinoceronti, arrestando 24 bracconieri nelle ultime due settimane.

Secondo il dipartimento per gli affari ambientali del governo sudafricano, «Questi arresti portano a 191 l numero di presunti bracconieri di rinoceronti arrestati nel Paese dal primo gennaio».

Gli ultimi arresti sono avvenuti nel Kruger National Park e nelle province del Nord-Ovest, del Mpumalanga e del Limpopo. Inoltre ad agosto sono rimasti uccisi 4 bracconieri di rinoceronti in scontri a fuoco con i ranger sudafricani.

Nonostante tutto questo, il numero di rinoceronti abbattuti dai bracconieri dall’inizio dell’anno è salito a 618 ed a  381 di loro sono stati prelevati solo i corni.