Kylie, il delfino solitario che “parla” con le focene

Un delfino comune ha cambiato repertorio acustico per comunicare con le sue nuove compagne di un’altra specie

[30 agosto 2018]

Kylie, un delfino comune (Delphinus delphis) che da almeno 17 anni vive da solo nel Firth of Clyde, al largo della Scozia orientale, sembra aver trovato compagnia in un branco di focene (Phocoena phocoena). Kylie, che probabilmente ha perso il branco di delfini dove era nato, si è stabilito nell’area intorno a una boa tra Fairlie e Cumbrae, ma il Firth of Clyde non è frequentato dai delfini comuni e quindi il cetaceo solitario – appartenente a una specie molto sociale – non aveva nessuno con cui “parlare”, anche se il mare era pieno dei richiami di altri cetacei, in particolare delle focene.

All’università di Strathclyde – Glasgow dicono che Kylie abbia scambiato dei clic con i suoi cugini e che, almeno dal 2004, sia stato visto spesso in compagnia di una focena, anche se non sempre lo stesso esemplare. Ora dalla ricerca sul delfino solitario emerge che «sembra aver imparato a produrre suoni simili a quelli delle focene comuni». I ricercatori scozzesi spiegano che «I clic che i delfini comuni usano per l’ecolocalizzazione, per navigare e cacciare, sono sottostimati, ma i dati disponibili suggeriscono che sono a banda larga e hanno picchi di frequenze inferiori a 100 kilohertz (KHz). Producono anche altri suoni per scopi di comunicazione tra cui fischi e latrati. Invece, le focene comuni producono solo clic di ecolocalizzazione ad alta frequenza a banda stretta con picchi di frequenze intorno a 130 KHz. I clic vengono utilizzati per spostarsi e cibarsi, nonché per scopi di comunicazione».

Mel Cosentino, una ricercatrice dell’università di Strathclyde, studia le registrazioni audio delle vocalizzazioni di Kylie, sia quando è solo sia quando interagisce con le focene. Si tratta di registrazioni realizzate  da David Nairn e dai volontari del Clyde Porpoise CIC utilizzando due microfoni sottomarini a traino e, utilizzando un algoritmo personalizzato, sono stati isolati i singoli clic di ecolocalizzazione del delfino e di ogni focena. Secondo i ricercatori scozzesi, «I risultati, non ancora pubblicati, dimostrano che Kylie, quando e accompagnato dalle focene, produce regolarmente clic con frequenze di picco superiori a 100 KHz molto più spesso di quando è solo, raggiungendo oltre 130 KHz. Altri suoni registrati comprendono dei ronzii ma nessun fischio. Non sono stati rilevati cambiamenti nel repertorio acustico delle focene».

La ricerca della  Cosentino è finanziata da una borsa di studio EPSRC ed è stata sostenuto dall’European research council nell’ambito del Settimo programma quadro. La raccolta dei dati è stata supportata da NA Ventures, Firstport, Bridgend Group e The Hunter Foundation. I primi risultati dello studio su  Kylie de le sue nuove compagne erano stati anticipati dalla Cosentino alla Conferenza dell’European Cetacean Society che si è tenuta a La Spezia dal 6 al 10 aprile, dove la ricercatrice ha presentato il poster “Whatcha saying? Evidence of production learning in a solitary common dolphin during interspecific interactions with a harbour porpoise”  insieme ai suoi colleghi David Nairn e James F.C. Windmill

La Cosentino ha sottolineato che «Diverse specie di cetacei, come i tursiopi, i beluga e le orche, hanno la possibilità di cambiare il loro repertorio acustico a seguito di interazioni con altre specie. Questa abilità di apprendimento vocale è stata osservata principalmente in individui in cattività e per i cetacei selvatici sono stati segnalati pochi casi».

Ora la biologa della Strathclyde, che si occupa degli impatti delle attività antropiche sui mammiferi marini, si propone di raccogliere e analizzare più registrazioni del delfino comune quando è da solo, per verificare i suoi risultati e sottoporli a peer-review, ma evidenzia che «I risultati iniziali suggeriscono che il delfino sta cambiando il suo repertorio acustico, probabilmente a seguito di interazioni con le focene. Se un’ulteriore analisi dimostrerà che è così, sarebbe la prima volta che un delfino comune, in cattività o in natura, ha dimostrato una capacità di produrre apprendimento con il quale ha imparato a imitare un’altra specie».