La Cina cerca di salvare le ultime neofocene dello Yangtze trasferendole in riserve naturali

Equilibrismi cinesi: sviluppo dello Yangtze e salvaguardia di uno dei cetacei più rari e in pericolo del mondo

[13 aprile 2017]

Quattro neofocene (Neophocaena phocaenoides)  che vivevano nel lago Poyang, nella Cina orientale, sono state catturate e trasferite nelle acque in una riserva naturale nella provincia dell’Hubei.

Secondo l’ Istituto di idrobiologia  dell’Accademia cinese delle scienze, le focene, due maschi e due femmine, sono ora nella riserva naturale di Hewangmiao, in un tratto  del fiume Yangtze dove è vietato il traffico navale. «La riserva – spiegano gli scienziati cinesi  su Xinhua –  ha un vasto corpo idrico che è pulito e ricco di biodiversità acquatica, grazie alle limitazioni sulla pesca».

Queste focene aptere fluviali sono tra i cetacei più rari e a rischio di estinzione del mondo e per questo il ministero delle politiche agricole di Pechino, l’Accademia cinese delle scienze e tre governi provinciali hanno deciso di aviare un progetto che si propone di trasferire  22 focene da zone dove corrono troppi rischi in aree più tranquille.

Wang Ding, un esperto di queste focene, ha spiegato che «Il nostro piano è quello di spostarle in zone libere dalle attività umane, in modo che possano prosperare», Attualmente le neofocene, note in cina per il loro “srriso”, vivono nello Yangtze e in due laghi collegati a questo grande fiume.

Il governo cinese dice che sono rimasti meno di 1.000 esemplari di  Neophocaena phocaenoides e sottlinea che il loro habitat naturale è minacciato da inquinamento, pesca eccessiva e traffico fluviale.

La Cina ha avviato un programma di trasferimento delle focene già nel 1992, dopo che scienziati e ambientalisti avevano denunciato che la loro popolazione si riduceva in media del 13,7% all’anno, nonostante le misure di salvaguardia.

Wang Kexiong, un ricercatore dell’Accademia cinese delle scienze. Ha detto a Xinhua che «In un primo momento, il trasferimento è stato avviato per proteggere il delfino del fiume Yangtze (il lipote, Lipotes vexillifer, che i cinesi chiamano Baiji, ndr), ma erano ‘funzionalmente estinti’ prima che potessimo agire». La Cina ha comunque istituito tre riserve naturali per le neofocene nelle province dell’Hubei, dell’Hunan e di Anhui  e per Wang «E’ stata una misura efficace. Abbiamo registrato da tre a cinque nascite ogni anno. La riserva di Tian’ezhou nell’Anhui ha già avuto più di 70 focene»

Ora ci sono piani per riportare questi rarissimi cetacei  anche nel medio e basso corso dello  Yangtze, il fiume più lungo della Cina, noto per la sua biodiversità acquatica ma anche per le dighe che lo sbarrano e per l’inquinamento e i giganteschi prelievi d’acqua e la pesca intensiva.

Nel 2016 la Cina ha pubblicato delle linee giuda per aumentare il traffico lungo lo Yangtze, un’inziativa che fa parte del gigantesco progetto per realizzare una “cintura economica” lungo il fiume. Ma il governo centrale ha sottolineato che lo sviluppo non dovrebbe avvenire a danno delle misure di protezione dell’ambiente.

Wang ha detto che «Un’eccessiva enfasi sul valore economico dello Yangtze e l’ignoranza sulle sue risorse  naturali ha provocato il deterioramento dell’habitat della pecie minacciate del fiume. Molti focene sono state trovate ferite o morte per fame, malattie provocate dall’inquinamento o ferite inflitte dalle eliche delle navi».

Dieci anni fa lo Yangtze era l’unico fiume al mondo ad ospitare due cetacei la neofocena e il Baiji, ma nel 2006 un censimento ha portato a decretare l’estinzione del Lipote e gli scienziati cinesi mettono in guardia: «Senza una protezione sufficiente anche la neofocena scomparirà entro 5 – 10 anni».

Trasferimenti o meno, il futuro per le ultime neofocene si annuncia molto incerto.