La crescita demografica minaccia la fauna selvatica: il caso della Tanzania

Trovare un equilibrio per non compromettere il turismo, vitale per le comunità locali

[18 agosto 2015]

Bungure

La rapida crescita della popolazione che vive nella Wildlife Management Area (Wma) di  Burunge, nel nord della Tanzania sta mettendo a rischio la sopravvivenza degli animali selvatici e per questo gli ambientalisti hanno messo in  opera un programma di sensibilizzazione per la pianificazione familiare.

Burunge è una delle 38 Wma della Tanzania istituite 12 anni fa  e comprende 10 villaggi che fanno parte del circuito turistico del nord della Tanzania, visto la sua vicinanza con i Parchi nazionali di Tarangire e Manyara. L’area è un importante corridoio migratorio tra Tarangire e il lago Manyara, in particolare per elefanti, bufali, zebre, gnu che si spostano regolarmente nella riserva e tra le aree protette.

OLaisy Olekoine, segretario della Wma ha sottolineato che «La crescita demografica incontrollata sta diventando una minaccia per il santuario degli animali. All’inizio, la nostra attenzione era sui mezzi per gestire le risorse faunistiche e per eliminare il bracconaggio (…). Ma adesso la sfida è la pressione demografica. La crescita demografica contribuisce all’abbattimento degli alberi nella riserva. Alcune persone tagliano degli alberi per farci carbonella, legname da bruciare ed altre per lo sfruttamento agricolo (…) Abbiamo delle sfide connesse. Alcuni villaggi minacciano di ritirarsi dalle iniziative ecologiche».

Il portavoce della Wma, Said Ramadhani, ha spiegato che «Il programma di sensibilizzazione sulla pianificazione familiare, attuato in collaborazione con le autorità del distretto di  Babati, consiste nello spiegare alla gente le problematiche relative alla pianificazione familiare. E’ un’iniziativa per far fronte alla crescita demografica della regione. I nostri sforzi puntano a mettere in campo delle strategie ecologiche sostenibili. Gli abitanti della regione rispondono favorevolmente al programma».

L’equilibrio va trovato al più presto perché il turismo è vitale per l’economia dell’area e per le stesse persone che ne intaccano le risorse botaniche e faunistiche: le attività turistiche nella Wma di Burunge portano ogni anno più di un milione di dollari che permettono di attuare progetti di sviluppo comunitario.

Secondo Chrispin Meela, commissario del distretto di Babati, «E’ una delle migliori Wma in Tanzania, ma resta molto da fare perché le risorse faunistiche rimangano per le generazioni attuali e future».