La De Girolamo colpisce ancora: gli agenti provinciali passino al Corpo forestale dello Stato

Ma è tutto ancora da decidere

[2 agosto 2013]

Il ministro delle politiche agricole Nunzia De Girolamo non è nuova ad iniziative populiste ed una vena di questa sua propensione la si può rintracciare anche nella proposta, di per sé teoricamente giusta, di trasferire gli agenti delle polizie provinciali al Corpo forestale dello Stato, non si capisce attingendo a quali fondi stanziati dal suo stesso governo ed in base a quale meccanismo concordato dal suo stesso governo con le Province (forse) in scioglimento, con le Province autonome che resteranno, con le nuove città metropolitane  e con le regioni.

La De Girolamo ha comunque detto che «La sfida è quella di garantire un alto livello di sicurezza ambientale, bene costituzionalmente protetto, e la conseguente tutela agroalimentare, preservando il territorio da ogni aggressione. Il processo normativo avviato dal Governo di modifica costituzionale finalizzato all’abolizione delle Province potrebbe offrire l’opportunità di salvaguardare la professionalità dei Servizi di Polizia Provinciale che da decenni operano sul territorio svolgendo, tra le altre, preziose funzioni di polizia giudiziaria, amministrativa, ambientale, zoofila, di protezione degli animali, lagunare e fluviale. È un importante patrimonio di esperienza e competenza che non può essere frammentato ad un livello locale non adeguato a gestire attività e indagini, come quelle ambientali, che non sono confinabili in ambiti ristretti. Una soluzione quasi naturale per l’affinità dei compiti e delle funzioni sarebbe il transito del personale dei Servizi di Polizia Provinciale, circa 2.800 unità, nei ruoli del Corpo forestale dello Stato, forza di Polizia dello Stato, istituzionalmente e tradizionalmente preposta alla tutela dell’ambiente e del territorio, nonché alla sicurezza agroalimentare. In un momento generale di crisi che investe tutto il Paese le Istituzioni devono cercare di cogliere il senso di nuove opportunità come quelle che riguardano l’adeguamento di una reale tutela del territorio e del paesaggio».

Una volta abolite le Province, si porrà certamente il problema del destino degli agenti delle Polizie provinciali e la cosa più plausibile sembra il loro passaggio  nel Corpo forestale dello Stato, che lamenta in molte zone carenza di organico, ma che è stato sottoposto, come tutte le istituzioni, ai tagli della spending review. Quindi bisognerà trovare i fondi, che non automaticamente saranno quelli che le Province abolite destinavano alle loro Polizie, visto che le competenze delle Province passeranno ad altri enti che quindi reclameranno quegli stessi fondi.  Ma secondo una nota della De Girolamo «Tale transito verrà proposto al personale in via opzionale e alternativa ad un eventuale passaggio nei ruoli dei Comuni o delle Regioni e sulla base dei requisiti previsti per l’ingresso nel Cfs. Sulla questione è in atto, a tutti i livelli, un ampio e positivo dibattito sia all’interno del Corpo forestale dello Stato che nella Polizia provinciale di alcune Regioni».

Quindi della cosa si è cominciato appena a discutere, come ammette la stessa De Girolamo che promette: «Mi farò pertanto promotrice con il ministro per gli affari regionali e le autonomie dell’attivazione di un Tavolo tecnico formato dalle Amministrazioni competenti e finalizzato a delineare un percorso graduato e articolato, in considerazione della difficoltà tecnica, operativa ed attuativa. Da questa prima fase non deriveranno nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, semmai nel tempo si ridurrebbero alcune spese causate dalla parcellizzazione di tanti enti diversi e crescerà la sicurezza reale per i cittadini».

Vedremo cosa sortirà questo ennesimo tavolo italiano.