La fecondazione in vitro potrebbe salvare i rinoceronti bianchi settentrionali dall’estinzione

Il DNA rivela che rinoceronti bianchi settentrionali e meridionali sono più simili di quel che si pensasse

[7 novembre 2018]

Nel mondo rimangono solo due esemplari di rinoceronte bianco settentrionale (Ceratotherium simum cottoni) due femmine: Najin e Fatu – figlia e nipote di  Sudan, l’ultimo maschio rinoceronte bianco settentrionale, morto all’inizio di quest’anno all’età di 45 anni – che vivono a Ol Pejeta Conservancy, in Kenya, dove sono sorvegliate 24 ore su 24. Ma entrambe hanno problemi di salute e non possono riprodursi naturalmente.

Il rinoceronte bianco settentrionale si può quindi considerare estinto, ma lo studio “Contrasting evolutionary history, anthropogenic declines and genetic contact in the northern and southern white rhinoceros (Ceratotherium simum)” pubblicato su Proceedings of the Royal Society of London B. da un team internazionale di ricercatori guidato dal sudafricano, fornisce una nuova speranza.

Infatti, il team di ricercatori sudafricani, britannici, cechi, austriaci, tedeschi e statunitensi  guidato da Yoshan Moodley del Dipartimento di zoologia dell’University of Venda ha dimostrato che il DNA di questa sottospecie di rinoceronte decimata dal bracconaggio è più strettamente correlato di quanto si pensasse in precedenza al suo cugino bianco meridionale. (Ceratotherium simum simum) e che «La creazione di ibridi di rinoceronte usando la fecondazione in vitro avrà probabilmente un esito positivo, anche se questa opzione è considerata l’ultima risorsa».

I rinoceronti bianchi si sono divisi circa un milione di anni fa in due popolazioni distinte che vivono nel nord e nel sud dell’Africa, ma l’analisi approfondita del DNA di rinoceronti viventi e di esemplari museali ha dimostrato che popolazioni di rinoceronti settentrionali e meridionali si sono mescolate e accoppiate più volte, forse fino a 14.000 anni fa.

Uno degli autori dello studio Michael Bruford, della Cardiff School of Biosciences dell’Università di Cardiff ha spiegato a BBC News che «Nonostante abbiano iniziato a divergere un milione di anni fa, abbiamo dimostrato che durante tutto questo  periodo si sono scambiati i geni, forse fino a poco tempo fa, quando la savana africana si espanse e ricollegò le due popolazioni. Quindi, se si sono scambiati dei geni di recente, questo potrebbe implicare che potrebbero farlo ora».

Gli scienziati pensano che «Incrociare le due sottospecie di rinoceronti utilizzando la riproduzione assistita potrebbe potenzialmente salvare il rinoceronte bianco settentrionale dalla sua situazione attuale«. Un tempo il rinoceronte bianco settentrionale occupava un areale che va all’Uganda al Sud Sudan, dalla Repubblica democratica del Congo al Ciad, ma la caccia illegale per i corni di rinoceronte ha causato un rapido declino di questi formidabili animali e nel 2008 la sottospecie di rinoceronte è stata dichiarata estinta in natura.

Dopo la morte di Sudan, l’ultimo maschio, la sottospecie non sembrava più avere nessuna speranza.

Invece il rinoceronte bianco meridionale che vive nell’Africa meridionale, compresi Sudafrica, Namibia e Zimbabwe gode certamente di migliore salute. Anche questa sottospecie è stata e continua ad essere oggetto di un massiccio bracconaggio, ma  dopo che era calato a pochi centinaia di individui, i Parchi, le riserve e le iniziative di conservazione di governi e ONG hanno fatto risalire la popolazione a circa 20.000 esemplari che vivono in aree protette e in riserve di caccia private.

La sopravvivenza del rinoceronte bianco settentrionale sembra impossibile e l’ultima speranza di evitarne l’estinzione definitiva sono di Najin e Fatu  e la fecondazione in vitro (FIV) o la clonazione.

Gli scienziati hanno a disposizione uno stock di sperma congelato di rinoceronti bianchi settentrionali, ma ricercatori e ambientalisti sono divisi su come dovrebbe essere usato.

A luglio un team di ricercatori italiani, tedeschi, australiani, cechi e giapponesi ha pubblicato su Nature Communications lo studio “Embryos and embryonic stem cells from the white rhinoceros” nel qualedescrive il prelievo di  ovuli di femmine di rinoceronti bianchi meridionali  che poi sono stati fecondati con lo sperma congelato di un maschio di rinoceronte bianco settentrionale, per creare embrioni ibridi.

Il nuovo studio suggerisce che questo tipo di approccio potrebbe funzionare, «dato che i due rinoceronti sono geneticamente più vicini di quanto si pensasse una volta».

Bruford. Conferma: «Pensiamo che migliori le possibilità, E’ difficile prevedere cosa potrebbe accadere se incrociamo le due sottospecie ma, date le opzioni attuali, per il rinoceronte bianco settentrionale diventa la scelta più praticabile, in caso di fallimento di altri approcci».

Le altre opzioni includono l’utilizzo di tessuto congelato da un pool più ampio di rinoceronti bianchi settentrionali per produrre cellule staminali che hanno la capacità di svilupparsi in ovuli e spermatozoi. Questo eviterebbe di diluire il pool genetico, ma è più difficile da ottenere.