Con la fine della forestale a rischio il servizio antincendio boschivo? Interrogazione M5S

Situazione che potrebbe peggiorare per il depotenziamento dei servizi di prevenzione

[12 gennaio 2017]

«Rischio “blackout” per il Servizio antincendio boschivo (Sab) del Corpo Forestale dello Stato il cui patrimonio di competenze e risorse viene di fatto disperso con il trasferimento in gran parte nell’Arma dei Carabinieri e, solo in minima parte, nei Vigili del Fuoco». E’ l’allarme lanciato dal Movimento 5 Stelle con un’interrogazione ai ministeri dell’interno e delle politiche Agricole.

Patrizia Terzoni, portavoce del M5S alla Camera, denuncia che «Le magagne di quest’assurdità ci sbattono dritte in faccia».  Secondo la deputata pentastellata, «Con la nuova riorganizzazione, il servizio antincendio boschi che il corpo garantiva rischia praticamente quasi di sparire e su questo il M5S ha presentato subito un’interrogazione. Risparmi nulli, danni e disagi immani: è la storia che vi abbiamo raccontato per tre lunghi anni».

La Terzoni sottolinea: «Che la mesta fine del corpo forestale dello Stato avrebbe portato a una serie di lacune per quanto riguarda il servizio sui territori ne eravamo talmente certi che per 18 mesi siamo andati in giro per tutta Italia a ripeterlo a destra e a manca. Ora però che il disegno assurdo e insensato del testo “griffato” da Marianna Madia è diventato effettivo e che, di fatto, il Cfs è ormai materiale per i libri di storia, ecco le prime magagne affiorare con tutta la loro veemenza.  Il Servizio Antincendio Boschivo (Sab) del Corpo forestale dello Stato, ora che le competenze di questa forza di polizia sono state disperse nei meandri dell’Arma dei Carabinieri, rischia infatti di venir meno».

La parlamentare del  Movimento 5 Stelle ricorda che «Ogni anno assistiamo impotenti alla devastazione degli incendi che divorano le nostre aree verdi e soffocano le comunità locali. Una situazione che potrebbe peggiorare a causa di questo ulteriore depotenziamento dei servizi di prevenzione e contrasto degli incendi boschivi provocato dallo scioglimento del Corpo forestale dello Stato».

I deputati del Movimento 5 stelle dicono che è «Una situazione che potrebbe peggiorare a causa di questo ulteriore depotenziamento dei servizi di prevenzione e contrasto degli incendi boschivi provocato dallo scioglimento del Corpo Forestale dello Stato. Un esempio tra tutti: con l’abolizione della Forestale transitano nei Carabinieri 19 “dirigenti superiori”, corrispondenti al grado di “Brigadiere Generale” e 97 “primi dirigenti” corrispondenti al grado di “Colonnello”, mentre nei Vigili del Fuoco viene trasferito un solo “dirigente superiore” e 9 “primi dirigenti”, molti dei quali prossimi al pensionamento e intentanti vari ricorsi individuali».

Per la Terzoni, «Sono questi i primi drammatici effetti della riforma della Pubblica Amministrazione voluta dal Governo Renzi e fatta passare indisturbata da Gentiloni ai danni del territorio e del nostro patrimonio ambientale e agroalimentare. Per questo, su iniziativa dei colleghi della commissione politiche agricole della camera, come M5S abbiamo presentato un’interrogazione perché venga fatta subito estrema chiarezza».

Il Movimento 5 Stelle dice che «In base all’organizzazione dell’Aib, le forze sul campo dovrebbero essere le seguenti: 33 unità in Abruzzo, 21 in Basilicata, 31 in Calabria, 13 in Campania, 15 in Emilia Romagna, 4 in Friuli Venezia Giulia, 97 nel Lazio, 16 in Liguria, 18 in Lombardia, 7 nelle Marche e nel Molise, 12 in Piemonte, 22 in Puglia, una in Sardegna, 36 in Toscana, 18 in Umbria e 39 in Veneto. Allo stato attuale e in base alle prime direttive del capo del corpo, le forze certe di prender parte al servizio antincendio sono assai più esigue, e in molte regioni probabilmente non ci saranno unità impegnate in tal senso».

La terzoni aggiunge: «Vista la peculiarità di tante aree del nostro paese, si tratta di un’assurdità totale. Che va chiarita (e scongiurata) quanto prima».

Ma i deputati M5S dicono che sulla procedura di assorbimento del personale ci sono diverse ombre: «Per questo chiediamo al Governo se nell’istruttoria condotta presso l’Ispettorato Generale del Cfs per l’assegnazione del personale ai Vigili del Fuoco, in modo particolare di quello dirigenziale, siano stati omessi titoli fondamentali, in particolare di coloro che hanno ricoperto l’incarico di capo dei Centri Operativi Antincendio Boschivo (Coab); se l’Arma dei Carabinieri intenda stipulare con le Regioni convenzioni anche con privati, per sopperire alle funzioni del Servizio antincendio boschivo e, se in generale, questa nuovo assetto tuteli l’interesse e la sicurezza pubblica e la difesa dei beni comuni».