La flotta gialla del ministero dell’ambiente che difende il mare dall’inquinamento

L’8 agosto esercitazione delle navi della Castalia

[6 agosto 2013]

Negli anni scorsi il servizio di sorveglianza e disinquinamento del mare venne addirittura sospeso e/o brutalmente tagliato, suscitando le forti critiche di Legambiente, ma quest’estate il ministero dell’ambiente, con il nuovo contratto firmato con Castalia, il consorzio che fornisce il servizio, nonostante spending review e vacche magre, è riuscito a schierare una flotta di 35 navi contro l’inquinamento ed a difesa dei 7.500 chilometri di costa italiana.

Il ministero dell’ambiente spiega che «la flotta antinquinamento del ministero è formata da 9 navi d’altura e da 26 navi costiere (più diversi battelli minori e di servizio) collocate nei principali porti italiani, negli scali a maggiore rischio di inquinamento e in prossimità delle zone di mare più delicate dal punto di vista ambientale, come le riserve e le aree protette. Le unità sono dotate delle tecnologie più moderne ed efficaci, come speciali radar per individuare le macchie di inquinante sulla superficie del mare, algoritmi di calcolo e modelli di diffusione delle sostanze, dispositivi di assorbimento».

La rete di unità impegnate nella lotta all’inquinamento del mare sarà presentata l’8 agosto al Ministro dell’ambiente Andrea Orlando e alla stampa con un’esercitazione al largo di Civitavecchia, durante la quale le navi Tito, Tirreno, Ecogiglio e Ievoleco simuleranno il controllo, l’isolamento e la raccolta di sostanze pericolose cadute in mare.

«Simulando la presenza di una macchia di inquinamento, le tre navi poseranno in mare le panne galleggianti per isolare e contenere l’inquinamento, mentre un battello skimmer raccoglierà dall’acqua l’inquinante caricandolo in alcune cisterne – spiega uno nota del ministero – Dalla nave Tito gli invitati potranno vedere le diverse tipologie di imbarcazione in azione, le varie attrezzature antinquinamento impiegate e le tecniche di intervento utilizzate dagli equipaggi».