La foca monaca torna a Lampedusa: da decenni non se ne avvistava una

[23 marzo 2015]

Si infittisce l’enigma del Mare Nostrum: foca si o foca no? Non ha dubbi Emanuele Coppola, responsabile del Gruppo Foca Monaca Italia, dopo la lunga telefonata con una persona che, durante una battuta di pesca subacquea, ha incrociato e osservato per oltre un minuto una foca in immersione.

«Dalla descrizione, molto particolareggiata, quella incontrata era sicuramente una femmina adulta – dice Coppola – e le modalità descritte fanno pensare a un animale che si avvicina alla costa in cerca di un luogo sicuro dove uscire dall’acqua per completare la muta del pelame».

L’esperto ci spiega che in questa stagione le foche monache non sono assolutamente interessate al cibo, il loro metabolismo è rallentato e la loro unica occupazione è rappresentata dalla ricerca di un luogo dove uscire dall’acqua per rimanere ore a rotolarsi sulla sabbia o su delle rocce piatte. Questo comportamento favorirebbe il distacco dell’epidermide e di tutta la fitta coltre di pelo cortissimo che riveste interamente il loro corpo, un fenomeno che si ripete ogni anno tra marzo e aprile e che impiega poche settimane per completarsi.

Ma veniamo alla descrizione di quest’ultima straordinaria osservazione. Il luogo è Lampedusa e, verrebbe da dire, si tratta della prima volta per la remota isola di frontiera. In realtà, secondo Emanuele Coppola, non è certamente né la prima né l’ultima volta che una foca monaca si affaccia in quest’isola, ma certamente da decenni non accadeva che un testimone oculare assistesse a un simile evento.

Aldo Lauricella, questo il nome del fortunato apneista, era impegnato in una battuta di pesca subacquea e si trovava a circa cento metri dalla costa, in una zone che preferiamo non precisare, situata nella parte Nord o Nord-Est dell’isola, quella con le scogliere più elevate. Sotto di lui il tavolato di calcare si estendeva ad una profondità di circa sei metri, terminando con gradino oltre il quale il fondo scendeva rapidamente a quote maggiori.

Il mare era calmo e l’acqua, leggermente intorbidita in superficie, era invece molto limpida al disotto e consentiva una visibilità di oltre quindici metri. Improvvisamente Aldo vede molto chiaramente affacciarsi dal gradino di roccia sotto di lui un muso tondo e due grandi occhi neri. I loro sguardi si incrociano per alcuni istanti. Lauricella resta in superficie, mentre sotto di lui la foca ruota di centottanta gradi e continua ad osservarlo nuotando lentamente, pancia all’insù, lungo il

ciglio della scarpata. Un visione che lascia Lauricella stupefatto. «E’ sempre così – dice il responsabile del Gruppo Foca Monaca – tutte le volte che un pescatore subacqueo incontra una foca in acqua, la sua ammirazione per l’animale è immensa. Unita ad una sorta di invidia malcelata».

di Gruppo Foca Monaca Italia