La Gran Bretagna produrrà energia dalle maree delle lagune? (VIDEO)

Dai “lagoon power plants” l’energia del futuro, meno costosa di quella nucleare

[2 marzo 2015]

Oggi BBC News Science & Environment pubblica le futuristiche immagini – che vi riproproniamo –  di progetti  “lagoon power plants” che dovrebbero essere realizzati i 6 lagune costiere: 4 in Galles ed uno ciascuno nel Somerset ed in Cumbria, «Che “cattureranno” le maree in entrata e in uscita dietro dighe gigantesche – spiega Roger Harrabin, analista ambientale della BBC –  e utilizzare il peso dell’acqua per far girare le turbine».

Il solo progetto di Swansea, già in via di pianificazione,  avrebbe un costo di un miliardo di sterline e sarebbe in grado di dare energia a 155.000 case.

Quello di Swansea è un progetto molto costoso, ma la Tidal Lagoon Power che punta a realizzarlo assicura che i “lagoon power plants” che verranno realizzati dopo questo progetto produrranno energia elettrica molto più economica e che le 6 lagune, con un con un investimento di 12 miliardi di sterline, potrebbero generare l’8% dell’elettricità del Regno Unito.

Oltre Swansea le lagune proposte per diventare produttrici di energia delle maree sono: Cardiff, Newport, e Colwyn Bay nel Galles; Bridgwater nel Somerseted il West Cumbria. Ognuno di questi impianti richiederà enormi opere ingegneristiche: a Swansea la diga a mare per contenere la nuova laguna dovrebbe estendersi per più di 5 miglia e spingersi a largo per 2 miglia. Il ministro dell’energia britannico, Ed Davey, ha detto di volerlo sostenere il progetto che verrebbe finanziato attraverso l’electricity bill-payers nell’ambito dell’attuale schema governativo per promuovere la produzione di energia nazionale low-carbon. Tidal Lagoon Power è in trattative con il governo più di quanto si può pagare per il suo potere. Per l’energia elettrica prodotta dalla laguna di Swansea la Tidal Lagoon Power  vorrebbe 168 sterline per MWh, che calerebbero a 90 –  95 per MWh per l’energia della laguna di Cardiff, definita “più efficiente”

Il costo di 90 sterline è più basso di quello di 92,50 sterline MWh  previsto per la sovvenzionatissima n centrale nucleare di Hinkley e, come sottolinea  Harrabin, «La laguna è stata progettata per durare 120 anni, ad un rischio molto più basso di quello nucleare».

Il ministro  Davey ha detto a BBC News: «Non riesco ancora a prendere una decisione su tutto questo, perché sono in corso discussioni, ma io sono molto eccitato dalla prospettiva dell’energia delle maree. Abbiamo alcune delle più grandi onde di marea nel mondo e sarebbe davvero utile se potessimo sfruttare un po’di quella energia pulita».

Secondo l’amministratore delegato di Tidal Lagoon Power, Mark Shorrock,  «Abbiamo una meravigliosa opportunità per creare energia dalla danza tra la luna e la terra. Iniziare sarà certamente piuttosto costoso, ma col passare del tempo e quando i costi di capitale saranno pagati, diventerà incredibilmente a buon mercato».

Alle compagnie energetiche l’idea di produrre energia rinnovabile con le maree delle lagune piace molto perché, a differenza del solare e dell’eolico, è prevedibile: le turbine catturano l’energia in entrata ed in uscita due volte al giorno e dovrebbero essere attive in media  14 ore al giorno.

Harrabin spiega che «Le lagune operano con un sistema simile a una saracinesca per alterare il livello dell’acqua entrambi i lati di una diga marina. Quando la marea inizia a salire, le paratie sulla diga vengono chiese e l’acqua si accumula al di fuori della laguna. Quando la marea è al massimo al di fuori della laguna, le porte si aprono e l’acqua precipita passando attraverso le turbine per riempire la laguna. Quando la marea cambia  per uscire, le paratie vengono chiuse per trattenere l’acqua all’interno della laguna. Quando la bassa marea è al massimo fuori dalla diga,  le porte vengono aperte per produrre nuova energia con l’acqua che fluisce grazie all’alto livello dell’acqua nella laguna».

Ma è chiaro che la cosa presenta grossi problemi ambientali: un precedente progetto sul fiume Severn è stato stroncato dagli ambientalisti perché impedirebbe il flusso quotidiano di fango, vitale per i trampolieri e per l’intero sistema lagunare. Il progetto di Swansea ha sicuramente un impatto ambientale minore perché non sbarra grandi estuari e permetterebbe comunque alle maree di fluire “normalmente”, seppure con qualche ora di ritardo.

Il gallese Gareth Clubb, direttore di Friends of the Earth Cymru, ha detto che la sua associazione è favorevole a realizzare un “lagoon power plant”  nella laguna di Swansea, ma ha sottolineato che «Non è un’approvazione incondizionata: vogliamo fare in modo che l’impatto ambientale possa essere gestito. Ma se ci aiuta a chiudere centrale di Aberthaw – una delle più inquinanti del mondo – sarà una buona cosa».

I più preoccupati sembrano i pescatori, che temono l’impatto di un’opera così gigantesca sui pesci che migrano attraverso la lagna per andare a riprodursi nei fiumi locali, popolazioni ittiche che solo di recente hanno cominciato a riprendersi da anni di inquinamento che le avevano decimate.

Se le associazioni del pescatori annunciano battaglia contro i progetti di “lagoon power plants”  lungo la costa sud del Galles, la Tidal Lagoon Power annuncia che se è vero che alcuni pesci migratori potranno finire nelle turbine, si tratterà di numeri molto piccoli, mentre la fauna marina beneficerebbe del nuovo habitat di scogliera creato dalle gigantesche dighe.

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  • Proposed tidal lagoon for Swansea Bay