La grana della cava di argilla del Gozzone

[17 ottobre 2013]

Attualmente la Provincia di Livorno sta valutando l’approvazione del Piano Cave che prevede una nuova cava di argilla, richiesta dalla Donati Laterizi, in località Gozzone, nella campagna collinare tra Castelnuovo della Misericordia, Gabbro e Nibbiaia, un’area di circa 40 ettari nel Comune di Rosignano Marittimo, il podere conserva ancora integro ed in ottimo stato il suo antico casolare, quindi  un territorio rurale tipicamente toscano di un evidente valore paesaggistico. La cosa non piace per niente al Comitato salvaguardia e sviluppo di territorio e occupazione (Cssto) che spiega: «Si tratta di un podere collocato in mezzo al nostro meraviglioso territorio toscano e ancora integro, in cui si alternano campi, oliveti e vigne con filate di cipressi e macchie di vegetazione mediterranea spontanea e sul quale attualmente vivono diverse aziende agricole ed agrituristiche. Tutti quelli che amano passeggiare a piedi, a cavallo o in bicicletta in queste campagne conoscono bene i panorami mozzafiato che mutano continuamente a seconda della stagione e della luce del giorno».

Per questo il 20 Ottobre è in programma una manifestazione a Gozzone per evitare quello che Beate Kuhl, un’esponente del Cssto, definisce «Un deturpamento irreversibile» da parte di chi «E’ riuscito a fare inserire il sito del Gozzone nel piano cave, facendo leva sui sindacati e sull’opinione pubblica, sostenendo la necessità di avere la nuova cava per poter mantenere i posti di lavoro dei suoi operai. Tutto questo non è vero, gli operai sono in gran parte già licenziati, l’argilla sarebbe disponibile anche senza l’apertura della cava del Gozzone e l’industria del mattone è in crisi per l’andamento del settore edilizio, non per la mancanza di materia prima. Inoltre la cava creerebbe ulteriori problemi occupazionali rovinando le attività agrituristiche locali già esistenti sul territorio ed in progetto».

Si tratta, come dicono allo stesso Cssto, di una faccenda è assai complessa la cui documentazione è stata raccolta nel sito www.cssto.it.