La Guardia Costiera passa sotto il Capo di stato maggiore della Marina Militare?

Renata Briano (PD) al Governo: «Non cancellare 150 anni di storia»

[10 luglio 2015]

Guardia Costiera

Un emendamento al cosiddetto decreto Madia, il Ddl di riordino della Pubblica amministrazione, prevede l’assorbimento delle funzioni di soccorso, di tutela ambientale e di controllo sulla pesca delle Capitanerie di Porto da parte del  Capo dello Stato Maggiore della Marina Militare.

Secondo Vittorio Alessandro, presidente del Parco nazionale e dell’Area marina protetta delle Cinque Terre, «La proposta equivale allo snaturamento e alla dispersione della lunga esperienza di gestione degli usi civici del mare che caratterizza la nostra Guardia Costiera, una risorsa di diversificazione delle professionalità e dell’esperienza marinara del nostro Paese, di cui tutti conoscono la portata».

La pensa così anche l’europarlamentare del Partito Democratico Renata Briano: «Con questo DDL si rischia di disperdere un enorme patrimonio di professionalità e di conoscenze. Sono molto preoccupata».

Anche secondo la Briano «L’emendamento al DDL di riordino della Pubblica amministrazione di fatto equivale allo snaturamento della nostra Guardia Costiera con la conseguente dispersione di un enorme patrimonio di professionalità e di conoscenze. Come vice presidente della Commissione Pesca del Parlamento europeo , spesso mi sono rivolta alla Capitaneria di Porto e le loro informazioni sono state preziosissime per me e per i miei colleghi di altri Paesi per prendere decisioni in ambito europeo. Auspico un ripensamento e so che molti nel Governo e nel Parlamento stanno lavorando in queste ore per raggiungere questo obiettivo. Perché non si possono cancellare con due righe 150 anni di storia. In Italia c’è molto da cambiare. Non quello che funziona».