La guerra degli scoiattoli (e dei due ambientalismi) in Liguria

[7 febbraio 2014]

A Genova, nell’area verde urbana di Nervi, erano partite le operazioni di cattura, controllo sanitario, sterilizzazione e rilascio in aree urbane della “colonia” di scoiattoli grigi (Sciurus carolinensis);  13 scoiattoli erano già stati catturati,  sterilizzati e rilasciati in ottima salute a Villa Gambaro.  Tutto procedeva come programmato e, nonostante all’estero, ad esempio in Galles ed Inghilterra, le associazioni ambientaliste affrontino il problema dell’invasione degli scoiattoli grigi americani con metodi molto più spicci (abbattimento sul posto), quello che stava succedendo a Genova, è esattamente il meglio di quanto  auspicato per il benessere e la corretta gestione delle colonie feline e con sovra-costo a carico totalmente dell’amministrazione pubblica.

Qualche biologo fa addirittura a notare che la sterilizzazione degli scoiattoli va bene ma non va bene il loro rilascio nell’ambiente perché sono comunque potenziali veicoli di infezione nei confronti dello scoiattolo  rosso europeo (Sciurus vulgaris)  che si vorrebbe difendere dall’invasore americano, ma il compromesso genovese è stato raggiunto  grazie alla capacità di mediazione di associazioni come Legambiente  che hanno cercato di contemperare le proteste animaliste con quelle di istituzioni che dovevano adempiere alla pressante richiesta dell’Ue che prevedeva espressamente la soppressione degli scoiattoli grigi, mentre l’atteggiamento di assoluta intransigenza di alcuni animalisti, che erano arrivati a minacciare la clinica veterinaria che si era aggiudicata la prima gara pubblica e che poi ha rinunciato, obbligando la Regione ad un secondo appalto, aveva prodotto solo il blocco totale del progetto, mentre altre associazioni ambientaliste, che all’estero appoggiano o addirittura svolgono campagne di eradicazione delle specie invasive, stavano alla finestra a guardare.

Alla fine è stata trovata la concreta soluzione della sterilizzazione e rilascio chiesta ed utilizzata per i gatti dalle stesse associazioni animaliste, ma evidentemente quel che vale per i felini non vale per gli scoiattoli, anche se quelli genovesi e gli altri che stanno invadendo un bel pezzo di Italia sono proprio i discendenti di scoiattoli “domestici” rilasciati o fuggiti.  A Genova, appena partite le operazioni di cattura degli scoiattoli grigi ci sono state  azioni di disturbo da parte di animalisti per impedire la sterilizzazione, ma è stati o il ricorso presentato al Tar dai Vas-Verdi, Ambiente e Società, che ha provocato la sospensiva delle operazioni e che probabilmente farà arrabbiare l’Agenzia europea per l’ambiente che ci tiene da anni nel mirino.

Il ricorso dei Vas  chiede che venga bloccata la cattura degli scoiattoli  e mette nelle peste il comune di Genova e la Regione Liguria che, grazie alla mediazione dell’ambientalismo “non-animalista” avevano scelto  una soluzione meno cruenta di quella chiesta dall’Unione europea. Intanto c’è chi diffonde bufale come questa: «Lo scoiattolo se ligure verrà sterilizzato e costretto in cattività  per tutta la sua vita», invece già 9 degli scoiattoli grigi sterilizzati i sono stati liberati e gli altri lo saranno a breve. C’è anche chi si oppone alla sterilizzazione perché l’Italia prima dovrebbe approvare un decreto per bloccare il commercio di specie alloctone,  ma questo provvedimento, come ben sanno i lettori di greenreport.it. è già stato approvato i 24 dicembre 2012  (Disposizioni per il controllo della detenzione e del commercio degli scoiattoli alloctoni appartenenti alle specie Callosciurus erythraeus, Sciurus carolinensis e Sciurus niger. GU n.28 del 2-2-2013), porta la firma degli allora ministri Clini, Catania e Passera e ricorda gli impegni internazionali presi dall’Italia per impedire l’invasione delle specie di scoiattoli non autoctoni.

In Italia è già in corso un progetto Life Natura (Eradication and control of grey squirrel: actions for preservation of biodiversity in forest ecosystems – Ec Square)  per l’eradicazione dello scoiattoli grigio americano che, per la sua importanza,  ha addirittura conquistato le pagine di Aliens – The Bulletin Specie Invasive  la prestigiosa pubblicazione biennale dell’Invasive Species Specialist Group dell’Iucn (Issg-Iucn), che evidenzia le migliori esperienze mondiali di contenimento delle specie invasive ed i problemi che comportano. L’Issg Iucn ricorda che l’obiettivo principale del progetto Life+ Ec quare (LIFE09 NAT/IT/000095), «E’ quello di eliminare, o ridurre, i rischi posti dalla diffusione di scoiattoli grigi tramite importazioni dal commercio di animali domestici nel nord Italia. Oltre ad essere collegati al significativo declino dei numeri scoiattolo rosso, gli scoiattoli grigi possono anche causare gravi danni agli alberi attraverso lo strippaggio della corteccia, che colpisce ricrescita e la riproduzione naturale degli alberi nelle piantagioni commerciali ed in altri ecosistemi forestali. Inoltre, la diffusione degli scoiattoli grigi in Italia rappresenta un problema per l’intero continente europeo, dal momento che si prevede che la specie aliena dall’Italia stia per colonizzare i Paesi circostanti, in particolare la Francia e la Svizzera».

Sandro Bertolino, un biologo dell’Università di Torino che lavora al Life+ Ec Square, sulle pagine dell’edizione genovese de La Repubblica aveva spiegato che si tratta di «Un progetto che non ha eguali in tutta Europa» e che la cattura degli scoiattoli grigi avviene «Con tutte le precauzioni del caso: piccole trappole, gabbie con delle noci a fare da esca, controllate a vista dagli operatori (che hanno anche a disposizione un sistema di rilevamento radio, in modo da poter soccorrere l’animale pochi secondi dopo la cattura limitandone lo stress)».

Tra i contrari c’è anche Paolo Sassetti, dell’associazione Amici dei Parchi di Nervi che si oppone alla sterilizzazione con queste argomentazioni: «Siamo cresciuti con quegli animali. E’ un intervento assurdo, sono millenni che uomini, animali e malattie viaggiano da un continente all’altro: fa parte dell’evoluzione naturale. Dall’America sono stati importati anche il mais, il tacchino, la faraona, il pomodoro».

Dichiarazioni che fanno inorridire  gli ambientalisti di Legambiente e gli zoologi e i biologi italiani e dell’Iucn che fanno notare che «Gli scoiattoli grigi dei parchi di Nervi hanno già cominciato ad emigrare nelle colline alle spalle, in tempi relativamente brevi potrebbe accadere quello che è già successo in Piemonte. E presto la razza rossa, europea, finirebbe per scomparire così come è accaduto in Gran Bretagna. Un ecosistema ha i suoi equilibri, ed è giusto tutelarli. Il fatto che la direttiva arrivi dall’Unione Europea, e che questo progetto abbia messo d’accordo così tanti soggetti che si occupano con passione di ambiente, significa evidentemente qualcosa».

Ma questo qualcosa evidentemente non piace ad un pezzo di ambientalismo/animalismo.

Per saperne di più:

http://www.rossoscoiattolo.eu/