La guerra dei 4 anni degli scimpanzé

Come una lotta per il potere è diventata mortale. La “Gombe War” ricostruita mappando le reti sociali

[27 marzo 2018]

Potere. Ambizione. Gelosia. Le stesse cose che alimentano le guerre tra gli esseri umani possono fare a pezzi anche le società degli scimpanzé  (Pan troglodytes), i nostri parenti più prossimi insieme ai bonobo (Pan paniscus). A rivelarlo (ma sarebbe meglio dire a confermarlo definitivamente) è lo studio “The timing and causes of a unique chimpanzee community fission preceding Gombe’s “Four-Year War”, pubblicato su American Journal of Physical Anthropology da Joseph T. Feldblum, Sofia Manfredi ed Anne Pusey del Department of evolutionary anthropology della Duke University e da  Ian C. Gilby dell’Institute of human origins dell’ Arizona State University.

Ma per ricostruire quella che è stata chiamata la “Gombe War” bisogna tornare indietro all’inizio degli anni ’70, quando  la primatologa Jane Goodall e il suo team che studiavano gli scimpanzé nel Gombe National Park, in Tanzania, videro come una comunità scimpanzè unita si divise in due fazioni rivali. Ne seguì un periodo di uccisioni e di conquiste di territoriali durante una guerra civile durata 4 anni, l’unica mai osservata finora in una popolazione di scimpanzé selvatici.

Ora, grazie alle note sul campo raccolte in quel periodo  e recentemente digitalizzate dal Jane Goodall Institute Research Center della Duke University, il team di scienziati statunitensi è stato in grado di capire meglio quali siano state le ragioni e i meccanismi che hanno portato alla guerra degli scimpanzé di Gombe.

Alla Duke spiegano che «Quella che è iniziata come una lotta intestina  tra alcuni maschi al top in cerca di status e i loro compagni è probabilmente ciò che alla fine ha causato la disgregazione dell’intero gruppo».

Feldblum, il principale autore dello studio, ricorda che «La natura esatta e la causa di questa frattura che portò a quella che la Goodall definì la “Guerra dei quattro anni” di Gombe, durata dal 1974 al 1978, sono state a lungo un mistero». Quel che si sapeva era che durante la guerra, i maschi che vivevano all’interno di un’area del parco conosciuta come Kasekela si unirono per attaccare i territori vicini, picchiando brutalmente e uccidendo una mezza dozzina di loro ex compagni che occupavano l’area di Kahama.

Alcuni ricercatori avevano suggerito che gli scontri fossero stati innescati da un punto di alimentazione rifornito di banane dalla Goodall e che veniva utilizzata per attirare gli scimpanzé per osservare i loro comportamenti.  In molti pensavano che le due distinte comunità di scimpanzé esistessero da sempre oppure che i due gruppi si stessero dividendo proprio quando la Goodall iniziò la sua ricerca e, quindi, la stazione di alimentazione li aveva semplicemente riuniti grazie a una tregua dovuta all’abbondanza di cibo, ma poi aveva prevalso l’antica rivalità. Ma i risultati del nuovo  studio suggeriscono che allora sia accaduto qualcosa di più, qualcosa che ci somiglia molto e che fa sprofondare la nostra violenza e sete di potere all’origine della nostra evoluzione di primati antropomorfi.

Utilizzando i dati delle copiose note scritte a mano della Goodall e dai fogli di controllo, che la Pusey ha archiviato e digitalizzato negli ultimi 25 anni, i ricercatori hanno visto costituirsi e rompersi  le mutevoli alleanze tra 19 scimpanzé maschi che hanno portato alla scissione e alla guerra.

Per capire quando le relazioni pacifiche hanno iniziato a deteriorarsi a Gombe, gli scienziati hanno mappato i social network degli scimpanzé in diversi periodi tra il 1967 e il 1972.  La situazione iniziale era questa: il gruppo era molto unito e  due maschi che erano considerati amici se venivano avvistati più spesso di altre coppie insieme alla stazione di alimentazione. Poi  i ricercatori hanno identificato i gruppi più stretti che facevano parte di ciascuna rete sociale e hanno determinato quanto i loro membri fossero cambiati con il passare del tempo. Un po’ come succede agli esseri umani in un gruppo su Facebook e in un Partito politico.

Feldblum spiega ancora: «In sostanza, abbiamo utilizzato l’analisi di rete per quantificare il grado di appartenenza degli individui»

Le analisi del team di ricerca di Feldblum suggeriscono che «Per i primi anni, dal 1967 al 1970, i maschi del gruppo originale si mescolavano. Ma i test statistici hanno rivelato che nel tempo i gruppi di maschi sono diventati più distinti. Alcuni maschi passavano più tempo nella parte settentrionale dell’areale Un altro gruppo si ritirò sempre più a sud».

A partire dal 1971 i maschi del nord e del sud  iniziarono a incontrarsi sempre meno spesso e quando si incontravano si lanciavano rami, si fischiavano minacciosi e si caricavano nella foresta come dimostrazione di forza.

«Sentivamo questi richiami dal Sud e ci dicevamo: i maschi del sud stanno arrivando! Tutti quelli settentrionali salivano sugli alberi e c’erano un sacco di urla e di esibizioni», racconta  la Pusey, che ha potuto osservare in prima persona l’inizio della guerra quando faceva il suo dottorato a Gombe dal 1970 al 1975.

Nel giro di un anno, quelle che all’inizio erano solo delle cricche cominciarono a consolidarsi  e divennero sempre più esclusive. Mentre una volta gli scimpanzé facevano grooming e passavano il tempo con altri maschi sia all’interno che all’esterno del loro sottogruppo, già nel 1972 socializzavano quasi esclusivamente con i maschi loro alleati e la sovrapposizione tra i territori delle due fazioni dei maschi del nord e del sud era minima.

Secondo i ricercatori, la scissione è stata probabilmente innescata da una lotta per il potere tra tre maschi di alto rango. I problemi nella comunità degli scimpanzé di Gombe sarebbero iniziati dopo le crescenti tensioni tra un maschio alfa del nord che aveva preso il potere da poco,  Humphrey, e i suoi rivali meridionali Charlie e Hugh. La Pusey  ricorda che «Humphrey era grosso ed era noto per tirare pietre, il che era spaventoso. Era in grado di intimidire Charlie e Hugh separatamente, ma quando erano insieme tendeva a tenersi fuori dai piedi».

I ricercatori hanno scoperto che la lotta per il dominio tra questi tre maschi è stata probabilmente esacerbata dalla competizione per le femmine riproduttive insolitamente poco disponibili. L’ostilità montante tra Humphrey e i suoi rivali  Charlie e Hugh  alla fine ha influito negativamente sull’intera rete di legami sociali in cui i maschi dominanti erano integrati.

Secondo Feldblum, «Non è possibile affermare con certezza che qualcosa sia stata la causa, poiché questo è l’unico evento di questo tipo che abbiamo mai visto negli scimpanzé. Ma i risultati rispecchiano ciò che i ricercatori hanno documentato in altri primati, inclusi gli umani».

Un precedente studio, “Causes, consequences, and kin bias of human group fissions”, pubblicato da Walker e Hill del dipartimento di antropologia dell’università del Missouri, che ha analizzato gli scismi in quasi 50 società umane in tutto il mondo, ha rilevato che spesso  il conflitto politico interno prefigura anche una divisione in gruppi umani, seguita da vicino dalla competizione per le risorse scarse. Il che è inquietante perché ricorda molto da vicino quel che sta vivendo e verso cui si sta avviando l’umanità.

I ricercatori della Duke dicono che, messi insieme,  i risultati degli studi sulle dinamiche competitive di scimpanzé ed esseri umani «suggeriscono che queste dinamiche sociali sono profondamente radicate nell’albero evolutivo dei primati».

Feldblum conclude: «Capire perché la coesione si rompe può fornirci soprattutto indizi sulle forze che tengono insieme i gruppi sociali».