La Lav chiede il 5×1000 per combattere il bracconaggio di conigli all’Isola del Giglio (VIDEO)

Accuse anche al Parco Nazionale, ma in realtà la zona del blitz è fuori dall’area protetta

[5 giugno 2017]

La Lega Antivivisezione (Lav) ha lanciato una campagna per raccogliere il 5×1.000 corredata da una serie di video e tra questo ce n’è uno  – “Insieme per gli animali . via le trappole da Giglio –  con già oltre 875.000 visualizzazioni, nel quale viene denunciato che «Nell’Isola del Giglio in Toscana da anni i bracconieri si sbarazzano dei conigli selvatici indisturbatamente».

Il protagonista del video, Massimo Vitturi, viene a sapere che «l’isola è tappezzata di trappole» parte immediatamente per il Giglio dove insieme ad altri attivisti animalisti di  Vallevegan raccoglie prove che avrebbero dovuto  porre fine all’attività dei bracconieri.

La Lav dice che all’isola del Giglio «ogni anno vengono uccisi più di 8.000 conigli selvatici» e accusa il Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano e i Carabinieri Forestali di non intervenire. In realtà l’area oggetto del blitz antibracconaggio della Lav non  è nel Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, dato che la Zona delle Vaccarecce Scopeto nella quale sono state rinvenute le trappole è a nord dell’Isola e si trova quindi nel 60% del territorio  che non ricade nell’area protetta.

Gia quando Striscia la Notizia aveva trasmesso un Vitturi aveva detto: «Invitiamo la Procura e le forze di Polizia a dare nuovo impulso alle indagini per individuare i responsabili delle centinaia di trappole disseminate sull’Isola del Giglio, anche all’interno del Parco. Una situazione di illegalità diffusa dove i residenti, con il pretesto di difendere i loro orti, utilizzano dei lacci in acciaio per catturare e uccidere i conigli selvatici che vivono sull’isola. E’ chiaro che nonostante le nostre denunce il bracconaggio continua indisturbato su tutta l’isola del Giglio, non è tollerabile che di fronte a una tale situazione, che abbiamo già denunciato alle autorità competenti fornendo addirittura i punti GPS dei siti incriminati, non siano stati effettuati interventi per scoraggiare queste pratiche e punire i responsabili della morte di migliaia di animali. Chiediamo, inoltre, al Prefetto di convocare urgentemente il Comitato per l’ordine e la sicurezza, perché le trappole sono letali per i conigli ma rappresentano un pericolo anche per i numerosi turisti che visitano l’isola».

Nel 20916 la Lav aveva depositato una denuncia alla Procura di Grosseto chiedendo «un rapido intervento per porre quindi fine a una vera e propria forma di illegalità diffusa e tollerata su tutta l’isola» e dice che «Grazie alla collaborazione avviata con gli attivisti di Vallevegan è stata fornita anche una mappa dell’isola del Giglio con il riferimento a 80 punti georeferenziati nei quali sono state riscontrate le micidiali trappole». Ma nel video che supporta la campagna per il 5X1.000 gli animalisti dicono di non aver avuto risposta da nessuna istituzione.

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