L’Ue finanzia il progetto “Plastic busters Mpas” con 5 milioni di euro

La lotta ai rifiuti plastici nelle aree marine protette del Mediterraneo riparte da Siena

Gli impatti sulla fauna, comprese le specie in via di estinzione, non sono completamente conosciuti e sono insufficienti le misure per contrastarli

[18 aprile 2018]

Plastic Busters Mpas è il primo progetto, su scala mediterranea, in cui i paesi dell’Unione europea (e altri già candidati all’adesione) uniscono le forze per affrontare la problematica dei rifiuti marini, con un approccio finalmente coordinato. Si tratta di un progetto quadriennale appena finanziato con 5 milioni di euro dal fondo Ue Interreg Europe, ed è dedicato a studiare e proteggere le aree marine protette del Mediterraneo – a partire dal santuario Pelagos e dall’Arcipelago Toscano. Plastic Busters Mpas valuterà dunque l’impatto della plastica sulla fauna marina, e servirà ad adottare politiche comuni di lotta all’inquinamento.

Per il via libera ufficiale esperti e studiosi provenienti da 15 Paesi si sono incontrati ieri all’Università di Siena: sono intervenuti la professoressa Maria Cristina Fossi dell’Ateneo senese e il suo gruppo di ricerca – referente scientifico del progetto – i rappresentanti di Ispra, Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ente coordinatore del progetto), il ministro plenipotenziario del ministero degli Affari esteri Enrico Granara, Alessandra Sensi per la Union for the Mediterranean, istituzione intergovernativa che riunisce 43 paesi e che ha conferito a Plustic Busters il “label”, il riconoscimento che lo pone tra i progetti strategici per lo sviluppo dell’area Mediterranea. Inoltre, hanno partecipato i rappresentati dell’Unesco, del Segretariato europeo Interreg Med e i rappresentanti di istituzioni ed enti di ricerca che partecipano al progetto, provenienti da Italia, Spagna, Francia, Grecia, Albania, Croazia e Slovenia.

Una squadra internazionale e di alto livello, dunque. Il Mediterraneo è infatti una delle aree più colpite da rifiuti plastici nel mondo, così come recentemente documentato su riviste scientifiche internazionali dai ricercatori coinvolti nel progetto. Anche all’interno delle aree protette gli impatti sulla fauna marina, comprese le specie in via di estinzione, non sono completamente conosciuti, e sono ancora insufficienti le misure di prevenzione e mitigazione.

Plastic Busters Mpas, che verrà realizzato nell’ambito del programma Med-Interreg (2014-2020), avrà dunque il compito di diagnosticare gli impatti delle macro e microplastiche sulla biodiversità nelle aree marine protette, di definire e testare misure di sorveglianza, prevenzione e mitigazione dell’inquinamento marino da rifiuti plastici, di sviluppare un quadro comune di azioni, di politiche e di legislazione. Obiettivo è anche definire un Piano di Governance congiunta, attraverso un approccio partecipativo e un impegno concreto delle Aree marine protette coinvolte nel progetto, per attuarlo attraverso specifici protocolli di intesa, con l’obiettivo di estendere le buone pratiche individuate a tutte le aree marine protette del Mediterraneo. Nella parte finale del progetto, lo scopo sarà infine fornire ai decisori politici raccomandazioni e strategie per la gestione dei rifiuti plastici marini.