La mantide religiosa pescatrice: vista catturare un pesce per la prima volta

II vorace insetto è tornato più volte sul sito di caccia, suggerendo un apprendimento complesso

[25 settembre 2018]

E’ noto che le mantidi religiose sono implacabili predatrici di insetti, ma a volte sono state anche viste r nutrirsi di vertebrati, tra cui piccoli uccelli come i colibrì, lucertole, rane, tritoni, topi, serpenti e tartarughe, ma queste osservazioni non sono state quasi mai confermate scientificamente o si sono verificate in circostanze indotte e manipolate dall’uomo.

Il caso presentato nello Lo studio “The fishing mantid: predation on fish as a new adaptive strategy for praying mantids (Insecta: Mantodea)” pubblicato sul Journal of Orthoptera Research.dall’italiano Roberto Battiston dei Musei del Canal di Brenta e dagli indiani Rajesh Puttaswamaiah, del Bat Conservation India Trust, e Nayak Manjunath, è qualcosa di davvero eccezionale: primo perché finora non esisteva nessun dato scientifico su mantidi che predano un pesce, secondo perché il comportamento è stato osservato e documentato più volte.

Infatti, iuna notte del marzo  2017 il team italo-indiano ha osservato un maschio adulto  di mantide religiosa gigante asiatica (Hierodula tenuidentata) che cacciava e divorava un guppy o Lebistes (Poecilia reticulata), un piccolo pesce d’acqua dolce della famiglia Poeciliidae in uno stagnetto di un giardino pensile privato nel Karnataka, in India. La mantide  religiosa si era insinuata nel e si era appollaiata sulle ninfee o foglie di cavolo d’acqua, aspettando attenta e paziente che un ignaro guppy le passasse vicino per afferrarlo e mangiarlo, diventando così la prima mantide pescatrice osservata in natura.

Battiston ha detto al National Geographic che una delle cose più sorprendenti è che l’insetto fosse in grado di vedere la sua preda in acqua, che presenta un’altra «barriera visiva», ma ha una teoria su come la mantide è riuscita a catturare i pesciolini: «Gli occhi di una mantide non funzionano come i nostri. Vedono i movimenti meglio di come vedono forme e colori. I guppy hanno una grossa coda che muovono come una bandiera mentre nuotano, e alla mantide potrebbe sembrare una sorta di strano insetto che si agita».

L’insolita scena è stata osservata da Puttaswamaiah, un noto ambientalista indiano, che ha riferito che la mantide religiosa gigante mangiava fino a due pesci durante ogni battuta di pesca e che è tornata nel piccolo stagno artificiale per 5 notte di fila, catturando 9 guppy. Dopo la mantide ha interrotto le sue visite nel giardino pensile.

I ricercatori sottolineano che, oltre ad essere curiosa, questa eccezionale osservazione solleva alcune questioni degne di ulteriori studi. Come scrive Smithsonian Magazine, «Innanzitutto, il fatto che le mantidi religiose cacciano i vertebrati fuori dalle gabbie nei laboratori conferma che una singola specie di invertebrati è effettivamente in grado di avere un impatto su un intero ecosistema. In questo caso, una mantide si nutre di guppy che a loro volta si nutrono di insetti acquatici. Secondo, la scoperta mette in discussione le precedenti conoscenze sulle capacità visive delle mantidi. Mentre la struttura dei loro occhi indica chiaramente che si sono evolute per predare alla luce del giorno, l’esemplare maschio studiato si è dimostrato un eccellente cacciatore al buio. L’insetto è riuscito a catturare tutti e nove i pesci al tramonto o a tarda notte. Oltre alla vista, le mantidi potrebbero aver evoluto anche notevoli capacità di apprendimento. I ricercatori ipotizzano che il comportamento ripetitivo osservato potrebbe essere il risultato di un’esperienza personale, utilizzata dall’esemplare per orientarsi. Inoltre, delle competenze cognitive sofisticate, potrebbero aver permesso alla mantide di sviluppare le sue strategie di caccia».

Battiston, Puttaswamaiah e Manjunath fanno notare che «Ricordare l’abbondanza della preda in un particolare sito, in relazione alla loro facilità di cattura e al loro contenuto nutrizionale, potrebbe essere un fattore importante di questa scelta e influenzare indirettamente l’idoneità del singolo predatore, Questo dovrebbe essere analizzato con ulteriori studi».