La Mongolia protegge i leopardi delle nevi, un successo anche italiano

Sugli altipiani dell’Asia centrale restano 4.000 esemplari sull’orlo dell’estinzione

[8 giugno 2016]

Leopardo delle nevi

Il Parlamento della Mongolia ha deciso di istituire un Parco Nazionale sui Monti Tost, un’area di 8.163 Km2 di habitat naturali che collegherà con  un corridoio tutelato tra le aree già protette del Gran Gobi e del Parco Nazionale di Gobi Gurvan Saikhan.  L’annuncio in Italia è stato dato dal  Parco Natura Viva di Bussolengo  che spttolinea che si tratta di «Un vero e proprio salvavita per i 20 Leopardi delle nevi (Panthera uncia)  censiti nella zona negli ultimi cinque anni, che da oggi dovranno avere a che fare solo con le attività agropastorali tradizionali: dopo 4 anni di battaglie, è stata vietata in quella zona l’estrazione mineraria, la costruzione e la caccia».

Caterina Spiezio, responsabile ricerca e conservazione del Parco Natura Viva, sottolinea che «E’ un successo di molti attori del mondo della conservazione internazionale ma che porta anche la firma dell’Italia, grazie al sostegno che da anni offriamo allo Snow Leopard Trust, la Fondazione che opera in Asia e che ha reso possibile tutto questo. Il paesaggio che deriverà dalla continuità di questi ambienti naturali costituirà una delle più grandi zone tutelate al Mondo per i Leopardi delle nevi, che oggi resistono sugli altipiani dell’Asia centrale con 4.000 esemplari sull’orlo dell’estinzione. Ma il lavoro non è finito qui: ora, secondo la legge mongola, dovrà insediarsi un gruppo di lavoro governativo che trovi una soluzione alternativa alle 12 licenze di esplorazione mineraria e ai 2 siti di estrazione attualmente attivi in quella zona».

In cima alla lista delle minacce per i Leopardi delle Nevi c’è ancora il bracconaggio, che alimenta il mercato degli animali da compagnia, della vendita della pelliccia e delle ossa, la cui polvere viene tuttora usata nella medicina tradizionale asiatica. Poi, l’aumento degli allevamenti agropastorali diminuisce le prede disponibili e aumenta il conflitto con l’uomo, mentre le estrazioni minerarie distruggono l’ambiente, costringendo gli esemplari a cercare nuove aree.

«Lo Snow Leopard Trust ci ha comunicato che lo scorso 1 giugno sono stati trovati morti 3 Leopardi delle nevi: mamma Vita con i suoi due cuccioli, mentre tentava di salvarli da una trappola posizionata dai bracconieri – racconta la Spiezio – Ma per le meschinità di cui siamo capaci, non muoiono solo animali: Sumbee, un giovane ricercatore che ha speso la sua vita interamente per la salvaguardia del Leopardo delle nevi, fu rinvenuto ucciso nel 2015 proprio sui Monti Tost, divenuti ormai la sua casa. A lui dedichiamo questo grande successo».

Intanto il Parco Natura Viva di Bussolengo per il 15 giugno organizza l’iniziativa “Diventa una forza della natura”, un’intera giornata alla scoperta delle abilità innate degli animali e dell’uomo che deve emularli per cavarsela negli ambienti naturali più difficili, e annuncia che «Parte del ricavato della giornata sarà destinata al progetto “Leopardo delle nevi”, che il Parco Natura Viva finanzia sostenendo il lavoro in Asia dello “Snow Leopard Trust”, dove questa specie minacciata d’estinzione conta ormai non più di 4.000 esemplari».

All’iniziativa partecperà anche il 4° Reggimento Alpini Paracadutisti “Ranger” e il suo comandante, il Colonnello Salvatore Paolo Radizza, spiega: «Con la nostra partecipazione, vogliamo offrire un assaggio di cosa significa lavorare a stretto contatto con l’ambiente naturale, avendone cura e rispetto. Come i Leopardi delle Nevi, siamo anche noi sulle alte montagne, in particolare siamo abituati e addestrati a operare in ambiente alpino e artico: le nostre mimetiche da neve sono bianco-grigie e somigliano al loro folto manto, che li aiuta ad avvicinarsi alle prede senza essere scorti. Operiamo ad alta quota con ciaspole e sci, mentre loro per non sprofondare nella neve hanno zampe a pianta larga. Sappiamo come sopportare il freddo anche se non abbiamo le loro cavità nasali, che riscaldano l’aria prima che giunga ai polmoni. Utilizziamo corde, piccozze e ramponi ma non siamo in grado di spiccare salti lunghi 6 volte il nostro corpo, come fanno loro. Superare queste difficoltà per noi significa apprezzare ancora di più la complessità della natura e ci pone ancora una volta di fronte alla necessità di preservarla, perché purtroppo molte altre specie animali si trovano nelle condizioni del Leopardo delle nevi».