La nuova storia dell’addomesticamento del cane

I cani probabilmente si sono evoluti dai lupi in Germania, tra 20.000 e 40.000 anni fa

[20 luglio 2017]

Con lo studio “Ancient European dog genomes reveal continuity since the Early Neolithic”, pubblicato su Nature Communications, un team internazionale di ricercatori ha fatto risalire l’emergere dei moderni cani  alla domesticazione di una popolazione di lupi che sarebbe avvenuta  in Europa tra 20.000 e 40.000 anni fa.

Analizzando il DNA dei resti di due cani preistorici trovati in Germania, il team ricerca internazionale guidato da Krishna R. Veeramah, che insegna ecologia ed evoluzione alla di New York, ha determinato dal loro genoma che sono  i probabili antenati dei moderni cani europei.

Alla Stony Brook University spiegano che «I cani sono stati il ​​primo animale addomesticato dagli esseri umani. I più antichi fossili di cane che possono essere chiaramente distinti dai lupi risalgono a circa 15.000 anni fa e provengono da una regione di quella che oggi è la Germania». Tuttavia, i reperti archeologici non forniscono certezze e ritrovamenti di antiche ossa di cani domestici ci sono stati anche nella lontana Siberia. Le recenti analisi dei dati genetici dei cani moderni hanno finito per aggiungere mistero alle misteriose origini del cane e alcuni scienziati indicano molte aree d’Europa, Asia centrale, Asia meridionale e Medio Oriente come la possibile origine  della domesticazione del cane.

Nel 2016, una ricerca realizzata di scienziati che utilizzavano la tecnica emergente della paleogenomica si dimostrò efficace per sequenziare il genoma di un cane di 5.000 anni fa ritrovato in Irlanda. I risultati dello studio hanno portato il gruppo di ricerca a suggerire che i cani non sono stati addomesticati una sola volta ma due volte. Il team dell’Università di Oxford ha anche ipotizzato che una popolazione indigena di cani sia stata addomesticata in Europa per poi essere sostituita da cani addomesticati  portati da popolazioni migranti provenienti dall’Asia Orientale durante l’epoca neolitica.

Veeramah dice che, «Contrariamente ai risultati di questa precedente analisi, abbiamo scoperto che i nostri antichi cani dello stesso periodo erano molto simili ai cani europei moderni, compresa  la maggioranza deli  i cani di razza che la gente tiene come animali domestici. Questo suggerisce che nel Neolitico non ci sia stata la sostituzione di massa che si sarebbe verificata nel continente e che probabilmente era solo un evento di domesticazione per i cani osservati nei dati fossili  dell’età della pietra e che vediamo e con i quali viviamo anche oggi».

Nello studio Veeramah e i suoi colleghi hanno utilizzato i resti di un cane di 7.000 anni fa per poter risalire all’inizio della domesticazione, che sarebbe iniziata tra  20.000 a 40.000 anni fa. Hanno anche scoperto che un cane che era vissuto 5.000 anni fa era frutto di incroci tra cani europei e qualcosa che assomiglia agli attuali cani che vivono nell’Asia centrale e in India. Una constatazione che può avvalorare la tesi che le popolazioni che arrivarono in Europa dalle steppe asiatiche all’inizio dell’età del bronzo portarono con sé i loro cani. Insomma, i migliori amici dell’uomo sono meticci e figli di migranti, proprio come gli uomini.

Lo studio conferma comunque che il processo di domesticazione del cane ha avuto inizio quando una popolazione di lupi si è trasferita nei dintorni dei campi di cacciatori-raccoglitori umani attratta dagli avanzi. «I lupi che erano più coraggiosi e meno aggressivi avrebbero avuto un maggior successo –  ha spiegato Veeramah a – Mentre gli esseri umani inizialmente non hanno ottenuto alcun beneficio da questo processo, nel corso del tempo avrebbero sviluppato una sorta di rapporto simbiotico  con questi animali, che alla fine si sono evoluti nei cani che vediamo oggi».

La storia di come i cani si siano separati dai lupi è complessa e per certi versi sconcertante: gli scienziati pensano che i cani abbiano cominciato a colonizzare il mondo,  forse insieme ai loro compagni umani, circa 20.000 anni fa e 7.000 anni fa, erano praticamente ovunque, anche se non erano  animali che oggi considereremmo domestici: «Probabilmente somigliavano a quelli che oggi vengono chiamati cani di villaggio, che sono randagi e  che non vivono nelle case di  persone specifiche e che hanno un aspetto simile in tutto il mondo».

Poi i cani furono allevati per le loro abilità come cacciatori, pastori o cani da caccia, creando alla fine le centinaia di razze moderne. Lo studio pubblicato su Nature Communications, suggerisce che anche le razze di cani e i cani di villaggio che vivono nelle Americhe e nelle isole del Pacifico derivano quasi completamente dai cani europei e che questo sia probabilmente dovuto al boom dell’allevamento  di cani nell’epoca vittoriana.