La straordinaria realtà del Parque Nacional del Manu

La più grande biodiversità di anfibi e rettili del mondo è a rischio trivellazioni [PHOTOGALLERY]

In Perù un eden naturale minacciato dalle multinazionali del gas

[29 gennaio 2014]

I lettori di greenreport.it in questi anni hanno purtroppo imparato a conoscere il Parque Nacional del Manu e la confinante  Riserva Nahua-Nanti, nell’Amazzonia peruviana straordinariamente ricca di biodiversità, per il progetto gasiero Camisea, il consorzio formato dalle multinazionali Pluspetrol (Argentina), Hunt Oil (Usa) e Repsol (Spagna)  che minaccia le tribù Nahua e Nanti, Matsigenka, Harakmbut e Yine e alcuni gruppi di indios incontattati come i nomadi Mashco-Piro,  Ma questa regione del Perù è così ricca di biodiversità da essere stata dichiarata Patrimonio mondiale dall’Unesco nel 1987 ed una ulteriore conferma  di questa eccezionale ricchezza viene dallo studio “The amphibians and reptiles of Manu National Park and its buffer zone, Amazon basin and eastern slopes of the Andes, Peru”, pubblicato da   Biota Neotropica, dal quale emerge che il Parque Nacional del Manu è la zona con la più grande varietà di specie di rettili e anfibi del pianeta.

Un vero è proprio scrigno di vita splendente documentato da tre biologi, Alessandro Catenazzi della  Southern Illinois University, Edgar Lehr dell’Illinois Wesleyan University e Rudolf Von May dell’ University of California- Berkeley, che  hanno realizzato una lista di specie degli anfibi e rettili che vivono all’interno del del Parque Nacional del Manu  e della sua zona contigua  e sottolineano che «Situata in uno degli hotspots  della biodiversità del mondo, pari a circa lo 0,01% della superficie terrestre del pianeta, questa area protetta conserva 155 specie di anfibi e 132 specie di rettili, corrispondenti rispettivamente al 2,2% ed all’ 1,5%, della diversità nota per questi gruppi. Inoltre, il Parque Nacional del Manu protegge gli habitat e le popolazioni di una specie a rischi critico (Atelopus  erythropus), tre specie minacciate  (Bryophryne  cophitesPristimantis cosnipatae  e Psychrophrynella  usurpator), tre specie vulnerabili di anfibi (Atelopus  tricolor Gastrotheca  excubitor Rhinella manu) e due specie vulnerabili di rettili (Chelonoidis denticulata Podocnemis  unifilis), secondo le categorie di rischio della Lista Rossa dell’Iucn».

In tutto il parco del Manu ospita ben 287 specie di anfibi e rettili censite, superando così il  Parque Nacional de Yasuní in Equador, che fino ad ora, con le sue  271 specie di rettili e anfibi, si pensava fosse il luogo del mondo con la presenza più diversificata di rettili e anfibi.

I tre ricercatori statunitensi attribuiscono questa enorme biodiversità alla incredibile diversità di habitat del Manu, che risale dalla foresta pluviale tropicale dell’Amazzonia occidentale alle foreste pluviali.  Nel Parco del Manu d si registra anche un’altissima biodiversità di avifauna, con 1.000 specie di uccelli, ben il 10% di tutte le specie conosciute del mondo, per non parlare della enorme diversità di farfalla, me, con 1.200 specie censite. E gli scienziati dicono che l’inventario della ricchezza del Parque Nacional del Manu è lungi dall’essere completa.  Probabilmente le analisi del Dna e dei richiami del gli anfibi e la tassonomia riveleranno ancora più diversità nota e sconosciuta.

Catenazzi, Lehr e Von May, che hanno pubblicato su Mongbay l’impressionante galleria di rettili ed anfibi che vi proponiamo,  hanno sottolineato che «Là prosperano gli anfibi, come rane, rospi, salamandre e cecilie, e i rettili come serpenti, lucertole, tartarughe e caimani».

Nel parco è stato da poco scoperto i settemillesimo anfibio noto al mondo, mentre una sconosciuta ed insolita  lucertola acquatica Potamites è stata trovata durante una recente ricerca. L’importanza del  Manu era già ampiamente conosciuta, ma questo studio che ne conferma l’eccezionale portata arriva proprio mentre il governo del Perù ha dato il via libera alle prospezioni ed allo sfruttamento gasiero. Una bella grana per il governo di lima e per il consorzio Camisea. Ma i ricercatori dicono che nel Manu è già penetrato un nemico degli anfibi forse più pericoloso delle multinazionali: nei suoi altipiani sono già state trovate tracce di herpes negli  anfibi che sono particolarmente vulnerabili a causa della comparsa della malattia  fungina mortale chytridiomycosis.

Nello studio si legge che «Il collasso della ricchezza e dell’abbondanza delle specie di anfibi è stata più pronunciata alle quote medie (1.200-2.000 m) e per le specie stream-breeding. Questi cali si sono verificati nel corso di meno di un decennio e hanno coinciso con l’arrivo delle fungo patogeno  Batrachochytrium dendrobatidis (BD). L’improvvisa scomparsa di una parte considerevole della fauna montana di anuri nonostante l’ottimo stato di conservazione delle foreste e della protezione accordata al Manu NP dimostra che le azioni sono necessarie azioni di salvaguardia supplementari per preservare la biodiversità degli anfibi».

Invece il governo di Lima ha dato il via libera all’ingresso delle trivelle nell’area protetta, minacciando ulteriormente, per un pugno di pesos l’inestimabile ricchezza della biodiversità umana ed animale di questo Eden perduto traboccante di vita.