La raganelle che cambiano colore per amore (e per farsi riconoscere dagli altri maschi)

Perché molte le rane sono dinamicamente discromiche

[22 settembre 2017]

Secondo nuove ricerche scientifiche, centinaia di specie di rane assumono colori brillanti per un breve periodo di tempo per migliorare le loro opportunità di accoppiamento, or il nuovo studio “Breeding biology and the evolution of dynamic sexual dichromatism in frogs” pubblicato sul Journal of Evolutionary Biology dalla statunitense Rayna  Bell, dell’università della California – Berkeley e della Smithsonian Institution,  e dagli australiani  Martin Whiting e Grant Webster della Macquarie University, ha rivelato che i maschi di almeno 178 specie di rane subiscono un cambiamento temporaneo del colore durante la loro stagione  riproduttiva.

Alla Smithsonian spiegano che «Le rane incapaci di cambiare colore sono chiamate monocromatiche; quelli che cambiano colore ad un certo punto nel loro ciclo di vita sono dicromatiche. Il colore è importante per l’accoppiamento anche tra rane monocromatiche; i maschi delle popolazioni monocromatiche che raccolgono la maggior parte delle attenzioni dalle femmine sono spesso quelle con le tonalità più suggestive. Ma il ruolo del colore nella corteggiamento delle rane è tanto più intrigante nel caso di esemplari dicromici. Per alcune rane dicromatiche, la variazione del colore è irreversibile: una volta che arrivate alla maturità, la nuova tonalità diventa permanente. Nel gergo degli erpetologi, questo tipo di discromatismo viene chiamato “ontogenetico”». Le rane più note sono però quelle che mostrano un discromatismo dinamico: cioè passano la maggior parte dell’anno con livree meno vistose per mimetizzarsi con l’ambiente, ma assumono colori molto vistosi quado è il momento di accoppiarsi.

Tutto nasce da un progetto sulla colorazione delle rane iniziato nel 2012 dalla Bell  che alla fine ha classificato 178 specie come dinamicamente bicolori. I ricercatori australiani hanno letto lo studio della zoologa americana e le hanno detto di essere molto interessai al suo lavoro. Così hanno iniziato ha inviarle un quantità impressionante di dati per cercare di capire perché le rane australiane fossero cosi tnto dinamicamente discromatiche.

I ricercatori hanno valutato 2.146 diverse specie di rana e hanno identificato una serie di specie nelle quali i maschi cambiano temporaneamente colore quando è il momento di accoppiarsi e la maggior parte delle specie di Hylidae diventa di un giallo brillante,  ma ci sono diverse eccezioni. La nuova ricerca cita esempi di rane che passano a vibranti blu, a un nero profondo e a un verde brillante.

Bell, Whiting e Webster fanno notare che «In realtà è l famiglia delle raganelle arboree Hylidae a distinguersi: delle 355 specie conosciute, 95 sono in grado di cambiare dinamicamente colore e un numero sproporzionato di loro si trova  in Australia».

Whiting del dipartimento di scienze biologiche della Macquarie University, spiega: «Immaginate di essere una rana durante il caos della stagione riproduttiva e di nuotare tra una folla che si è raccolta intorno allo stagno. Come fate a sapere chi potrebbe essere un compagno adatto, per non parlare del fatto se siano maschi o femmine? Una soluzione è quella di utilizzare il colore, e questo è ciò che abbiamo scoperto che molte rane fanno tutto il mondo». Webster, uno studente post-laurea che ha lavorato al progetto, aggiunge: «Le rane femmine non si preoccupano di farlo perché sono il sesso prescelto, quindi, in termini di discromatismo dinamico sessuale, si scopre che le rane in tutto il mondo hanno evoluto questa capacità in modo indipendente».

Se un sesso, in genere quello maschile, è in grado di attivare un colore vistoso, non solo elimina qualsiasi confusione sull’identità sessuale, ma può anche segnalare qualcosa sulle qualità maschili.

«Mentre i display luminosi sono comuni nel regno animale, hanno un costo perché attirano anche l’attenzione indesiderata dei predatori. Una soluzione a questo problema è il cambiamento dinamico del colore per cui un animale può passare da da essere visibilissimo ad essere mimetico, un fenomeno ben noto in animali come camaleonti, polpi e seppie, ma molto meno studiato nelle rane»

I ricercatori hanno esaminato molte foto di rane in cerca di prove sul cambiamento di colore. Per valutare ogni specie, il team ha confrontato le foto dei maschi impegnati nel corteggiamento/accoppiamento – sia quelli che ricercavano attivamente una compagna o in posizione di accoppiamento con una femmina –  con le foto di maschi e femmine al di fuori della stagione riproduttiva

Whiting aggiunge: «La maggior parte sono specie che si accoppiano in grandi gruppi, dove la colorazione distinta dei maschi può migliorare le possibilità di riuscita degli accoppiamenti. Nel trambusto di una grande stagione riproduttiva, essere in grado di identificare rapidamente il sesso opposto e scegliere un compagno adatto è reso molto più facile con un po’di colore brillante».

I risultati del team della Bell suggeriscono che in molti casi i colori di accoppiamento vivaci hanno  un significato intra- sessuale. Nelle specie caratterizzate da eventi di accoppiamento su larga scala, il segnale potrebbe essere più a beneficio degli altri maschi: «Non sono una femmina! Continua a guardare», che per le femmine che ricevono l’assalto degli scapoli eccitati. L’analisi statistica del database creato dai ricercatori non solo mostra una correlazione tra la presenza di un “accoppiamento esplosivo” nelle specie di rane  tropicali e la presenza di dicromatismo dinamico, ma suggerisce anche che il primo di questi massicci eventi di riproduzione ha preceduto lo sviluppo delle rane e la capacità di cambiare colore. «Da un punto di vista evolutivo, questa constatazione è molto eccitante – ha detto la Bell — Questo è l’ordine che ci si spetterebbe. se è giusta l’ipotesi che la capacità dinamica di cambiare colore delle rane sia cambiata come conseguenza dei loro modelli di riproduzione- Se le cose sono correlate, non significa necessariamente che una cosa porti all’altra. Ma visto l’ordine degli eventi è un po’ più convincente. C’è qualcosa che riguarda le spinte per potersi riprodurre con successo in questi grandi gruppi riproduttivi di rane: avere questi colori sembra essere vantaggioso in quella situazione sociale».

Bell riconosce che «A questo punto ci sono sicuramente più domande che risposte. Studi dettagliati sul comportamento di specie particolari, potrebbero frci comprendere meglio il significato pratico dei cambiamenti di colore, così come di altri comportamenti misteriosi delle rane come le segnalazioni con le mani e i piedi. E un’analisi più approfondita dell’endocrinologia alla base  delle transizioni delle rane Hylidae , oltre ai limiti della vista della rane – in particolare in condizioni di scarsa luminosità, nelle quali molte  di loro vivono – potrebbero rendere più chiaro quanto grande sia il ruolo svolto veramente dal colore nel rito di accoppiamento rispetto ai richiami e ad altri segnali».

La Bell crede che le lotte amorose delle rane siano un soggetto sorprendentemente interessante per i ricercatori umani: «E’ interessante pensare alle strategie che l’evoluzione ha dovuto mettere in atto per affrontare le prove e le tribolazioni per trovare un compagno. Ma ciò che realmente si ottiene è la meraviglia, la costante scoperta di nuove specie e comportamenti».

Il nuovo studio rivela quanto sia enorme il lavoro ancora da fare: «Non sappiamo nemmeno quanti tipi di rane ci siano – conclude la Bell –  per non parlare di questa altra cosa (il discromatismo, ndr). E non c’è niente che possa sostituire il vecchio olio di gomito quando si tratta di ricerca sugli anfibi. Se potessimo reclutare altri appassionati delle rane, sarebbe fantastico».