La rara pianta che segnala i diamanti

E’ simile ad una palma ma ha le radici aeree come le mangrovie, e cresce solo dove c’è kimberlite

[6 maggio 2015]

Nel suo studio “Discovery of a Kimberlite pipe and recognition of a diagnostic botanical indicator in NW Liberia”, Stephen Haggerty sembra aver fatto una scoperta molto promettente per l’industria dei diamanti ma che potrebbe avere diversi rischi per l’ambiente

La kimberlite, che contiene diamanti, è presente nel Man Shield, un’area fortemente erosa dell’Africa Occidentale  e piccoli tubi di kimberlite, generalmente inferiore ad 1 ettaro, sono noti in Guinea, Sierra Leone e Liberia, dove i diamanti sono stati una delle cause dei disordini politici e delle guerre civili Haggerty, un geologo della Florida International University, spiega su  Economic Geology che l’esplorazione di giacimenti più grandi è stata gravemente ostacolata dalla fitta vegetazione tropicale che impedisce di individuare le formazioni geologiche che potrebbero ospitare diamanti. Dopo alcuni anni di intensa esplorazione per conto della  Youssef Diamond Mining Company in un’area alluvionale nel nord-ovest della Liberia, intensamente sfruttata da molti minatori artigianali e che è stata una delle principali fonti di “diamanti di sangue”, Haggerty e segnalata da un insolito indicatore botanico. Il  Pandanus candelabro  che dicono, «E’ ora conosciuto esclusivamente sul tubo e non nell’eluvium che ricopre le adiacenti dighe di kimberlite».

Haggerty ricorda che «Le piante ( Lychnis alpina ) sono state ampiamente utilizzate fin dal Medioevo per il rame in Svezia e con Haumaniastrum katangese, più di recente in Africa. Altre piante si sono evolute per stabilizzare fisiologicamente i metalli pesanti (U, Pb, Zn, Ni, Cr, Ba, Pb, Zn) nelle foglie e nella corteccia. Colline delle termiti sono stati utilizzate per l’esplorazione dei diamanti come indicatori di minerali kimberlitici (ilmenite, cromite, granato, pirosseno) in Botswana, Stati Uniti e Australia, ma con la sua identificazione il Pandanus candelabro, con le sue radici aeree, è la prima pianta ad essere descritta ad avere una marcata affinità con i tubi di kimberlite. Questo potrebbe drasticamente cambiare la dinamica di esplorazione di diamanti in Africa occidentale, dato chela mappatura e il campionamento geobotanico è più economico nei terreni difficili».

Quindi questa pianta spinosa simile ad una palma potrebbe essere un indicatore dei tubi di kimberlite –  colonne o “carote” di roccia vulcanica di centinaia di metri di diametro che si estendono in profondità nella Terra –  lasciati da antiche eruzioni che hanno portato verso la superficie i diamanti contenuti nel mantello del nostro pianeta. Ma se davvero la pianta è un indicatore di possibili giacimenti di diamanti «I cercatori le salteranno addosso come matti»,  dice a Science Steven Shirey, un geologo specializzato nella ricerca di diamanti della Carnegie Institution for Science. Haggerty sospetta che la pianta si sia adattata ai suoli con kimberlite, ricchi di magnesio, potassio e fosforo: «Sembra che siano un ottimo fertilizzante».

I tubi di kimberlite sono rari e degli oltre 6.000 tubi kimberlite conosciute in tutto il mondo, circa 600 contengono diamanti., di questi, solo una sessantina sono abbastanza ricchi di diamanti di qualità da rendere economico estrarli. In Africa Occidentale ci sono molti piccoli minatori artigianali – in gran parte illegali –  che setacciano i sedimenti fluviali in cerca di diamanti provenienti da qualche tubo di kimberlite eroso a monte. Ma alcuni tubi si trovano nella giungla fitta che «E’ assolutamente impenetrabile», dice Haggerty, che dagli anni ’70 lavora in Liberia e che per trovare i minerali kimberlite ha utilizzato barre in acciaio ondulato per dragare campioni dal terreno paludoso. Nel 2013, vicino a un’area chiamata Camp Alpha,  ha scoperto un nuovo tubo di kimberlite lungo 500 metri e largo 50 metri ed nel terreno che lo ricopre sono stati già 4 diamanti, ma a cosa più importante è stata il ritrovamento di una pianta spinosa che sembrava crescere solo sul terreno sopra il tubo di kimberlite, che arriva ad oltre 10 metri di altezza e che ha radici aeree simili a quelle delle mangrovie, La popolazione locale utilizza le fronde della pianta  e per coprire i tetti.  I botanici britannici del Royal Botanic Garden e con quelli americani del Missouri Botanical Garden hanno identificato provvisoriamente la pianta come Pandanus candelabro , una specie poco conosciuta di una famiglia il cui areale si estende dal Camerun al Senegal e Haggerty è convinto che «Potrebbe essere una sottospecie o una specie del tuttonuova». Il Pandanus candelabro  è presente anche sopra un altro tubo di kimberlite 50 km a sud-est di Camp Alpha , ma non sembra crescere altrove.

Haggerty ha portato sul posto dove ha trovato la pianta che segnala i diamanti dei macchinari pesanti e nel 2016, dopo la fine della stagione delle piogge, valuterà i campioni del terreno sopra il tubo di kimberlite di Camp Alpha per vedere se vale la pena aprire una miniera, intanto vuole continuare ad analizzare la pianta e il terreno di kimberlite per vedere esattamente come vengono scambiati i nutrienti. Inoltre vuole capire se il Pandanus candelabro  può essere riconosciuto attraverso immagini aeree o satellitari perchè «Questo potrebbe aiutare le nazioni dell’Africa occidentale a trovare e sviluppare giacimenti di diamanti».

Un rischio per l’ambiente ma anche una possivb bilità pèer Paesi devastati prima dalle guerre civili per i diamanti e le risorse e poi dall’epidemia di Ebola. Diversi esperti minerari sono convinti che, con una sua individuazione puntuale, la kimberlite potrebbe offrire entrate, senza gravi danni per l’ambiente perché i tubi spono stretti e verticali, con aree di escavo molto più piccole rispetto, ad esempio, alle miniere di rame ed oro a cielo aperto: Inoltre le scorie dello scavo della kimberlite sono praticamente dei fertilizzanti. Troppobello per essere vero, anche perché per raggiungere i tubi di kimberlite segnalati dal Pandanus candelabro bisognerà comunque farsi strada nella giungla impenetrabile che fino ad ora aveva conservato il segreto della pianta che ama i diamanti.