La Regione, Olt e la pesca

[13 dicembre 2013]

La Giunta regionale ha recentemente deciso di istituire un tavolo in regione per verificare le limitazioni dell’attività di pesca e i conseguenti eventuali effetti nel settore della pesca professionale a seguito dell’istallazione del rigassificatore di Livorno.

L’area interessata dalla presenza dell’impianto, insieme alla circolazione delle navi ad esso collegate, si inserisce infatti in una zona vicina ad altre aree interessate da limitazioni alla attività di pesca professionale derivanti da norme ambientali connesse alla gestione di parchi marini con la conseguenza di aggravare di altri oneri l’attività di pesca professionale.

Per chi l’avesse dimenticato forse è bene ricordare che la vicenda del rigassificatore iniziò alla fine del 2004 all’insegna di vivaci polemiche sulla sua pericolosità, compatibilità con il santuario dei cetacei e il paesaggio. Il via da parte della segreteria del santuario fu dato quasi clandestinamente  e in poche righe. Dopo quasi un decennio e nell’imminenza della sua inaugurazione probabilmente a seguito anche di recenti vicende allarmanti come i bidoni al veleno che si sono aggiunti al disastro del Giglio ed anche alle misure sempre più severe dell’Unione europea sulla pesca la regione ha avvertito l’esigenza di verificare se la portata dell’impianto non rischia di avere effetti negativi sulla condizione delle acque che di tutto hanno bisogno tranne che di nuove fonti inquinanti ma neppure di ulteriore estensione delle aree in cui vietare la pesca.

Da qui il tavolo che riunirà con la Regione le province di Livorno e Lucca, i comuni di Viareggio e Livorno, le capitanerie di porto di Livorno e Viareggio, l’area marina protetta delle Secche della Meloria, il CIBM, l’ARPAT, Federpesca, Lega pesca, Federcoopesca. Vedremo i risultati ma nell’attesa può non essere inutile qualche rapida considerazione sul significato di questa iniziativa che conferma il rilievo regionale, nazionale e internazionale che hanno ormai assunto i problemi della pesca e più generale della tutela ambientale dei mari sempre più regolata da norme, patti e direttive a cui dobbiamo conformarci pena spesso di sanzioni pepate.

Non è certo un caso che il protocollo della regione faccia esplicito e diretto riferimento ai parchi marini. Ecco perché in più occasioni anche recenti discutendo del dopo porto di Boccadarno e dei problemi del nostro litorale abbiamo tanto insistito per affrontare questi problemi nella loro nuova dimensione d’intesa anche con vari soggetti alcuni dei quali è previsto che siederanno anche al tavolo regionale.

Una occasione in più per non perdere altro tempo.