La regione Sicilia vuole abolire i guardiaparco dei Nebrodi

Legambiente: «Inaccettabile. La vigilanza ambientale si rilancia con nuove assunzioni o favorendo in Sicilia la presenza dei Carabinieri Forestali»

[27 marzo 2018]

Nella finanziaria 2018 proposta dal governo regionale di centro-destra della Regione Sicilia c’è la proposta  di abolire il Corpo di vigilanza del Parco dei Nebrodi e di spostare i Guardiaparco nelle stazioni forestali della Provincia di Messina e secondo Legambiente Sicilia «E’ una proposta inaccettabile, costituisce un gravissimo arretramento per il mondo delle aree protette e non risolverebbe alcun problema dell’agonizzante Corpo Forestale Regionale».

Gli ambientalisti ricordano che «Innanzitutto la legge regionale 14/88 sulle aree protette prevede l’obbligo per tutti gli enti parco di dotarsi di uno specifico corpo di vigilanza e quindi invece di sopprimere quelli dei Nebrodi, andrebbero costituti i Guardiaparco anche su Madonie, Etna , Sicani ed Alcantara. Inoltre il Parco dei Nebrodi interessa diversi comuni ed estesi superfici boscate delle province di Catania ed Enna e delicati territori verrebbero privati di un importante presidio facendo confluire i Guardiaparco solo nelle strutture della provincia di Messina».

Il Cigno Verde siciliano ricorda che «Tale soluzione, che riguarda solo 30 unità di personale, oltre a dare una mazzata al Parco dei Nebrodi, non risolverebbe in alcun modo i problemi strutturali del Corpo Forestale Regionale che versa in uno stato di coma irreversibile per i continui pensionamenti, per le promozioni in massa ai gradi di ufficiale, per la mancanza da decenni di giovani agenti e sottufficiali, per la chiusura di numerosi distaccamenti sul territorio».

Legambiente Sicilia conclude: «I pressanti problemi di assenza di vigilanza a fini ambientali, di tutela dei boschi e di lotta agli incendi si affrontano o reclutando qualche centinaio di nuovi agenti ed ispettori, come sta facendo per esempio la Provincia Autonoma di Trento per il proprio Corpo Forestale Provinciale, o, meglio ancora, favorendo definitivamente la diffusione capillare sull’intero territorio siciliano dei nuovi comandi dei Carabinieri Forestali, come sta avvenendo con importanti risultati nelle regioni a statuto ordinario dopo l’accorpamento nei Carabinieri del soppresso Corpo Forestale dello Stato».