La Regione Veneto riduce il Parco della Lessinia per far cacciare nelle nuove zone contigue

Legambiente: con la scusa dei cinghiali si smantellano le aree protette anche per sparare ai lupi

[30 dicembre 2017]

Antonio Nicoletti, responsabile nazionale Aree protette di Legambiente, denuncia che «La regione Veneto modifica tutela Parco della Lessinia ora si può cacciare nel perimetro protetto declassato ad area contigua. La scusa è contenere cinghiali ma l’obiettivo rimane poter sparare al lupo e smantellare le aree protette».

Il Parco Regionale della Lessinia, istituito nel 1990, si estende (0 meglio si estendeva) su oltre 10.000 ettari sull’altopiano dei Monti Lessini e difende (o meglio difendeva) «una sorprendente varietà di testimonianze naturalistiche, storiche e archeologiche di inestimabile valore«. Legambiente ed altre associazioni criticano da tempo la politica ambientale della Regione Veneto e dicono che molte aree protette del Veneto si trovano sotto un duro attacco: si vuole limitare l’estensione e ridurre i poteri di gestione.

La conferma arriva da Stefano Valdegamberi,  consigliere regionale del Gruppo Misto, che esulta: «E’ passato un anno dall’approvazione della norma della Finanziaria regionale, da me proposta,  che obbligava alla revisione del perimetro del Parco Regionale della Lessinia, introducendo all’interno le “aree contigue” o pre-parco, La Giunta Regionale, sulla base delle proposte avanzate dai diversi consigli comunali dei comuni interessati, ha approvato oggi la proposta della nuova perimetrazione e zonizzazione, che verrà portata quanto prima all’approvazione del Consiglio  Regionale. Ringrazio l’assessore Corazzari per l’attenzione dimostrata. Il Parco un tempo era stato calato dall’alto sulla gente della Lessinia. Ora, invece, si è avuto un approccio partecipativo dal basso, coinvolgendo gli amministratori locali. L’incerta e imprecisa perimetrazione del passato aveva comportato non poche difficoltà applicative delle norme di protezione. Ora i confini sono ben più chiari e individuabili.  L’introduzione delle aree contigue permetterà di migliorare la cattura dei cinghiali che stanno provocando danni all’agricoltura e mettendo a rischio la sicurezza dei cittadini”. Il consigliere quindi conclude: “In Primavera arriverà in  Consiglio la nuova legge sui Parchi Veneti che introdurrà una visione meno burocratica e vincolistica dei parchi, garantendo il giusto equilibrio tra sviluppo e protezione. Sarà l’ulteriore tassello di riforma per fare dei Parchi degli alleati e non dei nemici del territorio»,

In realtà, approfittando delle feste di fine anno, la maggioranza di centro-destra del Veneto ha ignorato  l’appello regionale “Aree Protette Tesoro del Veneto” ,  promosso da nove importanti realtà associative regionali e sottoscritto da oltre centinaio di sigle e la nuova legge citata da Valdegamberi è proprio quella che preoccupava la ex presidente di Legambiente Rossella Muroni che a marzo aveva denunciato che «Le aree protette del Veneto si trovano sotto un duro attacco da parte della maggioranza che governa la Regione che, con la scusa dei danni provocati dai cinghiali alle attività agricole, vuole ridurre il perimetro del Parco dei Colli Euganei e del Parco della Lessinia. Nessuno nega che in queste aree protette la fauna selvatica stia creando problemi alle attività agricole, ma non è con la riduzione dei perimetri dei parchi che si risolve il problema. Lo sa bene anche il Consiglio dei Ministri che ha deciso di impugnare il collegato alla legge di stabilità regionale 2017 (LR Veneto n. 30 del 30/12/2016) anche [ma non solo – ndr] per la presenza dei famigerati articoli 70 e 71 che violano il codice dei beni culturali e la Costituzione in materia di tutela del paesaggio. Occorre invece rilanciare le aree protette, investire nelle strategie di conservazione della biodiversità, dare un assetto stabile ai consigli direttivi dei parchi e nominare i presidenti degli Enti interrompendo la lunga serie di commissariamenti politici di questi territori».

E’ lo stesso sito del Parco Regionale della Lessinia a spiegare cosa c’è in gioco: « La Lessinia offre la possibilità di osservare cervi, caprioli, camosci alpini, marmotte, volpi, donnole, faine, lepri, scoiattoli e ghiri oltre a numerosi specie di avifauna selvatica come l’aquila reale, il falco pellegrino, il gallo cedrone, il fagiano di monte, la civetta capogrosso, il picchio nero e il merlo acquaiolo. Presenti nel territorio del Parco anche l’istrice e il lupo che ha recente ricolonizzato la Lessinia con lo straordinario evento di rilevante interesse naturalistico e scientifico, accertato nel 2012 della formazione di una coppia tra una femmina di lupo italico e un maschio appartenente alla popolazione dinarico-balcanica e la cucciolata nata nel 2013».