La scia “sonora” delle code delle ali delle falene luna confonde i pipistrelli

Le meraviglie dell’evoluzione in una “guerra” che dura da 60 milioni di anni

[17 febbraio 2015]

Lo studio  “Moth tails divert bat attack: Evolution of acoustic deflection”, pubblicato oggi  su Proceedings of the National Academy of Sciences (Pnas) da un team di ricercatori delle università statunitensi di Boise della Florida e della Northeast Ohio Medical University, rivela un’altra meraviglia della natura e dell’evoluzione.  «Pipistrelli e  falene sono  impegnati in una guerra acustica da più di 60 milioni di anni – scrivono i ricercatori – Ma quasi la metà delle specie di falene sono prive di orecchi per rilevare i pipistrelli anche se fanno fronte ad una intensa predazione da parte dei pipistrelli».

Gli scienziati statunitensi hanno ipotizzato che le lunghe code di un gruppo di falene apparentemente inermi, i saturnidi (Saturniidae) siano in realtà una strategia anti-pipistrello “progettata” per deviare gli attacchi di questi predatori alati.  L’ipotesi si è rivelata azzeccata perché, utilizzando la videografia ad infrarossi ad alta velocità i ricercatori hanno dimostrato che, in più della metà delle interazioni falena-pipistrello,  le “scie” prodotte dalle code delle falene luna attirano gli attacchi dei pipistrelli basati sull’eco-localizzazione su  queste appendici non essenziali. «Inoltre abbiamo dimostrato che lunghe code si sono evoluti in modo indipendente più volte nelle  falene saturnidi – dicono i ricercatori –  Questa scoperta espande la nostra conoscenza sulle strategie di  deflessione anti-predatoria, sui limiti del sonar dei pipistrelli e sulla la portata di una corsa agli armamenti evolutivi di lunga durata».

E’ noto  che gli animali hanno evoluto adattamenti per confondere i predatori che si basano a sulla vista, ma i ricercatori si sono posti il problema di come le  falene luna riuscissero a sfuggire ai pipistrelli serotini bruni (Eptesicus fuscus) con un tasso di sopravvivenza notevole: intorno al 47% in più per le falene con le code rispetto a quelle che non avevano più queste appendici e dicono che «Il vantaggio dell’”hindwing” delle code è equivalente al vantaggio conferito alle falene con le orecchie per il rilevamento del pipistrello rilevamento. Le code delle falene attirano gli attacchi dei pipistrelli a queste parti delle ali durante il 55% delle interazioni tra pipistrelli e falene luna integre».

Gli scienziati hanno analizzato la cinematica del volo di falene con e senza code e sembra che le appendici abbiano un ruolo minimo nelle prestazioni di volo. Il “trucco” però funziona, visto che la filogenesi delle falene luna ha portato alla scoperta che le lunghe code si sono evolute per 4 volte  in modo indipendente nelle falene saturnidi, probabilmente  grazie al vantaggio selettivo di questa strategia anti-pipistrello.

Lo studio sottolinea che «Le tattiche diversive sono forse più comuni di quanto si creda nelle interazioni predatore-preda. La nostra scoperta suggerisce che concentrandosi sulle ecologie sensoriali dei predatori chiave si riveleranno tali contromisure nelle prede».

Insomma, la scia sonora lasciata dalle code delle ali delle falene distogli confonde l’eco-localizzazione dei pipistrelli e quelli che a noi sembrano delicati “fronzoli” che adornano le ali dei lepidotteri sono in realtà un sofisticato ed elegante display che può confondere sonar dei pipistrelli per evitare un attacco mortale.

Per scoprirlo i ricercatori statunitensi hanno catturato circa 200 falene lunaed a metà di loro hanno tagliato le code delle ali. Poi hanno mischiato le falene luna integre e quelle mutilate insieme ad altre falene brune senza le vistose code delle luna. I lepidotteri sono stati poi messi in una zona delimitata da una rete dove i ricercatori tenevano 8  serotini bruni affamati e con telecamere ad infrarossi ad alta velocità e registratori di ultrasuoni hanno registrato il massacro delle falene. E’ così che hanno scoperto l’elevato livello di sopravvivenza delle falene luna integre e che i pipistrelli prendevano di mira le lunghe code e non i corpi “appetitosi” della falene. Alla fine erano sopravvissuti il 50% degli esemplari delle falene luna con le code, mentre tutte quelle private delle code erano state mangiate dai pipistrelli. Gli scienziati hanno calcolato che una falena luna senza code ha 9 volte più probabilità di essere mangiata al primo colpo da un pipistrello. Quindi le code delle falene luna, che non servono a volare meglio, creano un diversivo, una scia sonora che confonde il sonar dei pipistrelli.

Allora gli scienziati statunitensi si sono chiesti se questa tattica sia utilizzata anche da   altre specie e per scoprirlo hanno misurato la lunghezza della coda di oltre 100 altre specie di falene affini. Quindi hanno analizzato le relazioni evolutive tra le falene ed è così che hanno scoperto che p anche per atre specie di lepidotteri notturni queste code alari forniscono un netto vantaggio per evitare di essere mangiate da un pipistrello.

Probabilmente altre incredibili strategie anti-predatorie sono s ancora sconosciute ed aspettano solo di essere scoperte , conclude il team di ricerca e, come per il sonar dei pipistrelli, il segreto per scoprire i trucchi della natura potrebbe essere quella di cominciare dal comportamento di caccia di un predatore, che può essere tattile, uditivo o olfattivo, e scoprire come le sue prede si siano adattate per evitarlo.