Proteggere le tartarughe marine seguendone le rotte con i satelliti

La storia di Go Go Luce di Montecristo, la più piccola tartaruga marina mai studiata in Italia

L’eccezionale viaggio di una tartarughina di 30 cm tra Arcipelago Toscano, Corsica e Sardegna

[10 febbraio 2015]

L’Università di Pisa ha presentato i risultati del progetto Caresat,  finanziato all’interno del programma della Regione Toscana Go Green Mare 2014 e che punta a «Studiare le rotte dalle tartarughe comuni (Caretta caretta) che frequentano le acque della Toscana utilizzando tecniche di telerilevamento satellitare, in modo da migliorare la loro conservazione nell’area».

Caresat si è appena concluso e per circa due mesi il team di ricerca dell’Ateneo pisano guidato dal Paolo Luschi ha studiato gli spostamenti di Go Go Luce, un piccolo esemplare di soli 38 centimetri, ritrovato dal Corpo Forestale al largo dell’Isola di Montecristo, nel Parco nazionale dell’Arcipelago Toscano, e poi curato e riabilitato dal Centro recupero tartarughe marine di Talamone (Gr) del Parco regionale della Maremma.

Luschi, del dipartimento di Biologia dell’Università di Pisa, sottolinea che «E’ la prima volta in Italia che vengono studiati gli spostamenti di  un esemplare così piccolo al momento del rilascio Go Go Luce aveva una lunghezza di soli 38 cm e proprio per questo abbiamo applicato al carapace una trasmittente speciale, di soli 49 grammi di peso, che ha comunque fornito localizzazioni frequenti e di buona qualità, consentendoci di ricostruirne la rotta».

Seguendo Go Go Luce il team pisano ha scoperto che il piccolo rettile marino si è  allontanata dalle coste della Toscana meridionale, dove era stato rilasciato, per fare tappa molto più a nord, nell’Isola di Capraia, sempre nel Parco dell’Arcipelago Toscano, per poi costeggiare la Corsica da nord a sud, fino ad attraversare le bocche di Bonifacio e scendere lungo la costa occidentale della Sardegna. Altre fonti dicono che da fine dicembre il segnale di Go GO Luce non viene più ricevuto, probabilmente dipende da un incidente al trasmettitore, speriamo che la tartaruga stia bene, intanto ha dato un grosso contributo alla conoscenza degli spostamenti della sua specie tra la coste e le isole toscane, la Corsica e la Sardegna.

Luschi spiega che «Uno degli aspetti che ci ha maggiormente sorpreso è stata la notevole mobilità della piccola tartaruga. In due mesi Go Go Luce ha percorso quasi 30 km al giorno per un totale di circa 1500 km ad una velocità media di oltre 1 km/h».

Il gruppo di ricerca dell’Università di Pisa, studia da più di 20 anni i movimenti e le migrazioni delle tartarughe marine q uesta volta ha utilizzato il sistema satellitare Argos per recepire i segnali delle radiotrasmittenti applicate alle tartarughe marine e che consentono di monitorare gli spostamenti effettuati dalle tartarughe per lungo tempo, in genere vari mesi. Il programma di tracking satellitare delle tartarughe toscane dovrebbe continuare nei prossimi mesi, applicando altre trasmittenti su individui catturati accidentalmente e attualmente in degenza presso centri di recupero toscani.

Lusdchi conclude: «Negli ultimi anni abbiamo monitorato il comportamento di sette giovani tartarughe comuni pescate accidentalmente nelle acque toscane e riabilitati dai centri di recupero di Livorno e Grosseto,  la maggior parte degli animali ha soggiornato a lungo nelle acque toscane vicino al luogo di rilascio, anche se alcuni di essi hanno intrapreso movimenti a lunga distanza verso il Mar Tirreno centro-meridionale e oltre, con una tartaruga che si è spinta fino alla costa occidentale della Grecia».