La storia si ripete: riusciremo a salvare il piccolo dodo di Samoa? [VIDEO]

[20 novembre 2013]

Il dodo di Mauritius è diventato il simbolo del piccolo stato insulare dell’oceano Indiano e anche dell’estinzione, ma non è il solo uccello scomparso in arcipelaghi come le Mascarene. La stessa fine la potrebbe fare un altro arcipelago dall’altra parte del mondo, le isole Samoa, il piccione dentato (Didunculus strigirostris ), che i samoani chiamano manumea e che è conosciuto come piccolo dodo.

James Russell  dell’università di Auckland soiega su Nationa Geographic che  «Questo strano piccione è l’unico membro del suo genere (una misura dell’ unicità evolutiva), ed è anche l’uccello nazionale di Samoa», tanto che figura anche sulle banconote da 20 tala.

Purtroppo, come il dodo, il manumea è diventato un altro simbolo dell’estinzione a causa di una tragica combinazione di cicloni, perdita di habitat e predazione da parte di carnivori introdotti dall’uomo, il che ha fatto scendere i piccioni dentati dalle migliaia di esemplari degli anni ’80 ai rarissimi avvistamenti di oggi.

Il colpo di grazia ai piccoli dodo delle Samoa lo hanno dato i cicloni che negli anni ’90 hanno devastato l’arcipelago diviso tra le Samoa indipendenti e le Samoa Americane, ed ora in quelle isole si può vedere l’estinzione in corso di un animale, nonostante si sappia molto di più di prima sul loro status e sull’urgenza di proteggerli. «Per fortuna, sappiamo anche che l’intervento diretto, come il finanziamento della conservazione degli habitat e l’eradicazione degli animali invasivi può salvare queste specie – dice Russel –  Gli scienziati stimano almeno 16 specie di uccelli sono state salvate dall’estinzione grazie ad un intervento di conservazione diretta. Speriamo che per il manumea non sia troppo tardi per essere salvato».

Il più grande pericolo per i piccioni dentati sembrano essere i ratti, un vero flagello per gli uccelli che nidificano nelle isole.

Nelle Samoa è nata una nuova associazione ambientalista, la Samoa Conservation Society, che punta a ad aumentare la consapevolezza dell’opinione pubblica sulla necessità di proteggere gli habitat unici dell’arcipelago. Il presidente della Samoa Conservation Society, Tofilau Tepa Suaesi, sottolinea che «Ci sono aree con  habitat, piante e uccelli, che sono endemici di  Samoa. Le comunità hanno bisogno di aiuto per capire quello che hanno e come fare per conservare tali risorse ma anche per sostenere i loro mezzi di sussistenza. Perché dalla stessa area che si sta cercando di salvare, forse si dipende per le attività di pesca, per la fauna selvatica, per il cibo, per le medicine e la medicina tradizionale. Così effettuare della ricerca che ci aiuterà a capire il modo migliore per farlo».

Samoa Conservation Society vuole collaborare con le Ong ambientali già al lavoro nel piccolo Paese del Pacifico ed essere il valore aggiunto locale della salvaguardia della natura e sta già lavorando con scienziati neozelandesi e di altri Paesi per rilevare le popolazioni superstiti di piccioni dentati e realizzare un programma di salvaguardia che comprende anche l’allevamento in cattività di Didunculus strigirostris , come parte di un più grande lavoro per salvaguardare l’avifauna delle Samoa.

I samoani sono fiduciosi che, con l’aiuto del team neozelandese e delle altre Ong internazionali riusciranno ad evitare l’estinzione del manumea e che il piccolo dodo samoano non farà la fine del grande dodo di Mauritius.

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