La strana storia dei parcheggi costieri a Portoferraio, vietati nel 2014 e che si possono fare nel 2016

[25 marzo 2016]

Acquaviva 1

La Giunta comunale di Portoferraio, nonostante Legambiente avesse avvertito che l’atto poteva avere dei profili dubbi, ha approvato la delibera sulle aree da destinare a parcheggio temporaneo a servizio delle spiagge per il periodo della stagione balneare dal 15.05.2016 al 39.09.2016 e un cittadino il 23 marzo ci ha mandato una segnalazione fotografica di una ruspa al lavoro accompagnata da una stringata da significativa nota: «Il bando è  uscito solo oggi, ma già ieri era cominciata la corsa all’oro……questa è località  Acquaviva».

D’altronde aspettiamo ancora di capire quale sarà la sorte dello sbancamento/parcheggio costiero di Capo Bianco che venne dichiarato abusivo dal Comune di Portoferraio nel 2015.

Inoltre, non risulta chiaro per quale motivo si ricerchi un’area privata per realizzare un parcheggio a San Giovanni considerando che in quel luogo esiste un ampia area comunale già destinata a parcheggio in corrispondenza del molo del servizio di trasporto marittimo per Portoferraio, poi utilizzata impropriamente per depositare gli inerti residui dell’alluvione del 2002 e ora come area di cantiere per deposito tubi e materiali da costruzione, peraltro in assenza del necessario cartello di cantiere.

Dopo la nostra prima lettera inviata a Comune, Regione e Parco Nazionale su quello che continuiamo a considerare un atto molto strano, esponenti della precedente amministrazione comunale ci hanno fatto sapere che  nella primavera del 2014 diverse richieste di privati per realizzare parcheggi costieri non ebbero seguito, proprio per la mancanza di conformità urbanistica, come d’altronde conferma l’attuale Giunta Comunale di Portoferraio, con la deliberazione n.35 del 18.02.2016,  “RICERCA AREE DA DESTINARE TEMPORANEAMENTE A PARCHEGGIO A SERVIZIO DELLE SPIAGGE”: «Tutto ciò considerato che allo stato attuale lo strumento urbanistico non prevede localizzazioni di queste infrastrutture (solo in seguito al piano strutturale già adottato e da approvare, quindi del nuovo piano operativo si potrà disporre di tali indicazioni da trasformare in opere pubbliche)».

Legambiente Arcipelago Toscano ribadisce che la delibera adottata quest’anno ha gli stessi profili di illegittimità che la precedente amministrazione comunale aveva visto nella proposta dello stesso tipo avanzata da qualche tecnico comunale nel 2014  e che sembra in evidente contrasto con lo strumento urbanistico vigente; in particolare con il Regolamento urbanistico che all’articolo 11 definisce i Vincoli sovraordinati – Invarianti, e con il piano di indirizzo territoriale (PIT) con valenza di piano paesaggistico approvato con la Deliberazione Consiglio Regionale 27 marzo 2015, n.37 , che definisce per l’ambito 16. Colline Metallifere e Elba gli Obiettivi di qualità e le direttive di disciplina d’uso del territorio”. In particolare l’Obiettivo 4 dispone di “Tutelare l’alto valore del paesaggio costiero dell’Isola d’Elba, Pianosa, Montecristo e delle isole minori (Cerboli, Palmaiola, isolotti satelliti elbani e di Pianosa) costituito da peculiari caratteri geomorfologici delle coste rocciose, da un complesso ecomosaico di interesse conservazionistico e da un significativo patrimonio insediativo di valore storico e identitario”.