La top 10 delle nuove specie per il 2016

Dalla tartaruga gigante al minuscolo isopode, le nuove antiche meraviglie del nostro pianeta

[24 maggio 2016]

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Un ominide del nostro stesso genere e una scimmia chiamata “Laia” che potrebbe fornire indizi sull’origine degli esseri umani sono tra le scoperte che il  Suny College of Environmental Science and Forestry (FSE) ha messo nella classifica Top 10 New Species for 2016, che comprende anche un nuovo tipo di tartaruga gigante delle Galapagos, che potrebbe essere una specie simbolo  per la conservazione e l’evoluzione, e due pesci: un drago di mare una rana pescatrice, ai quali si aggiungono tre invertebrati: una piccolo isopode, un coleottero e una libellula con un nome suggestivo, e due piante: una drosera carnivora e un albero alto e fiorito del quale non si era mai accorto nessuno.

Dal 2008, la Top 10 viene compilata ogni anno dall’ International Institute for Species Exploration (IISE) della FSE. Il comitato internazionale dei tassonomisti dell’istituto seleziona le 10 scoperte più eclatanti da circa 18.000 nuove specie denominate durante l’anno precedente. L’elenco viene  reso pubblico intorno al 23 maggio, il giorno della nascita Carlo Linneo, il botanico svedese del XVIII considerato il padre della moderna tassonomia.

Quentin Wheeler, presidente FSE e direttore fondatore dell’IISE spiega perché liste come questa siano importanti: «Nel mezzo secolo passato siamo giunti a riconoscere che le specie si stanno estinguendo a un ritmo allarmante. E’ ora che acceleriamo molto l’esplorazione delle specie. La conoscenza di quali specie esistono, dove vivono e cosa fanno aiuterà a mitigare la crisi della biodiversità e ad archiviare la vita sul nostro pianeta perché non scompaia in natura. Gli scienziati ritengono che ci siano da scoprire ancora 10 milioni di specie, cinque volte il numero di quelle che sono già note alla scienza  Wheeler  cionclude: «Il tasso di descrizione delle specie è di fatto invariato da prima della seconda guerra mondiale. Il risultato è che le specie stanno scomparendo ad un tasso almeno pari a quella della loro scoperta. Saremo in grado di vincere questa gara per esplorare la biodiversità solo se accelereremo il passo. Così facendo  potremo accogliere prove insostituibile delle nostre origini, scoprire indizi  su modi più efficienti e sostenibili per soddisfare i bisogni umani e armarsi di conoscenze fondamentali, essenziali per il successo della conservazione su larga scala».

 

Ecco la Top 10 New Species for 2016:

Tartaruga gigante: 185 anni dopo la Darwin, una nuova specie nelle Galapagos

Chelonoidis donfaustoi è stata scoperta dopo approfondite analisi genomiche e morfologiche sulle tartarughe giganti dell’isola Santa Cruz, che  hanno evidenziato che la popolazione orientale di Chelonoidis porteri  è in realtà una nuova specie. Gli studiosi l’hanno battezzata C. donfaustoi , in onore di un guardiaparco, “Don Fausto”,  che ha dedicato 43 anni della propria vita alla tutela delle tartarughe giganti delle Galápagos

Drosera gigante: una nuova pianta carnivora scoperta su Facebook

La Drosera magnifica” (Minas Gerais, Brasile) è un grande pianta carnivora che può raggiungere i 123 centimetri di altezza ed è la mia prima specie a essere scoperta grazie a una fotografia pubblicata sul social network. Sebbene sia localmente molto abbondante, il suo habitat è estremamente isolato, e fragile: D. magnifica vive esclusivamente sulla cima del Pico Padre Ângelo, a 1.550 metri sul livello del mare. .

Ominidi: La famiglia Homo si allarga

Homo naledi  (Gauteng, Sudafrica). I fossili scoperti nel 2013 all’interno di un sistema di grotte del Sudafrica, provenienti da 15 individui, appartengono a una nuova specie di ominide. H. naledi presenta un insieme di caratteristiche anatomiche inedite, alcune delle quali condivise con altre specie del genere Homo e altre più simili ad Australopithecus . Simile per dimensioni e peso ad un uomo moderno, e con mani e piedi simili all’uomo, la nuova specie ha una scatola cranica più simile per dimensioni ad antenati precedenti che  vivevano tra 2 milioni a 4 milioni di anni fa, così come le spalle, bacino e cassa toracica sono più  simili agli ominidi precedenti che agli esseri umani moderni. Una volta determinata l’età esatta dei resti, avrà implicazioni per la storia antica del nostro genere.

Isopodi: un architetto cieco e inaspettato

Iuiuniscus iuiuensis (Bahia, Brasile). La scoperta di questo microscopico crostaceo di poco più di 9 mm,  cieco e non pigmentato, ha costretto gli zoologi a rivedere l’albero filogenetico degli isopodi e aggiungere una nuova sottofamiglia. I. iuiuensis costruisce con il fango dei rifugi sferici all’interno dei quali compie la muta. Un simile comportamento, osservato in alcune specie di Eurasia e Africa, è del tutto inedito per le specie americane. La grotta in cui è stata scoperta la specie ha il suo unico ingresso al fondo di una dolina e le sue camere interne vengono inondate durante la stagione delle piogge. Sono stati esplorate altre 8 grotte della regione, ma la nuova specie è stato trovato in una sola.

Rana pescatrice degli abissi

Lasiognathus dinema (Golfo del Messico) è un pesce abissale, imparentato con la più famosa rana pescatrice, è stato scoperto nel Golfo del Messico dalla National Oceanic and Atmospheric Administration Usa durante il monitoraggio successivo al disastro ambientale dalla piattaforma petrolifera Deepwater Horizon. Lasiognathus dinema è lungo appena cinque centimetri e ha un’esca le cui caratteristiche sono inedite.

Il  drago marino rosso con le strisce rosa

Phyllopteryx dewysea (Australia Occidentale) è un appariscente drago marino è lungo 2,4 centimetri che sfoggia una livrea color rosso rubino interrotta da strisce rosa. P. dewysea è stato scoperto al largo delle coste dell’Australia occidentale, in acque leggermente più profonde di quelle abitate dalle altre due specie di draghi marini esistenti. A parte il suo aspetto spettacolare, questo strano pesce ci ricorda quanto abbiamo ancora da scoprire sulla biodiversità marina. Se cisono sfuggiti dei draghi marini che vivono in acque poco profonde, che altro non sappiamo ancora?

Il piccolo colettero  orso Paddington”

Phytotelmatrichis osopaddington (Perù) prende il suo nome dall’orsacchiotto Paddington, il protagonista di una fortunata serie di libri per l’infanzia in lingua inglese. Come Paddington, anche Phytotelmatrichis osopaddington proviene dal Perù ma è grande poco più di un millimetro. I ricercatori lo hanno scoperto all’interno di fitotelmi, microscopici ambienti acquatici che si formano nelle cavità di alcune piante dopo le piogge. Quando arrivò alla stazione di Londra l’orso Paddington aveva un cartello con su scritto “Si prega di prendersi cura di questo orso” e i ricercatori sperano che il nome della nuova specie attirerà  l’attenzione sull’orso dagli occhiali andino minacciato di estinzione che ha ispirato i libri di Paddington.

Un nuovo primate che non c’è più: Laia, la piccola scimmia catalana con grandi implicazioni

Pliobates cataloniae (Spagna), soprannominata “Laia” in onore di Sant’Eulalia di Barcellona, era una piccola scimmia femmina vissuta in Spagna 11,6 milioni di anni fa. Laia è precedente alla separazione tra gibboni e ominidi, con i quali condivide un antenato comune, viveva sugli alberi nutrendosi di frutta e misurava 43 centimetri per 4  o 5 Kg di peso. La sua scoperta suggerisce che nel Miocene esistesse una maggiore diversità morfologica di quanto si pensasse e fa emergere la possibilità che i primi esseri umani potessero essere più strettamente legati ai gibboni rispetto alle grandi scimmie.

Un albero fiorito alto 6 metri che finora era stato ignorato

Sirdavidia solannona (Gabon) è un albero, alto fino a 6 metri e con un diametro del tronco di appena 10  centimetri che è stato scoperto ad appena qualche metro alla strada principale del Monts de Cristal National Park in Gabon, in una regione già ampiamente studiata. La struttura dei suoi fiori è talmente diversa dagli altri membri della famiglia Annonaceae da avergli meritato un nuovo genere a sé stante. Anche Il suo parente più vicino è anche un genere con una singola specie, Mwasumbia , che si trova dall’altra parte del continente africano in Tanzania a circa 3.000 km. È interessante notare che i fiori la nuova specie somigliano a quelli di certi Solanum , il genere della famiglia della belladonna, che comprende le patate e i pomodori. .

Umma gumma, la damigella e i Pink Floyd

Umma gumma  (Gabon) è una damigella ed è solo una delle decine di odonati (l’ordine di insetti che comprende anche le libellule) scoperte nel 2015 in Africa. Molte delle nuove specie sono grandi e sgargianti, a smentiscono la diffusa convinzione che siano rimaste da scoprire solo specie piccole o di aspetto anonimo. La specie è stata battezzata Umma gumma in onore del doppio album dei Pink Floyd del 1969

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