A rischio il cibo alla base dell’alimentazione di salmoni, aringhe e sgombri

L’acidificazione degli oceani sta già dissolvendo i gusci della piccole lumache di mare [FOTOGALLERY]

[2 maggio 2014]

Un gruppo di ricerca statunitensi della National Oceanic and Atmospheric Administration (Noaa) e dell’Oregon State University ha trovato la prima prova che l’acidità delle acque della piattaforma continentale sta dissolvendo i gusci degli pteropodi, le piccole lumache marine che nuotano al largo della costa occidentale Usa, che forniscono cibo al salmone rosa, allo sgombro e all’aringa. I risultati dello studio sono illustrati nella ricerca “Limacina helicina shell dissolution as an indicator of declining habitat suitability owing to ocean acidification in the California Current Ecosystem”, pubblicata su Proceedings of the Royal Society B.

I ricercatori stimano che, rispetto all’epoca pre-industriale, la percentuale di pteropodi le cui conchiglie si stanno dissolvendo causa dell’acidificazione degli oceani si sia raddoppiato negli habitat “nearshore” ed che sia sulla strada per triplicare entro il 2050, quando le acque costiere diventano il 70% più corrosive che nell’epoca pre-industriale a causa dell’acidificazione degli oceani di origine antropica.

La nuova ricerca documenta il movimento delle acque acide nella piattaforma continentale, da aprile a settembre durante la stagione dell’ upwelling, quando i venti portano l’acqua ricca di anidride carbonica da una profondità di circa 400 – 600 piedi fino in superficie e sulla piattaforma continentale.

La principale autrice dello studio, Nina Bednarsek, del Pacific Marine Environmental Laboratory del Noaa di Seattle, sottolinea che «I nostri risultati sono la prima prova che una grande frazione della popolazione pteropodi della West Coast è colpita dall’acidificazione degli oceani. La dissoluzione delle conchiglie degli pteropodi costieri indicano la necessità di studiare come l’acidificazione può interessare il più grande ecosistema marino. Queste acque vicino alla riva sono l’habitat essenziale per una grande diversità di specie marine, tra cui molti pesci economicamente importanti, che sostengono le economie costiere e ci forniscono il cibo».

Il team di ricerca, ha scoperto che la più alta percentuale di pteropodi campionati con le conchiglie in dissoluzione era lungo un tratto delle piattaforma continentale che va dal nord dello Stato di Washington al centro della California, dove il 53% degli pteropodi aveva conchiglie gravemente disciolte. L’assorbimento della Co2 di origine antropica da parte dell’oceano sta facendo aumentare il livello di corrosività delle acque corrosive vicino alla superficie del mare dove vivono gli pteropodi.

Un altro autore dello studio, William Peterson, un oceanografo del Northwest Fisheries Science Center della Noaa, a spiega: «Non ci aspettavamo di vedere per diversi decenni degli pteropodi interessati in questa misura nella nostra regione costiera. Questo studio ci aiuterà se confronteremo questi risultati con le osservazioni future per analizzare come i processi chimici e fisici dell’acidificazione degli oceani stiano interessando gli organismi marini.”

Anche per Richard Feely, del Pacific Marine Environmental Lab della Noaa, «Sono necessarie ulteriori ricerche per studiare come le acque corrosive possono interessare altre specie nell’ecosistema. Sappiamo che organismi come le larve di ostriche e gli pteropodi sono influenzati dall’ acqua arricchita di anidride carbonica. Gli impatti su altre specie, come gli altri frutti di mare e le larve o i giovani di pesci che hanno rilevanza economica, non sono ancora pienamente compresi»

Libby Jewett, direttrice del Noaa Ocean Acidification Program, conclude preoccupata: «L’acidificazione degli oceani può avere un impatto sugli ecosistemi marini in un modo da minacciare la sostenibilità delle risorse marine da cui dipendiamo. La ricerca sulla progressione e l’impatto dell’acidificazione degli oceani è fondamentale per comprendere le conseguenze della nostra combustione dei combustibili fossili».