Se l’allarme parchi non allarma

[3 giugno 2016]

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Che dipenda dalla campagna elettorale o dalle vicende referendarie di sicuro c’è che le allarmanti denunce di autorevoli personalità dell’ambientalismo, della cultura e del giornalismo sui rischi che incombono e non solo al Senato sulla Legge dei parchi non ha finora fatto breccia sui mezzi di informazione. Ma soprattutto non sta facendo breccia su chi oggi ha responsabilità dirette di governo e in Parlamento, a partire dal relatore della legge.

Inspiegabili, ad esempio, i silenzi de l’Unità non meno di quelli del Pd. E non parliamo di quelli della rappresentanza dei parchi di cui si sono perse le tracce da tempo e che non a caso la legge del Senato dovrebbe ‘assumere’ scandalosamente nei ‘ruoli’ ministeriali per mettere definitivamente a cuccia una rappresentanza che ha sempre dignitosamente fatto fronte alle sue responsabilità innanzi tutto con chiare e precise proposte.

Proposte che altri per fortuna hanno fatto e stanno facendo anche se finora con non molta fortuna. Penso alle proposte di Nebbia, Emiliani, Pedrotti, Piccioni, Beppe Rossi e molti altri ma anche al Gruppo di San Rossore che non poche proposte le ha raccolte anche in un libro: Cosa urge per i parchi.

Per fare pasticci indigeribili bastavano i vecchi governi e ministri, possibile che quanti vogliono riformare la Costituzione non possano fare di meglio?

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