L’altro dodo: il solitario di Rodriguez che usava le ali come clave

Il dodo aveva un parente poco conosciuto che come lui si è estinto a causa dell’uomo

[4 dicembre 2017]

A metà del XVIII secolo, quando gli Stati Uniti firmarono la dichiarazione di indipendenza, un grosso uccello incapace di volare si estinse silenziosamente su una remota isola nell’Oceano Indiano e non era il dodo (Raphus cucullatus), ma un suo  parente oggi quasi dimenticato: il solitario di Rodriguez (Pezophaps solitaria) come il dodo inadatto al volo inadatto al volo, appartenente alla stessa sottofamiglia di columbiformi (Raphinae) ma endemico dell’isola di Rodrigues, nelle Mascarene.

Oggi Rodrigues è una dipendenza di  Mauritius e ci vivono più di 40.000 persone, ma quando nel 1528 i portoghesi capitanati da Diego Rodrigues – che la chiamò  Ilha autêntica – sbarcarono per primi  su quest’isola che sorge nell’Oceano a 560 km a est dell’isola maggiore,  Rodriguez era disabitata e ricoperta da una fitta foresta.  I navigatori arabi conoscevano già Rodriguez ma furono gli europei a descrivere il “Dodo” che viveva sull’isola boscosa. I maschi erano bruno-grigi e le femmine color sabbia, avevano gambe forti e un collo lungo e fiero … ma nonostante le somiglianze esteriori con il più famoso dodo di Mauritius il solitario Rodrigues venne presto dimenticato.

Vista dal satellite, Rodrigues è circondata da un’enorme piattaforma costiera sommersa e si pensa che il  50% di quella che un tempo ara l’isola emersa sia finita sott’acqua a causa dell’innalzamento de mare e che sia stato questo ad aver fatto da sfondo all’evoluzione di questo enorme “piccione” durata milioni di anni.

È probabile che questo habitat sempre più ristretto abbia portato a un aumento della competizione per cibo e territorio tra gli individui della specie e forse per questo il solitario di Rodriguez avfrebbe evoluto una crescita ossea simile a una clava all’estremità di ogni ala.Gli scienziati sono convinti che i n maschi di questi uccelli estinti usassero le ali in scontri di boxe per il territorio e le femmine e che questi scontri dovessero essere molto duri, visto che parliamo di animali che erano alti quasi un metro e pesavano 28 kg mentre le femmine avevano dimensioni che erano la metà di quelle dei maschi.

Come ha raccontato il programma della BBC “Can we revive extinct species like the Dodo?”, anche se i solitari di Rodriguez si sono estinti molto rapidamente, abbiamo la fortuna di avere delle loro descrizioni molto dettagliate del comportamento grazie al diario di François Leguat, uno dei 7 ugonotti  partiti dalla Francia per creare una colonia protestante alla Reunion e che invece vennero abbandonati su Rodriguez per due anni, dal 1691 al 1693, dove tentarono senza riuscirvi di creare un insediamento.

E’ in quel paradiso/prigione che Leguat incontrò il solitario e scrisse: «Di tutti gli uccelli nell’isola il più notevole è quello che va sotto il nome del solitario, perché è molto raramente visto in compagnia, anche se ce ne sono in abbondanza … Il suo occhio è nero e vivace, e la sua testa senza cresta o escrescenze. Non volano mai, le loro ali sono troppo piccole per sostenere il peso dei loro corpi, servono solo a battersi e le agitano quando si chiamano l’un l’altro»

Leguat descrisse come i solitari di Rodriguez utilizzassero le loro corte ali anche per emettere un rumore che poteva essere udito «a duecento passi» e anche come  un osso delle loro ali for masse all’estremità una massa sotto le piume «grande come una palla di moschetto« che veniva usata come un’arma da combattimento e che, insieme al loro becco era «la principale difesa di questo uccello».

Si tratta di una delle prime dettagliate descrizioni sulla vita e il comportamento di un qualsiasi uccello.

I moderni ricercatori dicono che è probabile che il rumore prodotto battendo le ali fosse un modo sia per attirare le femmina che un monito per i rivali maschi, ma è molto raro che gli uccelli usino le ali per emettere suoni per comunicare  a lunga distanza e questo rende ancora più incolmabile l’estinzione di un animale davverio unico e che da vivo sarebbe apparso davvero sorprendente. Da come ne scrive sul suo diario, è chiaro che Leguat aveva un certo affetto per i solitari di Rodriguez: «Nessuna piuma si stacca dall’altra, sono molto attenti al loro aspetto e si sistemano tutti con i loro becchi».

Affascinati da queste descrizioni, i ricercatori moderni hanno trovato numerose ossa del “dodo” di Rodriguez  sia in c averne che in depositi un po’ in tutta l’isola, ma non ci sono notizie di un solitario di Rodriguez che sia stato portato fuori dall’isola vivo o che sia stata conservata la pelle di uno di loro.

Studiando le ossa, esperti come Julian Hume – autore di Extinct Birds insieme a Michael Wlters  –   hanno notato molte fratture ossee guarite sullo sterno e sulle ali, che confermano quando scriveva  Leguat, che teorizza che gli uccelli si picchiassero spesso l’un l’altro con le loro ali, scontri così forti da fratturarsi le ossa. «Quindi queste descrizioni dagli ugonotti abbandonati sono incredibilmente preziose . dicono i ricercatori – permettendoci di interpretare i resti che hanno lasciato. Mostrano anche il comportamento riproduttivo dell’uccello, che era probabilmente monogamo». Leguat scriveva: «Non depositano mai più di  un solo uovo, che è molto più grande di quello di un’oca: sia il maschio che la femmina lo covano a turno, e il pulcino no  schiude fino alla fine di sette settimane: Tutto il tempo che stanno in cova su di esso, o  allevano il loro pulcino, che non è in grado di provvedere a se stesso per diversi mesi».

La monogamia e la cura parentale condivisa sono comuni negli altri colombi che conosciamo,  compresi parenti viventi più prossimi del solitario di Rodriguez  come il piccione delle Nicobare (Caloenas nicobarica) e i piccioni coronati (Goura scheepmakeri e Goura victoria) e come loro probabilmente il solitario di Rodriguez nutriva i suoi  pulcini “latte di piccione”, una zuppa nutriente ricca prodotta dalle pareti del sacco golare dei genitori. Due genitori sono in grado di produrre più cibo e quindi per un pulcino così grosso  avere genitori monogami e affidabili aumenta il vantaggio competitivo rispetto agli altri uccelli.

Parte del comportamento del solitario descritto da Leguat, inclusa l’aggressività, può essere visto nei piccioni coronati, che aggrediscono chiunque si avvicini al loro sul nido con dei piccoli speroni ossei presenti sulle loro ali, ma il solitario  di Rodriguez spinse questi adattamenti fino all’estremo, trasformando le ossa delle ali in una clava.

Quando Leguat e i suoi compagni naufraghi ce la fecero alla fine a lasciare Ridriguez su una zattera andarono alla deriva per 200 miglia fino a Mauritius, dove arrivaono nel 1693, proprio l’anno in cui si crede si sia estinto l’ultimo dodo che, se fossero riusciti a vederlo, sarebbe risultato molto più goffo de “brutto” del suo elegante parente di Rodriguez.

Anche se  i primi scienziati che studiarono il solitario di Rodriguez lo chiamarono dodo di Rodriguez,  i due uccelli erano il risultato di processi evolutivi sottilmente diversi che portarono a risultati molto diversi de  rappresentano un incredibile esperimento dell’evoluzione mandato a monte dall’uomo.

I due uccelli cugini stretti: probabilmente entrambi discendevano da una specie di piccioni che raggiunse le isola Mascarene milioni di anni fa e che si fermò grazie all’abbondanza di cibo e all’assenza di predatori. In questo paradiso dei piccioni il volo divenne inutile e i due “dodo” ci rinunciarono per  diventare molto più grossi, I fossili trovati e le prove genetiche suggeriscono però che l’ultimo scambio genetico tra il dodo e il solitario di Rodriguez sia avvenuto circa 12 milioni di anni tra, mentre la datazione di alcune rocce su Rodrigues suggeriscono che l’isola abbia 1,5 milioni di anni. Secondo Hume questo  mistero òpotrebbe essere spiegato con l’ipotesi che l’isola  fosse molto più vicine alle altre Mascarene  per poi subire un isolamento genetico con l’innalzamento del livello del mare.

Nonostante siano vissuti in ambienti molto simili, il dodo di Mauritius e il solitario di Rodriguez avevano sviluppato adattamenti diversi per risolvere gli stessi problemi: il dodo aveva un becco molto più grande con una punta uncinata de Hume è convinto che lo utilizzasse nei combattimenti territoriali ed è anche possibile che quello che agli europei sembrò un uccello inerme fosse in realtà aggressivo come il solitario di Rodriguez con i suoi simili, pur non avendo le ali-clave di quest’ultimo, ma minuscoli arti che usava per bilanciarsi.

Mentre grazie all’ugonotto Leguat si sa molto del solitario di Rodriguez, non sappiamo come il dodo si riproducesse, ma probabilmente si comportava come il solitario che depositava un solo uovo su un nido fatto di aghi f di pino sollevato da terra. Proprio questa nidificazione a terra avrebbe portato all’estinzione entrambe le specie

Mauritius venne prima colonizzata dai portoghesi e poi dagli olandesi  che la usavano come tappa per i loro viaggi nelle Indie e questi marinai portarono con loro gatti e maiali domestici e ratti e topi  che furono lasciati allo stato brado, invasero l’isola e diventarono selvatici. Il grosso dodo incapace di volare diventò la preda ideale per i marinai e le loro grandi uova erano cibo molto facile per i mammiferi invasivi, Infatti i  dodo non sapevano più proteggere i loro pulcini e le loro uova.

La stessa cosa successe ai combattivi solitari di Rodriguez che, dopo migliaia di anni di isolamento nella loro remota e minuscola isola si arresero senza lottare ai ratti e ai gatti portati dagli uomini.