L’Antartide non è biologicamente isolata. Il kelp ha surfato per 20.000 km fino al continente ghiacciato (VIDEO)

Piante e animali che vivono in Antartide potrebbero essere più vulnerabili ai cambiamenti climatici di quanto sospettassimo

[18 luglio 2018]

Con la scoperta che delle alghe “straniere” sono andate alla deriva per 20.000 chilometri prima di raggiungere le coste dell’Antartide, lo studio “Antarctica’s ecological isolation will be broken by storm-driven dispersal and warming” pubblicato su Nature Climate Change da un team internazionale di ricercatori guidato dall’Australian National University (Anu) e dall’Universidad de Concepción, fornisce la prima prova che il continente ghiacciato non è isolato dal resto della Terra.

Gli scienziati finora pensavano che le piante e gli animali dell’Antartide fossero distinti dagli altri che vivono in tutto il mondo perché sono isolati, ma questo nuovo studio realizzato da ricercatori australiani, cileni, belgi e sudafricani indica che queste differenze sono quasi interamente dovute al clima estremo dell’Antartide e non al suo isolamento.

A rivelarlo è il viaggio compiuto dal Kelp, un’alga gigantesca, che è anche il più lungo evento di rafting biologico mai registrato e che ha aiutato il team a rivalutare la scienza della deriva oceanica che viene utilizzata per tracciare la plastica, i detriti di aerei caduti in mare e altri materiali galleggianti negli oceani.

Crid Fraser, ricercatore capo della Fenner School of Environment and Society dell’Anu, ha  spiegato che «L’analisi del DNA ha rilevato che un campione di alghe proveniva dalle isole Kerguelen e un altro dalla Georgia del Sud. Il kelp straniero essenzialmente surfa verso l’Antartide con l’aiuto di onde in superficie spinte dal vento durante le tempeste. Questa è una dimostrazione inequivocabile che le specie marine del nord possono raggiungere l’Antartide. Per arrivarci, le alghe dovevano passare attraverso le barriere create dai venti e dalle correnti polari che fino ad ora erano considerate impenetrabili».

Una modellazione mostra come il kelp potrebbe aver raggiunto l’Antartide e Fraser fa notare che questo «Ribalta la comprensione scientifica della dispersione per deriva nell’Oceano Antartico. Le nostre scoperte indicano anche che piante e animali che vivono in Antartide potrebbero essere più vulnerabili ai cambiamenti climatici di quanto sospettassimo».

Per modellare la deriva delle quattro milioni di particelle di kelp virtuali, il team internazionale di ricercatori  ha utilizzato il supercomputer della  National Computational Infrastructure dell’Anu e un’altra autrice dello studio, Adele Morrison dell’Anu e del Centre of excellence for climate extremes dell’Australian research council, che ha condotto le analisi oceanografiche, spiega a sua volta: «I forti venti occidentali e le correnti superficiali dovrebbero portare oggetti galleggianti a nord e lontano dall’Antartide, ma quando viene presa in considerazione l’influenza dirompente delle tempeste dell’Antartide, cambia tutto».

Utilizzando tecniche di modellazione all’avanguardia, il team ha cominciato a vedere come le grandi onde che si formano durante le tempeste potrebbero aiutare i kelp a raggiungere l’Antartide. «Una volta inserito il movimento di superficie basato sull’onde, che è particolarmente pronunciato durante le tempeste – dice la Morrison – improvvisamente alcune di queste zattere biologiche sono state in grado di arrivare sulla costa antartica. Se piante e animali arrivano in Antartide abbastanza frequentemente galleggiando attraverso l’oceano, saranno in grado di stabilirsi non appena l’ambiente locale diventerà abbastanza ospitale».

Il cileno Erasmo Macaya, dell’Universidad de Concepción e del Centro Ideal è il ricercatore del team internazionale che ha trovato la grande alga “aliena” spiaggiata su una spiaggia antartica e conclude: «Le alghe non crescono in Antartide, ma sappiamo che possono galleggiare e possono agire come una zattera, trasportando molte altre piante e animali intercotidali attraverso gli oceani».

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  • New study reveals how foreign kelp surfed to Antarctica