«L’appetito mondiale per le risorse spinge nuove specie verso l’estinzione».

Cambia la Lista Rossa dell’Iucn: compie 50 anni e attualmente comprende 76.199 specie

[19 novembre 2014]

Secondo l’aggiornamento della Lista Rossa delle specie dell’Iucn, che è stato presentato al World Parks Congress  in corso a Sydney, «Per soddisfare il nostro appetito insaziabile  di risorse, la pesca, lo sfruttamento del legname, le attività minerarie e l’agricoltura, tra le altre, minacciano la sopravvivenza del  tonno rosso del Pacifico, del fogu cinese, dell’anguilla Americana e del cobra cinese, mentre la distruzione dell’habitat ha causato l’estinzione di un mollusco malese e della più grande forbicina conosciuta al mondo e minaccia la sopravvivenza di molte altre specie.

Quest’anno la Lista Rossa dell’Iucn  compie 50 anni ed attualmente comprende 76.199 specie, 22.413 delle quali sono minacciate di estinzione. Dato che circa la metà delle nuove specie valutate si trovano in aree protette, l’Iucn chiede una migliore gestione di questi siti per impedire un nuovo declino della biodiversità.

La direttrice generale dell’Iucn, Julia Marton-Lefèvre, ha sottolineato che «Àd ogni aggiornamento della Lista Rossa dell’Iucn, bisogna constatare che il nostro pianeta continua a perdere l’incredibile diversità della vita che sostiene, essenzialmente a causa delle nostre azioni distruttive per soddisfare il nostro appetito insaziabile di risorse. Ma abbiamo le prove scientifiche che attestano che le aree protette possono svolgere un ruolo vitale nel ribaltare questa tendenza. Gli esperti affermano che le specie protette  mal rappresentate declinano due volte più velocemente di quelle che vi sono ben rappresentate. Abbiamo il dovere di aumentare il numero delle aree protette e di controllare che la loro gestione sia efficace perché possano aiutare a salvare il nostro Pianeta».

Nella nuova Lista, il tonno rosso del Pacifico (Thunnus orientalis) è passato dalla categoria a basso rschio a quella vulnerabile, che significa che è ormai minacciato di estinzione. La specie è oggetto di una pesca intensa per rifornire il mercato del sushi e del sashimi. La maggior parte dei tonni pescati sono esemplari giovani e non ancora in grado di riprodursi. Si stima che la popolazione di tonno rosso del Pacifico negli ultimi 22 anni abbia avuto un declino tra il 19 ed il 33%. «Le aree marne protette non assicurano una protezione sufficiente alla specie» dicono gli esperti dell’Iucn  che stimano che per contribuire alla salvaguardia delle specie ci vogliono aree marine protette fino a 200 miglia dalle coste che comprendano le aree di riproduzione.

Bruce Collette, presidente del Tuna and Billfish Specialist Group  della Species Survival Commission Iucn, spiega che «Il valore di mercato del tonno rosso del Pacifico non cessa di aumentare. Tanto che i pescatori non applicano le misure di conservazione e di gestione elaborate per l’Oceano Pacifico Occidentale e Centrale, soprattutto la riduzione delle catture dei giovani, non potremo fare in modo che lo stato di questo pesce migliori a breve termine»

Il pesce palla fugu (Takifugu chinensis) è entrato a far parte della categoria in pericolo critico della Lista Rossa Iucn perché la sua popolazione mondiale in 40 anni è diminuita del 99,99% a causa del sovra-sfruttamento. Cib ricercatissimo in Giappone, fa parte delle 4 principali specie di fogu consumate nello sashimi, anche se è uno dei pesci più tossici e del mondo e deve essere preparato da un vero esperto prima di essere consumato. Il fogu cinese vive in diverse aree marine protette cinesi dove sono state messe in atto misure di salvaguardia e divieti di pesca a strascico, ma secondo l’Iucn «deve essere controllato urgentemente il prelievo per impedire l’estinzione della specie».

L’anguilla americana (Anguilla rostrata), inserita nella categoria in pericolo, è invece minacciata dagli ostacoli artificiali realizzati lungo i fiumi che risale durante la sua migrazione, dalla perdita di habitat, dai parassiti, dall’inquinamento e dal prelievo di acqua e ghiaia. Anche l’anguilla giapponese (Anguilla japonica) è nella stessa categoria della Lista Rossa Iucn ed allevamenti intensivi di anguille nell’Asia orientale tentano di ricostruire gli stock di inseminazione con altre specie, come l’anguilla americana. Ma questo ha fatto moltiplicare il bracconaggio di anguille americane negli  Usa. Tutte queste minacce insieme esercitano una forte pressione sull’Anguilla japonica   ma l’Iucn dice che «Misure di conservazione dinamica potrebbero migliorare il suo stato».

Il cobra cinese (Naja atra) è entrato a far parte della Lista Rossa Iucn come specie vulnerabile perche la sua popolazione in 20 anni è diminuita tea il 30 e il 50%. Questo serpente vive in un areale che va dal sud-est della Cina a Taiwan e dal nord del Vietnam al Laos, dove è una delle specie animali più esportate verso  Hong Kong, dove è considerato un cibo prelibato. Il cobra cinese vive in aree protette come le riserve naturali di Ailaoshan e di Daweishan nello Yunnan e il Parco nazionale Kenting a Taiwan.  Anche se il commercio internazionale della specie è regolamentato, per l’Iucn bisogna rafforzare le iniziative nazionali di salvaguardia  per garantirne la sopravvivenza. Jane Smart, direttrice del Biodiversity Group dell’Iucn, è molto preoccupata: «Il mercato alimentare in piena espansione esercita delle pressioni non sostenibili su questa specie, tra le altre. Bisogna imporre senza perdere tempo degli stringenti limiti sul prelievo e prendere delle iniziative appropriate per proteggere gli habitat».

L’aggiornamento della Red List mette sotto I riflettori anche diverse specie colpite dalla distruzione dei loro r habitat, in particolare le 66 specie di camaleonti minacciate di estinzione, ma la cosa sarebbe ancora peggiore se non ci fossero le aree protette. Il camaleonte Kinyongia matschiei, endemico dei monti Usambara orientali della Tanzania e che è considerato in pericolo, come molte altre specie di camaleonti utilizza i colori per comunicare: diventa più scuro quando è stressato ed arrotola la coda attorno ai rami  per mettersi al sicuro. Il Kinyongia matschiei  è presente nella Riserva naurale Amani, dove è minacciato dall’espansione dei terreni agricoli e dalla produzione di carbone di legna e dall’abbattimento degli alberi.

Anche la farfalla Ocybadistes knightorum è entrata nella Lista Rossa direttamente m nella categoria in pericolo. Vive solo in Australia, nella regione costiera del Nuovo Galles del Sud, ed è minacciata soprattutto dalle piante invasive introdotte e dallo sviluppo costiero che stanno distruggendo il suo habitat che fortunatamente si trova in parte in aree protette come il Bongil Bongil National Park e il Gaagal Wonggan (South Beach) National Park che con una buona gestione potrebbero salvare la specie. Le piante invasive vengono gestite in alcune riserve, dove alcuni appezzamenti di terreno hanno ben risposto all’eradicazine delle “aliene” il che fa prevedere un ripristino riuscito degli habitat.

Purtroppo l’aggiornamento della Red List ha decretato l’estinzione di due specie. La Plectostoma sciaphilum, una chiocciola che viveva solo in una collina calcarea della penisola della Malesia che è stata completamente distrutta da una cava gestita da una multinazionale, altre specie sono a rischio estinzione per la stessa ragione, ma alcune compagnie minerarie stanno iniziando a prendere le misure necessarie per ridurre il loro impatto, ma l’Iucn chiede misure un maggiore impegno per evitare nuove estinzioni.

Anche la forbicina gigante di sant’Elena (Labidura herculeana), la più grande specie vivente conosciuta di forbicina, che può, o meglio poteva, arrivare ad 80 mm di lunghezza, è estinta.  Prima viveva ad Horse Point Plain, un’area protetta di Sant’Elena, n territorio di oltremare britannico, ma l’ultima volta che è stata avvistata risale al 1967. Il suo habitat era stato protetto negli anni ’60, ma è stato degradato dall’eliminazione di tutte le pietre che fornivano riparo a questo insetto e che sono state utilizzate per costruire per costruire case. Come se non bastasse, la forbicina gigante di Sant’Elena si è trovata ad affrontare l’attacco di predatori come topi, ratti ed invertebrati introdotti dall’uomo nell’isola che ha visto morire Napoleone Bonaparte.

Simon Stuart, presidente della Species Survival Commission dell’Iucn conclude: «Queste estinzioni recenti si sarebbero potute evitare con una migliore protezione degli habitat. L’aggiornamento odierno mette in risalto anche due specie di anfibi il cui stato è migliorato grazie alla buona gestione della Riserva Ranita Dorada dove si trovano, in Colombia. Ci dobbiamo dimostrare più responsabili per i nostri atti se vogliamo vedere maggior successi come questo ed avere un effetto positivo sulla salute del nostro Pianeta».