L’attacco di bracconieri, inquinamento e cemento alle Aree marine protette del Vietnam

“Protetto” solo lo 0,17% del mare vietnamita

[18 luglio 2017]

Le Aree marine protette (Amp) del Vietnam stanno affrontando  gravi minacce:  inquinamento, pesca di frodo con la dinamite e l’elettricità e la costruzione incontrollata di infrastrutture turistiche.

Secondo Vietrnam.net, «Queste minacce sono esacerbate dal cattivo coordinamento tra le agenzie statali e le amministrazioni locali». Una situazione critica della quale è consapevole anche il governo centrale comunista di Hanoi, visto che è stata evidenziata durante il Seminario nazionale sulla valutazione dell’efficacia della gestione tenutosi il 14 luglio a  Da Nang e al quale hanno partecipato amministratori di 16 Amp e diverse associazioni.

Nguyen Thanh Binh, vice capo del Dipartimento per la conservazione e sviluppo delle risorse acquatiche del Vietnam ha ricordato che «Solo lo 0,17% della superficie marina totale (1 milione di chilometri quadrati) è stata destinata a una rigorosa conservazione, e noi puntiamo ad aumentarla allo 0,24% nei prossimi anni», un obiettivo lontanissimo dal 10% di mare protetto fissato dalla Convention on bological diversity (Cbd) dell’Onu. Inoltre, come ha ammesso lo stesso Binh , praticamente in nessuna Amp vietnamita esiste una zona dove sia proibita la pesca e «La lenta pianificazione e un quadro giuridico debole sono stati identificati come ostacoli al rafforzamento del rafforzamento delle Amp».

Il funzionario governativo vietnamita ha però aggiunto che per il periodo 2016 – 2020 «sono state previste misure più efficaci, tra cui l’espansione delle Amp, la vigilanza sulla biodiversità e la gestione comunitaria».

Anche il vice capo della direzione della pesca vietnamita, Le Tran Nguyen Hung, si è detto convinto che siano necessarie politiche che permettano alle comunità costiere di passare ad attività economiche meno impattanti sulle Amp, dato che la maggior parte di chi vive vicino alle Aree marine protette vietnamite è povero. «Molte amministrazioni locali si sono concentrate esclusivamente sullo sviluppo del turismo nelle Ampe alcune hanno anche riservato zone fondamentali per questo scopo», ma ha aggiunto che «I finanziamenti inadeguati, i documenti legali ridondanti e la scarsa cooperazione tra le agenzie centrali e le amministrazioni locali devono essere affrontati in modo chiaro e trasparente».

Intanto la Direzione della pesca ndel ministero dell’agricoltura e lo sviluppo rurale del Vietnam ha annunciato la futura istituzione di 4 nuove Amp: Isola di Hon Me, Nam Yet, Phu Quy e Hai Van-Son.

Bui Thi Thu Hien, coordinatore del Marine & Coastal Programme dell’International union for the conservation of nature and natural resources (Iucn) ha sottolineato che «In Vietnam le Amp dovrebbero punire severamente  le violazioni ambientali. La pesca con l’elettricità e la pesca eccessiva stanno ancora avvenendo nelle Amp a livello nazionale, mentre la costruzione di infrastrutture per i servizi turistici è stata incrementata dalle amministrazioni locali. C’è ancora la malintesa convinzione che le Amp siano state istituite allo scopo di servire il turismo. Le barriere coralline e le praterie di alghe sono state degradate, quindi i pesci e le specie marine che vivono nelle barriere coralline sono diminuiti. Nel frattempo, la scarsa qualità delle acque di mare e il pesante inquinamento dei litorali hanno peggiorato la situazione».

Inoltre, Hien ha fatto notare ai funzionari governativi vietnamiti che «Non sono state fatte molte ricerche sulla biodiversità e sullo sviluppo delle barriere coralline nelle Amp» e ha suggerito che ogni Amp riservi parte delle entrate del turismo a migliorare la gestione e la protezione dell’ambiente marino del Vietnam.

Secondo gli ultimi dati ufficiali, nel 2016 l’Ha Long Bay Heritage Management Board ha guadagnato 35 milioni di dollari dai servizi turistici e il 18% di queste entrate è stato restituito alle Amp per attività di conservazione.

Il Vietnam può vantare anche un esempio di successo: nel 2009, l’isola di Cham a Hoi An, riserva mondiale della biosfera dell’Unesco, era  stata considerata un buon esempio di  gestione e nella conservazione e il consiglio di amministrazione all’Amp ha realizzato con successo le campagne “No Plastic Bag” e “No Fishing”.

L’isola di Cham ha vietato la pesca appena sullo 0,5% dei 6.716 ettari su cui si estenda, ma ha annunciato che nei prossimi anni aumenterà la zona di protezione integrale fino al 10% e ha riservato il 50% del totale dei 650.000 dollari di entrate dell’Amp alla conservazione della biodiversità e alle protezione del mare.