L’Australia avvia la più grande eradicazione di gatti (e volpi) del mondo (VIDEO)

Awc e aborigeni: via i predatori invasivi da 650 km2 per reintrodurre 1 marsupiale estinto e 9 rischio

[14 giugno 2017]

Australian wildlife conservancy (Awc) ha avviatp nel Newhaven Wildlife Sanctuary il progetto  “Return of the Mala” che punta alla creazione di una enorme feral cat-free area che si estenderà su almeno 650 chilometri quadrati e l’associazione ambientalista sottolinea che «Questo sarà il più grande progetto di eradicazione dei gatti rinselvatichiti del pianeta». Verranno eradicate anche tutte le volpi presenti nell’area.

La prima fase del progetto Newhaven eradicherà i gatti da una superficie di 8.000 – 15.000 ettari e creerà un rifugio per le popolazioni selvatiche di almeno 10 specie di marsupiali minacciate a livello australiano (e quindi mondiale)  tra cui il Mala (Lagorchestes hirsutus – wallaby lepre rossiccio)  attualmente estinto in natura, il Ratto delle rocce dell’Australia centrale (Zyzomys pedunculatus) e il Bandicoot dorato  (Isoodon auratus). All’Awc dicono che «Questo progetto è unico: per la prima volta, un vasto territorio dell’Australia centrale sarà ancora una volta sede di una biodiversità e abbondanza di mammiferi simili a quelle che esistevano prima dell’arrivo dei coloni europei».

Infatti, il progetto di Newhaven sarà il primo nella storia dell’Australia a tentare di realizzare un significativo aumento della popolazione di più di 10 specie di marsupiali minacciati di estinzione. La fase 1 del progetto prevede la realizzazione di 45 Km di recinzioni protettive per creare un’area libera dai gatti di 9.450 ettari, proteggendo così diversi  habitat, come ad esempio un ambiente roccioso dove vive una popolazione superstite di wallaby delle rocce, una pianura di vegetazione spinosa e dune rosse che ospitano specie vegetali ormai rare, mentre,  appena l’area sarà dichiarata feral cat-free, saranno reintrodotti i piccoli mammiferi estinti a livello regionale. I lavori per realizzare la recinzione anti-gatto sono già iniziati e dovrebbero concludersi entro  6-8 settimane.

La fase 2 del progetto estenderà l’area  feral cat-free  fino a  più di 70.000 ettari, realizzando così la più grande eradicazione di gatti rinselvatichiti del pianeta.

L’intera recinzione a prova di predatori sarà costruita entro l’inizio del 2018; l’eradicazione di gatti rinselvatichiti e volpi avverrà durante il 2017/18; la reintroduzione del Mala e degli altri marsupiali  in via di estinzione avrà inizio nei primi mesi del 2019. La fase uno costerà circa 5 milioni di dollari australiani e durerà 4 anni e fino ad oggi i sostenitori dell’Awc hanno donato quasi 2 milioni di dollari, mentre il  National Landcare Program del governo federale ha concesso un finanziamento da 750.000 dollari. L’associazione ambientalista ha avviato una campagna per raccogliere, con donazioni deducibili dalle tasse,  i 2,25 milioni di dollari australiani che mancano e sollecita tutti a contribuire  per salvare i 10 di mammiferi più a rischio dell’Australia proteggendoli dai gatti rinselvatichiti».

Le comunità e i ranger aborigeni di Warlpiri Rangers stanno svolgendo un ruolo essenziale nella realizzazione del progetto, sia nella costruzione della rete anti-gatti e volpi che nell’eradicazione dei gatti, alla quale le comunità aborigene partecipano già con cani addestrati

Tim Allard, direttore delle operazioni nazionali di  Australian wildlife conservancy ha detto all’ABC che «E’ una soluzione a un problema molto grande. I numeri dei gatti rinselvatichiti variano, ma ogni notte decimano milioni di esemplari di specie autoctone. Vogliamo sbarazzarci dei gatti rinselvatichiti. Al momento, il modo migliore in cui possiamo farlo è la costruzione di una recinzione, eradicando gli animali selvatici al suo interno e reintroducendo gli animali autoctoni. Una volta che otterremo al suo interno un ambiente senza animali selvatici alloctoni, le popolazioni autoctone vivranno».

Allard sottolinea che «Le erbe infestanti, la cattiva gestione degli incendi e gli animali selvatici invasivi sono le i più grandi minacce per la popolazione di animali autoctona dell’Australia», ma aggiunge che «E’ difficile determinare quanto tempo ci vorrà perché le popolazioni autoctone ritornino davvero una volta che il recinto sarà eretto. Sulla base dell’esperienza precedente, quella che abbiamo appena fatto nella nostra proprietà del Monte Gibson nella Western Australia, quello che si ottiene è un risultato abbastanza immediato. La nostra prima specie che abbiamo reintrodotto al Monte Gibson è stata la  bettongia dalla coda a spazzola  (Bettongia penicillata)  e nel giro di pochi mesi stiamo già avendo dei cuccioli di bettongia. Abbiamo reintrodotto  dei bilbies, che si stanno riproducendo, così come i Numbats. Quindi non ci vuole molto a eradicare le minacce e dare loro un habitat in modo che possano sopravvivere e badare a se stessi».

Il responsabile del Newhaven Wildlife Sanctuary, Joe Schofield, ha spiegato a sua volta all’ABC che  la recinzione sarà alta circa 1,8 metri e avrà in cima un top floppy che impedirà a gatti e volpi di saltare all’interno dall’area liberata dai predatori invasivi. Inoltre ci saranno barriere sotterranee che impediranno a gatti e volpi  (ma anche agli stessi marsupiali) di scavare per entrare o uscire. L’intera barriera sarà circondata all’esterno da due fili elettrificati e i ranger aborigeni faranno controlli regolari lungo la recinzione per assicurarsi il perimetro non venga violato.

Sarà invece difficile che l’eradicazione di gatti e volpi faccia tornare nel Newhaven Wildlife Sanctuary il  pappagallo notturno (Pezoporus occidentalis), segnalato anni fa nella zona ma poi mai più avvistato. Schofield spiega: «Sarebbe bello poter pensare che possa essere qui. I pappagalli notturni sono stati trovati in aree che presentano un habitat molto, molto particolare. Purtroppo la storia degli incendi in Australia negli ultimi 100 ha fatto sì che questo habitat specifico sia molto limitato e la probabilità che  attualmente siano qui credo che sia molto bassa».

Schofield però evidenzia i vantaggi dell’eradicazione di gatti e volpi: «Eliminare i predatori dall’area apre tutta una serie di possibilità per il futuro, in particolare quando si guarda al livello della fase d2, nella quale intensificheremo l’eradicazione ino a una superficie 10 volte la dimensione di questa fase iniziale. Pappagallo notturno o no, il progetto potrebbe attirare turisti da tutto il mondo. In due o tre anni sarà come tornare indietro di 200 anni nel passato, prima che sbarcassero gli europei, prima che venissero  introdotti gli animali rinselvatichiti. Saremo in grado di camminare e vedere bilbie, numbati, fascogale. Diventerà un posto fantastico per viverci. Siamo abbastanza sicuri che sarà una drawcard per le persone per venire in Australia centrale. L’Australia centrale è un posto meraviglioso già come è, questo andrà solo ad aggiungere più valore al motivo per venire qui».

Videogallery

  • ABC News 24, Newhaven Fence Story, June 13 2017