L’Australia, rinuncia a tagliare le foreste nella Tasmanian Wilderness

Unesco: no a concessioni forestali in un Patrimonio dell’umanità

[21 marzo 2016]

Tasmanian Wilderness

I governi dell’Australia e della Tasmania hanno rinunciato al loro tentativo di approvare concessioni forestali nella Tasmanian Wilderness, Patrimonio dell’umanità Unesco. Una decisione che arriva dopo che un rapporto dall’agenzia culturale dell’Onu  ha evidenziato che l’area «dovrebbe essere off-limits nella sua interezza per le concessioni commerciali».

La  Tasmanian Wilderness si estende su circa un quinto della grande isola a sud dell’Australia  ed è una delle ultime grandi foreste temperate intatte del mondo, ospita alberi molto vecchii, alcune delle piante da fiore più alte del mondo ed è l’ultima roccaforte per diversi animali che sono o estinte o sono minacciati sulla terraferma australiana

Gli ambientalisti esultano per il rapporto Unesco e per la decisione di dire stop alle concessioni per abbattere alberi.

Nel 2014 il governo australiano aveva chiesto all’Unesco di lo status speciale della foresta per aprirne grandi aere al disboscamento, asswerendo che questo avrebbe favorito la crescita economica della Tasmania, dove la disoccupazione è superiore alla media nazionale australiana. Ma la richiesta, avanzata dal governo dell’ex primo ministro liberaldemocratico ed ecoscettico Tony Abbott, ha scatenato una decisa opposizione di  ambientalisti, scienziati e comunità locali.

Nel suo rapporto pubblicato il 19 marzo, l’Unesco scrive che «non considera una proprietà del patrimonio mondiale, riconosciuta per i suoi eccezionali valori culturali e naturali eccezionali, il luogo nel quale sperimentare concessioni commerciale di qualsiasi tipo». Sia il governo federale australiano  che quello statale della Tasmania hanno detto che si adegueranno alle raccomandazioni dell’Unesco.