L’auto-land-grabbing della Guyana per risolvere il problema della sicurezza alimentare dei Caraibi

[14 marzo 2014]

Il presidente della Guyana, Donald Ramotar, intervenendo al 25esimo Caricom Heads Inter-Sessional Meeting tenutosi a St Vincent e Grenadines, ha riproposto l’appello del suo Paese agli imprenditori e ai governi dei Caraibi  ad investire  nei territori agricoli della Guyana  per raggiungere la sicurezza alimentare.

Precedentemente l’ex presidente della Guyana, Bharat Jagdeo, che è responsabile della Caticom per l’agricoltura, aveva  descritto il suo Paese come il potenziale paniere alimentare dei Caraibi ed aveva invitato tutti i Paesi del Caricom a «Sfruttare le abbondanti risorse agricole della Guyana».

L’agricoltura (insieme alle foreste) rimane uno dei pilastri dello sviluppo in Guyana: il paese sudamericano ha circa 3,3 milioni di ettari di terreni agricoli disponibili. Circa 500.000 ettari vengono utilizzati per coltivare riso, canna da zucchero ed altre coltivazioni di sussistenza.

Ramotar ha sottolineato che «l’offerta è ancora sul tavolo», e ha descritto il nuovo progetto di Santa Fe nella Region Nine come un grande investimento da parte di Barbados, che sta coltivando riso su grande scala in Guyana.  Il presidente guyanese ha aggiunto che «Il governo di Trinidad e Tobago ha mostrato sempre più interesse a questo proposito il che starebbe ad indicare che accetteranno l’offerta per  mandare avanti il protocollo d’intesa che è stato firmato tra i due Paesi con il quale sarà reso disponibile un territorio per gli investitori e gli agricoltori per sviluppare l’agricoltura».

Ramotar ha anche delineato i piani di “auto-land-grabbing” della Guyana per attirare nuovi investimenti in grandi coltivazioni nel sud del Paese e per la costruzione di nuovi impianti agricoli. Già nel luglio 2013, durante un discorso all’University of the West Indies,  Ramotar aveva ordinato alla Jagdeo Initiative di accelerare lo sviluppo nel settore agricolo della Regione ed ora spiega che «Le importazioni di cibo stimate nella regione sono tra i 3 ed i 5 miliardi di dollari,  e 3 miliardi di dollari rappresentano un’opportunità di business che vale la pena di cogliere per  i produttori dei Caraibi. Questa regione è in grado di soddisfare questa esigenza attraverso la produzione nazionale, ciò rappresenterebbe miliardi di dollari di investimenti nella nostra regione, decine di migliaia di posti di lavoro per i caraibici, centinaia di crescenti e sempre più redditizie imprese dei Caraibi, miliardi di dollari di importazioni evitate ogni anno, migliorando quindi i nostri conti con l’estero».

Resta da capire quale ricaduta avrà tutto questo sulla foresta tropicale della Guyana e su habitat preziosissimi che lo Stato sudamericano si è impegnato a proteggere in cambio di compensazioni internazionali.