Le Alpi ospitano oltre 3.000 specie di licheni. Pubblicata la checklist

Un lavoro durato 15 anni che ha rivelato un numero sorprendentemente alto di problemi tassonomici ancora da risolvere

[13 marzo 2018]

Un team internazionale di di lichenologi coordinato dall’Università di Trieste ha pubblicato su MycoKeys lo studio “The lichens of the Alps – an annotated checklist”, una checklist annotata, che comprende oltre 3.000 licheni, un lavoro durato 15 anni che  rappresenta un punto di riferimento a lungo mancato agli scienziati che studiano i sistemi montuosi in tutto il mondo.

I ricercatori ricordano che «Ampiamente utilizzati come biomonitor della qualità dell’aria, della salute delle foreste e dei cambiamenti climatici, i licheni svolgono un ruolo ecologico fondamentale. Tuttavia, fino a poco tempo fa non esisteva alcuna sintesi della loro diversità nelle Alpi, uno dei più emblematici sistemi montuosi del mondo».

Infatti, le Alpi sono una delle più grandi aree naturali continue e uno dei più ricchi hotspot di biodiversità in Europa. I ricercatori spiegano che «I licheni, una simbiosi stabile tra un fungo e uno o più organismi fotosintetici (alghe verdi e / o cianobatteri) sono ben noti come biomonitor della qualità dell’aria, della salute delle foreste e dei cambiamenti climatici. Tuttavia, nonostante il fatto che le Alpi siano una delle parti del mondo meglio studiate in termini di biodiversità, fino a poco tempo fa non esisteva alcuna sintesi della loro diversità lichenica».

Il tream internazionale di ricerca guidato da Pier Luigi Nimis dell’università di Trieste ha quindi prodotto il primo catalogo critico completo di tutti i licheni finora segnalati per le Alpi, per un totale di 3.138 specie presenti in Austria, Francia, Germania, Italia, Liechtenstein, Monaco, Slovenia e Svizzera. Gli autori sottolineano che «un tale catalogo è mancato per troppo tempo, ostacolando la ricerca in tutto il mondo, in quanto molti licheni originariamente descritti dalle Alpi sono stati successivamente trovati in altre parti del mondo».

La nuova checklist sarà un prezioso strumento per recuperare l’enorme quantità di informazioni sui licheni delle Alpi accumulatesi nel corso di secoli di ricerca, offrendo una base per revisioni tassonomiche, la rivalutazione critica di specie poco conosciute e l’ulteriore esplorazione di aree poco esplorate. Il nuovo studio diverrà un catalizzatore per nuove e più intensive indagini e un punto di riferimento per confronti tra i sistemi montuosi di tutto il mondo.

I ricercatori concludono evidenziando un paradosso della ricerca scientifica: «E’ stato un lavoro lungo e faticoso, che è durato quasi 15 anni, rivelando un numero sorprendentemente alto di problemi tassonomici ancora da risolvere, che si spera possano avviare ulteriori ricerche nei prossimi anni. Riteniamo che il criterio migliore per giudicare se una checklist abbia portato a termine il proprio compito per la comunità scientifica sia la velocità con cui diviene obsoleta».