Le api? Una vita fatta di paura tra le esploratrici intrepide e le colonie giudiziose

[3 ottobre 2013]

Quando pensiamo alle api ci viene in mente una vita bucolica, fatta di insetti operosi che bottinano volando di fiore in fiore, pacifiche raccoglitrici che poi tornano al loro operoso alveare per sfamare la regina e le larve e produrre il miele e la pappa reale che ci piacciono tanto, invece, anche se le api sono in grado di difendersi con le loro punture dolorose,  vivono in un mondo pieno di pericoli con predatori come i gruccioni che le attaccano da cielo, altri insetti che tendono loro imboscate sui fiori ed i calabroni che le attaccano fin dentro le arnie.

Una vita fatta di paura che, secondo lo studi di  un team di ricercatori dellUniversità della California di San Diego e dell’ Eastern Bee Research Institute della  Yunnan Agricultural University pubblicato su Plos One, «Spinge le api ad evitare fonti di cibo strettamente connesse  con i predatori e, curiosamente, rende le colonie di api meno propense al rischio di singole api».

Per James Nieh, che insegna  biologia alla UC San Diego, «Questa collettiva dalle  colonie dimostra  significativamente più cautela rispetto alle singole raccoglitrici più a rischio e può aiutare le api a sfruttare tutte le fonti alimentari disponibili, con alcune raccoglitrici intrepide che visitano il  cibo più pericoloso, mentre la colonia decide giudiziosamente come allocare meglio il foraggiamento».

Nieh ha lavorato in Cina con i suoi colleghi della Yunnan Agricultural University in Cina per studiare l’impatto sulle api bottinatrici asiatiche del calabrone gigante asiatico,( Vespa tropica), e di una specie più piccola di calabrone ormai arrivata anche in Europa ad in Italia, la Vespa velutina, che rappresenta una minaccia anche per le nostre api.

Il principale autore dello studio, Ken Tan, del  Tropical Botanical Garden dell’Accademia cinese delle scienze, spiega che «I calabroni giganti asiatici  sono pericolose, predatori pesantemente corazzati. Le colonie di api  per difendersi rispondono con la  formazione di palle di api, che stringono il calabrone e, in alcuni casi, lo cuociono a morte con il calore generato dalle api»

I ricercatori hanno scoperto che le api considerano questa specie di calabrone gigante, che è quattro volte più grosso delle specie più piccole, come più pericoloso. In una serie di esperimenti, hanno presentato api con diverse combinazioni di alimentatori sicuri e pericolosi, a seconda della loro associazione con la calabroni più grossi o più piccoli, contenenti  concentrazioni variabili di saccarosio.

Nieh  sottolinea che «Le api evitano gli alimentatori pericolosi e preferiscono gli alimentatori che forniscono un nettare più dolce. Tuttavia, i predatori sono intelligenti e possono concentrarsi sul cibo più dolce, quello che le api preferiscono. Così abbiamo provato anche a capire come avrebbero risposto le api quando il cibo più dolce era anche il più pericoloso. Quello che abbiamo scoperto è che le singole api erano più  tolleranti al rischio . Hanno evitato il cibo migliore con il calabrone gigante,  ma hanno continuato a visitare il cibo di qualità inferiore con il calabrone più piccolo».

Come avevamo scritto giorni fa i calabroni giganti in Cina stanno diventando un grosso problema anche per gli esseri umani e ormai son arrivate a  1.640 le persone attaccate da luglio da questi insetti, provocando 42 morti nella provincia nord-occidentale dello Shanxi. Un’aggressività accresciuta a causa del boom riproduttivo della Vespa tropica che sembra dovuto ai cambiamenti climatici. Un altro problema in più per le api mellifere cinesi.