Le balenottere di Portoferraio raggiunte in mare aperto per prelevare campioni

[15 ottobre 2013]

Il 14 ottobre, intorno alle 10,00 al Comando della Capitaneria di Porto di Portoferraio arrivava  la segnalazione dell’avvistamento di due cetacei, presumibilmente balenottere comuni, nella rada di Portoferraio. La Capitaneria predisponeva l’immediato intervento di una motovedetta che,  accertata la presenza dei cetacei, ha provveduto a segnalare e balene alle imbarcazioni in transito nel trafficato porto del capoluogo elbano, intanto la sala operativa della Capitaneria di Porto informava  traghetti di linea perché prestassero la massima attenzione ai due giganti del mare che intanto erano arrivati proprio nella darsena medicea, davanti alla sede della Capitaneria, e sfioravano le banchine ed i traghetti  nel porto commerciale, mentre una discreta ed entusiasta folla osservava, fotografava e filmava le loro evoluzioni.

Uno dei due animali purtroppo era ferito e attaccato dai parassiti.

In un comunicato si legge che «La motovedetta della Capitaneria di Porto di Portoferraio, raggiunta subito dopo da una seconda unità ha così accompagnato i cetacei che si sono trattenuti per alcune ore nella zona portuale e della rada del capoluogo Elbano. Nel frattempo dal comando di Calata della Linguella veniva allertata tutta la rete toscana che lavora sui cetacei sia spiaggiati che free-ranging, coordinata dall’Osservatorio Toscano dei Cetacei, nonché la rete nazionale coordinata dal Ministero dell’Ambiente e della Salute».

Intorno alle 15,00 le due balenottere si sono allontanate  verso le acque a nord dell’Elba, facendo perdere momentaneamente le loro tracce. Ma la storia dei due cetacei non era finita, come spiega la Capitaneria di Porto, «Nel pomeriggio giungevano i tecnici incaricati dall’Università di Siena, che imbarcati sulla motovedetta della Capitaneria di Porto, si mettevano nuovamente alla ricerca dei due mammiferi, che fortunatamente sono stati individuati poco dopo le 17 al largo di Capo d’Enfola. A quel punto i ricercatori hanno potuto procedere alla classifica dei due cetacei, lunghi entrambi intorno ai 10 metri, individuati come della specie “Balaenoptera physalus”. I tecnici dell’Università hanno provveduto ad effettuare delle biopsie cutanee, necessarie sia a valutare lo stato di salute degli stessi animali, sia per avere la certezza sulla specie di appartenenza. Con il sopraggiungere dell’oscurità e completate le operazioni di osservazione e campionamento, l’unità con a bordo i ricercatori ha potuto fare rientro in porto».