Le cave illegali all’assalto del Parco Nazionale di Bannerghatta

Con la dinamite nell’Eco-Sensitive Zone che difende la preziosa biodiversità dell’India meridionale

[13 febbraio 2017]

Parco Nazionale indiano di Bannerghatta, vicino a Bangalore, nel karnataka, è minacciato dalle cave e dagli impianti illegali per la frantumazione del pietrisco .  Quest’Area protetta dell’India meridionale offre rifugio a elefanti, leopardi, orsi a molte specie di uccelli,  rettili e anfibi che ora sono a rischio perché la maggior parte delle cave illegali opera all’interno dell’Eco-Sensitive Zone (Esz) del Bannerghatta National Park (Bnp).

Per questo Conservation India ha lanciato una petizione online nella quale denuncia che i dinamitardi illegali stanno distruggendo intere colline e che l’estrazione di pietra e gli impianti di frantumazione stanno scatenando il caos nell’ Esz del Bnp.

L’associazione ambientalista indiana dice che «L’attività estrattiva non controllata che è in corso nei villaggi di Ragihalli e Shivanahalli, adiacenti al parco, appena fuori Bangalore, sta distruggendo le famiglie e mettendo in pericolo la fauna selvatica, mentre sulle loro case ogni giorno piovono pietre». La maggior parte delle cave illegali è all’interno del perimetro dell’Esz del parco.

Conservation India sta raccogliendo le firme sotto una petizione da inviare alle istituzioni del  Karnataka che dovrebbero difendere le foreste e l’ambiente e controllare l’attività mineraria e ricorda che «Il Ministero dell’ambiente, delle foreste e dei cambiamenti climatici (MoEFCC) ha emesso una notifica che istituisce Esz larghe da 100 metri a 4,5 km dal  confine del parco nazionale. La notifica classifica le cave e la frantumazione di pietra come attività proibite». Ma  politici locali, che hanno interessi nelle cave di pietra, stanno facendo di tutto per vanificare la  notifica Esz e per ridurre ulteriormente l’area cuscinetto intorno al Bannerghatta National Park.

Conservation India denuncia che ogni giorno dalla Esz escono 200 camion carichi di pietrisco, «causando un enorme disturbo e degrado di un habitat fragile, che ospita specie iconiche in via di estinzione come gli elefanti, leopardi, cani selvatici, orsi giocolieri, gaur, sambar, pangolini a un grande numero di anfibi, rettili e uccelli».

Intanto, come dimostrano anche immagini satellitari, le attività illegali di cava continuano indisturbate proprio nel bel mezzo delle Esz del Bnp, istituite per proteggere un importante habitat degli elefanti asiatici nel sud dell’India e che a sud rappresentano un corridoio ecologico con il Cauvery Sanctuary. Le zone più devastate ospitano anche foreste che formano lo spartiacque per diversi affluenti del fiume Cauvery, che fornisce acqua e vita a tutta la regione. «Tutto questo sta avvenendo in modo incontrollato – dicono gli ambientalisti indiani – violando palesemente diverse leggi per la protezione dell’ambiente e della fauna selvatica, nonostante molteplici ordinanze da parte sia della Corte Suprema dell’India che dell’Alta Corte del Karnataka che vietano tali attività nella regione».

Conservation India conclude: «Il nostro dovere è ancora una volta quello di far sapere ai decision makers che gli amanti della natura indiani e i cittadini di Bangalore si oppongono alla distruzione del nostro Parco Nazionale unico e prezioso. Il vostro intervento farà in modo che il parco nazionale unico di Bangalore non vada perduto per sempre».